Hibernation ale & Yeti Oak Aged, Great Divide

Dal 1995 è la birra invernale della Great Divide, che la ripropone ogni anno, in questa stagione; fin dal suo ingresso sul mercato ha mietuto più di un riconoscimento (medaglie varie in varie edizioni del Great American Beer Festival). La Hibernation ale è una old ale, affinata per tre mesi, che nell’ultima sua versione ha raggiunto un ABV di  8,7% (era 8,1% fino all’anno scorso). Assaggiata, anche questa, alla spina nel week end birrario romano, al Ma che siete venuti a fa, non mi ha fatto una grandissima impressione. Bel colore, un ambrato limpido con riflessi lucenti, una schiuma fine e cremosa, una frizzantezza non accentuata. Un robusto mix di malti e luppoli, che sia nell’aroma che nel sapore non raggiunge comunque vette eccelse, né denota caratteristiche peculiari. Una birra robusta, che col riscaldarsi sprigiona progressivamente una alcolicità pronunciata, mentre è il luppolo che ne marchia il finale , lungo e nettamente astringente. Assaggiata alla spina; alc. 8,7% vol.; ©Alberto Laschi

Birra robusta, molto robusta, una di quelle che non se ne può bere molta, anche se assalta i sensi in modo “confortante”,  una di quelle birre da bere prima di andare (subito dopo) a letto. La Yeti Oak Aged non è maturata in barili di legno, ma tramite l’immissione di trucioli di quercia francese nel fermentatore le viene conferito il tipico aroma/gusto da invecchiamento. In pratica: colore nero come la notte, corretto e impenetrabile, anche la schiuma ha colore molto scuro. Al naso (come al palato) alcool emergente, tostato massiccio e pulito, note di vaniglia vagolanti qua e là, finale leggermente astringente di frutta rossa asprigna e more. La sensazione generale è di compiutezza, di robustezza e saturazione, rapida ma non oppressiva. E’ comunque birra che riempie il palato e accontenta la testa, con una leggera “spostatura” derivante dalla massiccia componente alcolica, che si manifesta molto di più della effettiva gradazione (comunque pronunciata). Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 9,5% vol.; ©Alberto Laschi

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