Samuel Smith Taddy porter

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Birra “storica” di questa già antica brewery (la The Old Brewery, appunto), lanciata sul mercato USA nel 1980 (assieme alla altre due punte di diamante Oatmeal Stout e Imperial Stout), ben 50 anni dopo la sua prima apparizione in patria. Il nome della birra  si rifà al diminuitivo (Taddy) con cui familiarmente viene chiamata la piccola città di Tadcaster. “Una delle prime 5 birre al mondo”, la definisce Michel Jackson, sicuramente una birra quasi perfetta nel suo genere, la porbrews010709eg_rgbbter ad alta fermentazione appunto, che vede la luce per la prima volta a Londra fra il XVII e il XVIII secolo, la birra più amata (e consumata) dai porters, gli scaricatori del porto della stessa Londra. Il colore è scuro come la notte, la schiuma,  poco abbondante, è fine, dal colore bianco leggermente macchiato: l’aroma è ricco di note tostate e di caffè, con una bella richezza di aromi fruttati (frutta rossa leggermente astringente). La Taddy ha corpo rotondo, snello e molto beverino, non lascia molti strascichi né colpisce eccessivamente al primo impatto, ma si rifà nettamente nel prosieguo della bevuta: ha gusto ben bilanciato ed equilibrato, ricco di note tostate di caffè e cioccolato, poco alcolica, e leggermente astringente di luppolo nel finale. E’ corretto anche il fine corsa, non lunghissimo, ma che ripropone con equilibrio tutto ciò che è già passato dal naso e dal palato. Ricca e completa, colpisce per l’equilibrio gustativo e la pulizia produttiva. Assaggiata in bottiglia da 0,50 cl.; alc. 5% vol.; ©Alberto Laschi

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