
Come già scritto in un precedente post, l’abbazia norbertina di Tongerlo dal 1990 fa produrre le proprie birre dalla Brouwerij Haacht, la quale ha fin da subiro potuto apporre il logo di Biere belge d’abbaye reconnue sulle etichette di ciascuna.

L’abbazia di Tongerlo, che ancora oggi vive e prospera nel comune di Westerloo, nella provincia di Anversa, appartiene all’ordine premonstratense (o Norbertino), fondato da San Norberto nel XII secolo presso l’abbazia francese di Prémontrée. Fondata nel 1128 (l’atto di fondazione riporta in calce anche la firma di S. Bernardo di Chiaravalle, dottore della Chiesa) da un gruppo di canonici che dall’abbazia consorella di Anversa si spostarono in quella zona, l’abbazia di Tongerlo, che ancora oggi segue fedelmente la Regola di S. Agostino, diviene nei secoli un importante centro religioso e culturale, partecipando attivamente alla vita politica della regione. La Rivoluzione Francese costringe i monaci ad abbandonarla temporaneamente nel 1796: riuscirono a farvi ritorno nel 1838.

Oltre ad essere meta di numerosi pellegrinaggi spirituali, l’Abbazia di Tongerlo attira anche un altro tipo di visitatori: dal 1545 infatti si trova all’interno dell’abbazia una copia fedelissima del dipinto leonardesco dell’ “Ultima cena”, il cui originale si trova a Milano. E la copia belga è in condizioni molto migliori dell’originale.
La birra, a Tongerlo, la si faceva fin dall’anno della fondazione dell’abbazia: molti dei terreni posseduti dall’abbazia erano coltivati a orzo e grano, che poi servivano per la produzione in proprio della birra stessa. Produzione proseguita fino alla I guerra mondiale, quando i tedeschi requisirono tutti gli originali impianti di produzione in rame. Solo dal 1990 l’abbazia condivide con la Brouwerij Haacht la rinascita delle proprie birre, che attualmente sono quattro:

La Tongerlo Bruin, una abbey ale di 6,5% vol., dal colore tonaca di frate e dalla schiuma fine e abbastanza persistente. Dall’aroma non molto pronunciato di malto e caramello, presenta un corpo un po’ troppo consistente, rispetto alla gradazione alcolica, caratterizzato dalle note amarognole e medicinali della liquirizia, con note sfumate di malto e caramello. Un po’ squilibrata nella sua componente alcolica, finisce abbastanza lunga, conservando la nota medicinale anche nel retrogusto

La Tongerlo Blond, di 6% vol., dalla schiuma abbondante, cremosa e persistente e dal colore dorato carico. L’aroma è piacevole, fruttato e speziato; al palato è relativamente frizzante, con una amarezza tenue e diffusa; ha gusto morbido e vellutato, corpo pieno e rotondo. Finisce molto lunga, con buon equilibrio fra la componente maltata e quella luppolata.

La Tongerlo Christmas, di 6,5% vol., che ricorda molto la Blond, con l’aggiunta di mezzo grado alcolico sul totale. E’ comunque birra più che piacevole, dal bel colore dorato e dalla spuma morbida, cremosa e persistente. Aroma rotondo di malto con punte fruttate e speziate, corpo leggermente più consistente della sorella bionda, con retrogusto amarognolo. Finisce abbastanza lunga, morbida e piacevole.

E poi la novità, rappresentata dalla Tongerl Prior, lanciata da non molto sul mercato, una bionda robusta di 9%vol., brassata con una percentuale importante di luppolo Saaz, che prende il posto della Tongerlo Triple, definitivamente uscita di produzione. Una nuova birra d’abbazia, quindi si aggiunge alla già folta schiera di prodotti di qualità raccolti sotto questo marchio.
[...] segmento della qualità si ha nel 1990, quando la proprietà della Haacht stipula un contratto con l’Abbazia di Tongerlo per la produzione e la commercializzazione delle loro birre: fin da subito a queste birre viene [...]