Gruut Amber

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Non è ambrata, è proprio rossa: sembrava quasi di versare una kriek, solo più brillante e perfettamente limpida. Poche volte mi detail_amber_01è successo di prendere una “rossa” belga in mano che avesse un tono di colore così inconfondibile. Ma le particolarità finiscono qui. Questa Gruut Amber della Gentse Stadsbrouwerij è, nel complesso, birra abbastanza sciapa ed anonima, senza tocchi di fantasia o peculiarità che la fanno ricordare. E’ corretta, ma liscia, dal corpo esile e infarcito solo un pochino, tanto per darle un “tono”, di un tocco di malto caramellato e di uno spizzichino di luppolo leggermente astringente. Il tutto per far ricordare che comunque non è solo acqua “colorata”. L’impressione iniziale infatti è stata quella per la quale uno pensa: ma questi, l’alcool dove se lo sono dimenticati? Corpo estremamente watery, pericolosamente al confine con l’acquoso, carbonazione insufficiente, finale fuggevolissimo e poco caratterizzato: tutte le condizioni per non conservare un buon ricordo di questa birra, che va giù con troppa disinvoltura. Un netto passo indietro rispetto alla Gruut Witt assaggiata pochi giorni fa. Assaggiata in bottiglia da 0,33, alc 6,6% vol., ©Alberto Laschi.

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