Due anni fa avevo avuto l’occasione di testarla in fusto, durante il Villaggio della Birra del 2007, e già mi aveva fatto un’ottima impressione. Mi è ricapitata fra le mani pochi giorni fa, in bottiglia questa volta, e la solidità di questa birra nata dalla collaborazione fra i danesi della Mikkeller e i belgi della Struise mi è apparsa ancor più evidente. Due anni fa mi fecero
“impressione” i 130 IBU denunciati per questa birra dai due mastri birrai; allora erano quasi il top, adesso ci sono altre birre ancor più amaricanti. Ma in questa Mikkeller l’amaro ha una prerogativa tutta sua: non finisce mai. Impressionante la saturazione del palato e della lingua, sembra non finire mai la sensazione amaricante che deriva dall’ultimo sorso: non mi era quasi mai capitato di percepirne gusto e retrogusto così a lungo. Per il resto, l’ho trovata perfettamente complessa e squisitamente ben fatta: schiuma cremosa, abbondante e persistente, colore ambrato molto carico (al confine con il marrone) del tutto opalescente. I 35 kg. di luppolo di Poperinge impiegato la impregnano di note erbacee e terragne, rustiche e quasi “esplosive” sia nell’aroma che nel gusto. La frizzantezza non accentuata la alleggerisce solo un poco, perchè la struttura maltata la rende robusta e quasi densa. Birra quasi da meditazione, per un dopo pasto corposo e impegnativo. Assaggiata in bottiglia da 0,33; Alc. 9%vol.; © Alberto Laschi.
[...] collaborazione con la norvegese Nøgne Ø, la Stateside e la Divine Rebel con la Brewdog, la Mikkeler con i belgi della De Strujse e la particolarissima SEVEN Russian Imperial Stout in collaborazione [...]