Black Rebel, Citabiunda

Il potere delle consonanti: basta essere solo un pochino distratti, nel leggere nome e tipologia della birra in questione, per rimanerne fuorviati. Quando leggi il termine ”stout” preceduto da un’altra parola che comincia per “m”, l’associazione d’idee più normale da fare è: “ok, sto per bermi una mild stout, me lo dice il produttore”. Niente di più sbagliato, nel caso della Black Rebel: il mastro birraio di Citabiunda, per brassare questa nerissima stout di 5,4% vol. ha usato crema di cioccolato e menta piperita, proveniente dal consorzio Essenzialmenta di Pancalieri. Due consonanti (n,t) al posto di altre due (l,d) e l’orizzonte (degustativo) cambia radicalmente. Anche perché questa stout loghinoblackè radicalmente diversa dalle “normali” stout; lo stesso mastro birraio dichiara con estrema sincerità di “aver dato sfogo, con questa birra, ad una pazzia”. Il rischio era di fare di una birra un after eight. Il rischio è stato, per fortuna, sviato. Non che sia una birra semplice, gustativamente parlando, né la si può pensare come birra da tutti i giorni. Va presa per quello che è: un ottimo esperimento brassicolo, frutto del genio e della fantasia (spesso solo) italiche. Ha schiuma color cappuccino, fine e abbastanza persistente, e un naso all’inizio quasi spiazzante: la menta insieme ai sentori torrefatti e alla liquirizia fa una strana impressione, ma non fa a cazzotti. Devi solo cercare di farla integrare nell’insieme. E’ il corpo, la parte di questa birra che più attrae e soddisfa: è birra snella, beverina, forse un po’ povera di struttura e/o consistenza, ma intriga con la predominanza del caffè freddo e un intenso retrogusto di “cioccolatino alla menta”. Va via velocemente, fresca e rinfrescante. Forse non è la birra al top della gamma di questo birrificio, sicuramente la più inusuale e fantasiosa, a mio parere

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