Gruut Wit

5 gradi alcolici e 20 di IBU: basterebbero questi due valori per capire già dove si andrà a parare. Se ci si aggiunge poi un color biondo “slavatino”  leggermente lattiginoso, e un naso relativamente citrico e speziato, l’identikit è presto fatto. Una classica witbier, questa della Gruut di Gent, non 2466550945_ab4a31562d_ouna delle migliori sul mercato, ma che può comunque sedersi insieme alle altre attorno alla tavolata della grande famiglia delle witbier belghe. Non ha un carattere spiccato, soffre di alcune piccole amnesie produttive e ha un corpo che sfugge un po’ troppo rapidamente per lasciare un ricordo decisamente significativo; ma una frizzantezza relativamente equilibrata, la sensazione di freschezza e pulizia generale che lascia e una corsa finale decente, leggermente citrica ed acidula ne riequilibrano un po’ il giudizio finale. Il curarçao e la scorza d’arancio si fanno riconoscre, nel contesto di una speziatura leive ma non anonima. Buona, non per farci un trattato degustativo, ma per dissetarsi quando fa molto caldo. Assaggiata in bottiglia da 0,33, Alc. 5%vol., ©Alberto Laschi.

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