Per iniziare la settimana, una infornata di novità, non solo birrarie, provenienti dal Belgio.

foto tratta dal sito http://www.bloggen.be/bier_in_beeld/
La prima viene dal conosciuto (molti dei suoi prodotti sono presenti nel catalogo di Birrerya) birrficio De Leyerth: accanto alle ormai conosciutissime e molto apprezzate Samaranth, Hop It, Parlus magnificum e Hibernus Quentum, il birrificio guidato da Hildegaard e Bas von Ostaden immetterà sul mercato (non solo belga) a dicembre l’ultima loro creazione, la Urthel Saisonniere, una birra di 6% vol. alc. Una bionda, da come si può desumere dalle prime foto, a “cavallo” fra una saison e una biere blanche, con 40 IBU e il 20% di grano fra gli ingredienti. Chi l’ha assaggiata la definisce un bel mix di sensazioni luppolate inserite in un sottofondo morbido e maltato, pronosticandole un sicuro successo.

foto © William Roelens 2009
In attesa dell’arrivo nei magazzini di Birrerya della sua creazione natalizia, la Père Canard (una birra da 9% vol. alc, brassata con sei tipi di malti, liquirizia, zucchero candito e luppolo belga), l’apprezzata Huisbrouwerij Sint Canarus del simpatico Piete Meirhaeghe ha fatto conoscere un’altra sua creazione, la Pinnt. Una belgian ale di 6,5& alc. vol., brassata per onorare lo “scottish day“, evento legato ai festeggiamenti celebrati all’interno del castello di Ooidonk, situato fra Deinze e Gand (Prov. Ostflandern) sulla riva del fiume Leie. Classico esempio di architettura fiamminga con influssi spagnoleggianti, questo catello venne eretto nel XIII secolo; distrutto e ricostruito più volte, è il simbolo di quella unione (della quale avevo già parlato in un altro post) fra la tradizione fiamminga, spagnola e scozzese che ha attraversato la storia e l’architettura di quei paesi. Dal bel colore ambrato, è delicatamente fruttata, mediamente frizzante e relativamente caramellata.

foto © William Roelens 2009
Veniamo adesso alla premaita Brasserie Du Bocq, non sempre amatissima (qualcuno sussurra, non proprio a bassissima voce, che ha “più etichette che birre“), per due notizie. La prima, come si può evincere dal sito della brasserie stessa, da conto di due premi (alla faccia di tutte le malelingue, direbbe qualcun altro) assegnati a due delle loro birre (di punta): nell’ultima edizione del World Beer Awards di Londra (nello stesso evento, ne avevo già parlato, era stata premiata anche la St. Feuillien Saison) la Blanche de Namur ha vinto la medaglia d’oro nella categoria “wheat beer” e la Galuloise Ambrèe la medaglia d’argento nella categoria “pale ale – strong category“. La seconda notizia riguarda invece una birra, la Tipsy, che la Du Bocq ha ricominciato a brassare dopo anni di oblio, facendo però un po’ rimpiangere la qualità dell’antico prodotto. Antico perchè la birra era stata prodotta per quasi 50 anni a Gierle, per poi scomparire, assieme alla ditta che la produceva, negli anni ’70. Su iniziativa della città di Lille, la Du Bocq è stata incaricata di ri-produrre la birra che per tanti anni aveva avuto un buon successo commerciale, dando vita ad una birra di 8° ad alta fermentazione dal colore rosso scuro, e dal titpico sentore di caramello/melassa. Joris Pattyn l’ha nettamente stroncata.

foto © William Roelens 2009
L’ultima novità birarria è rappresentata dalla Vicaris Kerst, prodotta alla De Proef dalla Bierbrouweij Dilewyns. Di questa brasserie (bierfirm) di Grimbergen, rinata a nuova vita nel 1999, avevamo già parlato, degustando le sue Vicaris Generaal, Vicaris Triple e Vicardin Triple Gueze. Nella sua relativamente veloce escalation produttiva mancava un “classico” della tradizione brassicola belga, e cioè una Birra per le festività natalizie. Che è puntualmente arrivata, presentata alla terza edizione del Brugs Beer Festival (BAB): una scura i 10°, al confine tra il caramellato e il tostato, con note di mandorle e cioccolata. Questa, a Pattyn, è piaciuta.

E per finire, un libro. Jef Van Den Steen, oltre ad essere uno dei soci fondatori del birrificio Glazen Toren, è anche uno dei massimi esperti belgi della produzione birraria delle Fiandre e dei Pesi Bassi. L’ultima sua “fatica” letteraria è dedicata ad una delle famiglie birrarie belghe più importanti, la Belgian Family Brewers. E’, questa, l’insieme di 13 birrerie familiari indipendenti che da più di 50 anni producono in Belgio le proprie birre. E’ un pezzo, consistente (attualmente rappresentano il 15% dei birrai belgi) della storia e della tradizione produttiva artigianale e di qualità, vero fiore all’occhiello del Belgio. Questo libro, corredato dalle foto di Andrèe Vershetze e dalle ricette di Stefaan Couttenye (cuoco fondatore del rinomatissimo ristorante belga ‘t Hommelhof), ne è la celebrazione.
Ciao
Sono stato a Bruges per il festival ed ho assaggiato tre diverse tipologie di birra della Vicaris non ricordo se ho assaggiato pure quella di natale ma devo dire che erano tutte ottime.
Pero’ di tute le birre presenti e tra tutte quelle che son riuscito ad assaggiare la mia preferita è stata la Vivien Imperial IPA veramente stupenda anche a detta di molti!
Daniele
[...] scorsa edizione era toccato alla Blanche de Namur della Brasserie du Bocq, fra le birre belghe, a ricevere il [...]