Brigand IPA: una di troppo?

kasteel

Dalla Castle Brewery (Von Honsebrouck), uno dei birririci appartenenti alla “consorteria” della Belgian Brewery Family, una IPA di troppo, seppure nella “variante” belgian IPA. Va bene la moda, va bene il trend del mercato, va bene l’occhio al portafoglio che si potrebbe rimpinguare con lo smercio di alcune birre ammiccanti alla curiosità del momento, ma qipauesta Brigand IPA che c’azzecca con il mondo delle luppolatissime IPA, riesumate dalla rampante produzione brassicola made in USA?E’ “piena” di malto (sulla stessa label la ditta la descrive come una birra doppio malto con luppolo), il luppolo se lo sono scordati (volutamente o meno) nelle balle, o, quantomeno, lo hanno centellinato così tanto da renderlo rintracciabile solo nell’ultimissimo segmento degustativo, quello a cavallo fra il retrogusto e il finale; la frizzantezza è più che scarna. Ma ci aveva già avvertiti il nostro “solito” amico belga: qui non c’è trippa per gatti, perchè, in altri termini, la Brigand è sicuramente più vicina alla categoria delle “session beers” che a quella delle American IPA. Una sorta di birra da tutto pasto. Ma ormai l’avevo accattata, tanto valeva farle la festa. Ha una schiuma decente, quello sì, fine e cremosa, moderatamente persistente, e un colore ambrato fin troppo pulito e sgargiante (sembra quasi finto). Naso denso di malto, corpo rotondo, relativamente morbido, con sentori relativamente floreali (a un certo punto mi è quasi sembrato di avvertire un leggero sapore di camomilla). Non è nemmeno dissetante. Che pensi, la van Honsenbrouck (con tutto il rispetto) a fare (bene come fanno) le Kasteel, che è meglio. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 6,5% vol.; ©Alberto Laschi

One Response to “Brigand IPA: una di troppo?”

  1. Meantime IPA | inbirrerya

    […] è certamente una IPA di troppo, questa della Meantime, come invece mi era capitato di assaggiare in passato. E’ però una sorta di IPA border – line, nel senso che ripropone, in effetti, molte […]

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