
Nel Brabante fiammingo sorge, dal 1898, la brouwerij Haacht, la più grande brouwerij indipendente del Belgio, in una zona, quella di Boortmeerbeck, che già aveva visto nei secoli precedenti una fiorente tradizione birraria: prima con il Paradijsvogel (una locanda/birrificio), che dal XVI secolo ha dissetato i numerosi viandanti della zona, e poi con la Brasserie de la Dyle, che dal XVIII secolo ha chiuso i battenti nel 1914, con l’avvento della I guerra mondiale.

1898: è la data di nascita ufficiale della Haacht, o meglio, è proprio in quell’anno che vede la luce (il 14 giugno) la prima birra all’interno della premiata latteria “Melkerij van Haecht“, che da quel giorno in vede modificata la propria ragione sociale in “Haecht, Birreria e latticini“. Da quel giorno la produzione si è via via allargata, grazie anche alla modernizzazione portata dalla rivoluzione industrilae in Europa. La diffusione dell’elettricità, infatti, non solo ha modernizzato i processi produttivi, ma ha permesso il trasporto ferroviario dei vari prodotti della brouwerij, fino a Bruxelles.
I risultati? Nel 1929 la famiglia Haacht decide di rinunciare alla produzione lattiero casearia, per concentrarsi
esclusivamente su quella birarria, che nel 1937 raggiunge la notevolissima cifra di 523.000 ettolitri prodotti. Il boom definitivo si ha nel secondo dopoguerra, quando, sotto la guida di Alfred van der Kelen, si ridefiniscono gli standard produttivi e si procede a una miriade di acquisiszioni di piccole e medie brouwerij, sia in Belgio che in Francia (in dieci anni almeno quindici), con i relativi settori di mercato.I prodotti della Haacht “invadono” il mercato della miriade di pub presenti in Belgio a partire dagli anni ’70, con una linea di birre dalla facile beva (prima fra tutte la Primus, una pils a larghissima difusione in Belgio) e non molto impegnative. Nel 1985, per una diversificazione degli interessi commerciali, la Haacht acquisisce anche i diritti della produzione della Pepsi in Belgio; nel 1989 viene lanciata sul mercato la Haecht Witte, che ancora oggi riscuote molto successo.
Il “salto” nel segmento della qualità si ha nel 1990, quando la proprietà della Haacht stipula un contratto con l’Abbazia di Tongerlo per la produzione e la commercializzazione delle loro birre: fin da subito a queste birre viene conferito il riconoscimento di biere d’abbaye reconnue, con relativo logo.Le ultime acquisizione da parte della Haacht sono quelle fatte nel 1998 e nel 2002, quando entrano a far parte della “grande famiglia” la Brouwerij Eupener e l’olandese Bierbrouweij De Leeuw. Attualmente il range produttivo spazia dalle pils (5, e tutte vendutissime), alle Biere da table, passando da quattro birre fruttate, due blanche (Haachte Witte e Valkenburgs wit), la Kaizer Karel (bionda e ambrata), la Gildenbier e le quattro birre che attualmente compongono la gamma della Tongerlo.

Brouwerij HAACHT N.V.
Provinciesteenweg 28
3190 Boortmeerbeek
Tel: +32 16 60 15 01
Fax: + 32 16 60 83 84
E-mail: info@haacht.com*
[...] già scritto in un precedente post, l’abbazia norbertina di Tongerlo dal 1990 fa produrre le proprie birre dalla Brouwerij [...]