Bashah, Brewdog & Stone Brewing

basha

Black double belgian ipa”: non esiste in natura, o meglio, non esiste nella “nomenclatura ufficiale” del mondo birrario una simile tipologia. Ratebeer la riconduce ad una più ragionevole (o più conosciuta) “american strong ale”. Brassata però in Scozia, negli impianti della Brewdog. E’ una birra (forse) una tantum, che ha visto la luce il 1 Agosto del 2009, in occasione di un raid scozzese di pochi giorni effettuato da Greg Koch, Steve Wagner e Mitch Steele, della californiana Stone bashahbottledBrewing Co.  Ci avevano già provato una volta, in questo caso a parti invertite: erano stati quelli del Brewdog ad andare negli USA, e insieme ai mastri birrai della Stone e a quelli della Cambridge brewing avevano dato vita ad un’altra (inusuale) birra, la Juxtaposition, una pils nera come la notte (e come la Zeitgeist). E anche questa è birra scura come la notte (o come l’olio usato del motore di un camion), brassata con luppoli Hercules, Magnum, Warrior, Centennial, Amarillo e malti Pale, Caramalt e  Chocolate. La Bashah  è birra massiccia, non grezza, ma comunque abbastanza monolitica, la si “attacca” con qualche difficoltà: assaggiata alla spina, a Roma, al Ma che siete venuti a fà in occasione del festival delle birre di natale,  mi ci è voluto un bel po’ di tempo per vedere il fondo della pinta reale nella quale mi era stata servita. Schiuma fine e cremosa, abbondantissima, dalle sfumature color cappuccino. Il naso uno se lo aspetterebbe molto tostato, quasi torrefatto, ma invece sono i luppoli a prevalere, luppoli resinosi, al limite del medicinale. Non un gran naso, comunque decente, dalla vita però relativamente corta. Il copro, dicevo, è massiccio e muscoloso: non si sono usati guanti di velluto, nel brassarla. L’attacco forte della componente alcolica, i malti tostati e i luppoli che si palleggiano la predominanza, che alla fine invece risulta essere l’equilibrio, ruvido ma stabile, delle due componenti. Note resinose e medicinali, liquirizia (poca) e tostato (molto) anche nel finale, che piano piano si consegna nelle mani del luppolo, che condiziona lingua e palato. Non è birra raffinata, anzi, a tratti appare persino scostante: vederne la fine è una vera e propria prova di forza. Assaggiata allaspna; alc. 8,6% vol.; ©Alberto Laschi.

 

5 Responses to “Bashah, Brewdog & Stone Brewing”

  1. Gabriele

    Assaggiata in bottiglia un paio di settimane fa.
    Concordo più o meno su tutto, proprio l’altro giorno con un amico la definivo “in perfetto stile Brewdog, spigolosa ma sostanzialmente equilibrata”. Solo non ricordo di aver fatto tutta questa fatica a finirla, mi sembrava un corpo importante ma non un mattone. Forse dipende dal fatto che per me è stata l’unica birra della serata, mentre al festival di Roma mi sa che ne son girate diverse 🙂

  2. Michela

    invidia!!!!Vorrei tanto assaggiarla alla spina…versandola dalla bottiglia la schiuma è quasi inesistente, per il resto la tua descrizione è precisa. Con la Dogma ho trovato una grande differenza tra la spina e la bottiglia!!

  3. alberto laschi

    @gabriele
    è vero, la Bashah, a Roma, per me, è stata la 5° birra della serata, e ho fatto veramente fatica a buttarla giù. Al di là di questo resta, a mio parere, una birra veramente “muscolosa”, molto più che da “meditazione”. Occorre comunque prendersela moooolto con calma

    @Michela
    Gli ho fatto la caccia per due giorni, il Colonna l’ha tirata fuori dal cilindro quasi a sorpresa, di soppiatto, e l’hanno potuta bere solo quelli che passavano di lì in quel momento, o poco più. MI è stato detto che è durata veramente “lo spazio di un mattino”. Però la curiosità (mia) era tanta, e mi è andata bene. Confermo il cappello di schiuma enorme, cremoso, molto duraturo .

  4. Di tutto un po’ | inbirrerya

    […] almeno una ventina di diverse bottiglie a far bella mostra di sè. Brewdog al completo (compresa la Bashah), tanto per dirne una, Birra del Borgo al completo, come Baladin, nei suoi molteplici formati […]

  5. Brewdog: Dogma e news. | inbirrerya

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