Pannepot Reserva 2007

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Nel 2007 la Pannepot Reserva  è stata votata, su Ratebeer, come quinta migliore birra di tutto il Belgio (la quarta era la Pannepot versione “classica”, le prime tre erano trappiste): tutt’oggi una delle top strong dark al,  in assoluto. Il progetto nasce nel 2005, e la “colpa” è di un dipinto di proprietà di uno dei soci degli Struise (Carlo Grootaert), oggi esposto in uno dei luoghi di “culto” birrari belgi: il Kulminator di Anversa. Il dipinto ritrae una barca, la pannepot appunto, tipica della marineria di De Panne dei primi anni del ‘900, adoperata per la pesca lungo la costa. Una barca particolare, dal fondo quasi piatto: questo perché i pescatori di De Panne avevano le barche ma non un porto dove attraccarle, e per questo ogni giorno dovevano tirarle in secco sulla spiaggia (curioso il parallelismo: pescatori senza porto e birrai senza birrificio …). Lavoro particolarmente duro, quello dei pescatori di quella zona dell’Atlantico, che per “tirarsi un po’ su” bevevano una birra particolare, scura e molto robusta, arricchita a volte con tuorli d’uova e zucchero. Quasi per ri- offrire una specie di tributo a questa tradizione, anche familiare (i nonni di Carlo Grootaert possedevano essi stessi una barca da pesca), gli Struise nel 2004 creano la Pannepot, una strong ale di 10°. Alla fine del 2005 gli Struise  decidono di provare a invecchiarla in botte, e mettono 90 hl. di Pannepot in botti di rovere francese, per 14 mesi. Dopo averne messo sul mercato una parte con il nome di “Reserva” nella primavera del 2007, mettono il resto in un secondo lotto di barili di quercia, originariamente utilizzati per far maturare il calvados, per altri 10 mesi. Il risultato finale è la Pannepot Gran Reserva, che gli Struise, riconoscenti per il primigenio appoggio ricevuto, danno ai danesi della Ølbutikken perché la commercializzassero per primi.

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Se già  la storia di questa birra è particolarmente interessante, conoscendo gli Struise, la birra non poteva essere da meno. E infatti è birra sontuosa. Il passaggio in botte le ha regalato eleganza e struttura, raffinandone aromi e sostanza, conferendole  una robustezza non scomposta. Il colore è un marrone scuro quasi impenetrabile, con una schiuma corposa e abbondante di color cappuccino. Il naso è ricco ed elegante, corretto e non esageratamente sovraccarico: malto, spezie, accenni di frutta secca e frutta rossa leggermente asprigna, un luppolo asciutto e una leggera torrefazione. Il corpo è raffinatamente elegante, robusto, caldo e avvolgente. Il primo impatto è morbido, quasi vellutato, con il malto morbido che si integra facilmente con note di frutta (arancio caramellato, mela dolce, banana), di zucchero caramellato e di spezie (cannella, vaniglia, coriandolo, noce moscata). Si affacciano poi la liquirizia, il caffè, la cioccolata molto dolce e, per ultimo, un luppolo fresco e pulito, che fa razzia di tutto, presentando il conto finale. Ottimo, il tutto, per struttura e sequenzialità, grande l’equilibrio, completa la soddisfazione. Assaggita in bottiglia da 0,33; Alc. 10% vol., ©Alberto Laschi.

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3 Responses to “Pannepot Reserva 2007”

  1. Natale a Roma, prima parte. | inbirrerya

    […] birre straniere, sono venute (per me) da prodotti non proprio natalizi: la Jean Chris di Rulles, la Pannepot 2007 reserve on draft e la Jan de Bois de La Senne. Confesso, nello stesso tempo, di non aver avuto la […]

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