30 gennaio 2009: Ratebeer “premia” il birrificio danese Mikkeller collocandolo al 6° post della sua annuale classifica delle 100 migliori breweries del mondo, prima delle non-americane, che occupano, appunto i primi 5 (!) posti del rating. Lo stesso sito riporta anche le recensioni di ben 112 (centododici!!) birre da loro (lui) brassate, fra quelle fatte “in proprio“, quelle fatte in collaborazione con altre berwery, quelle brassate alla De Proef; di queste 112, 3 trovano posto fra le prime 100 birre nel rating annuale del 30/01/2009, sempre per Ratebeer.
Questi sono i numeri di una brewery nata non 150 anni fa, ma solo nel 2006, e, ad o ggi, fra le brewery più trandy dell’intero panorama europeo, nel quale, insieme alla Brewdog, alla De Molen e agli Strujse, costituiscono la vera e proria “falange armata” del movimento di rinnovamento produttivo. La “base” operativa della Mikkeller è a Copenaghen, il protagonista assoluto è Mikkel Borg Bjergsø, che dal 2007, un anno dopo la fondazione ed apertura del birrificio, è “l’unico mikkeller rimasto”. Avevano cominciato in due, in fatti: insieme a Mikkel c’era anche Kristian Klarup Keller, che nel 2007, appunto, scinde la coppia per accettare un importante incarico a livello giornalistico/editoriale.
Dall’agosto del 2007 è appunto Mikkel Borg Bjergsø a menare da solo la danza, ispirato dall’intento di “fare birra senza compromessi“, un po’ sull’onda del trend produttivo degli emergenti micro(e macro) birrifici artigianali USA, che “non hanno paura di giocare e rompere tutte le regole“. Sembra quasi di sentrir parlare quelli del Brewdog … Il percorso produttivo di Mikkeller è costellato di infiniti (e sempre interessantissimi) esperimenti, per mezzo dei quali hanno visto la luce birre quasi “uniche”, incarnazione di quella voglia di sfidare che è la radice della filosofia produttiva di Mikkel. Dalle birre brassate con una singola qualità di luppolo (le single hop), a quelle per le quali vengono usati i brettanomiceti, dalle impressionanti imperial stout, alla splendida birra natalizia Santa’s Little Helper, variata ogni anno a partire dal 2006. La Mikkeller si distingue anche per le ricorrenti partnership internazionali che ogni volta vedono coinvolti alcuni fra i birrifici più innovativi e sicuramente affini per quanto concerne la filosofia produttiva. Mikkeller ha co-prodotto con le americane Stone e Alesmith la Stone Belgian Style Tripel Ale, ha fatto la Tyttebær (e altre sette birre) in collaborazione con la norvegese Nøgne Ø, la Stateside e la Divine Rebel con la Brewdog, la Mikkeler con i belgi della De Strujse e la particolarissima SEVEN Russian Imperial Stout in collaborazione con altri 6 microbirrifici danesi, una birra di 12°, 17 diversi tipi di malti e 5 diversi luppoli. La fantasia al potere, quindi.
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Mikkeller Brewery Dannevirkegade 22, 1. tv. DK-1763, Copenhagen, Denmark Phone: +45 26223489 mail: info@mikkeller.dk
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[...] Forse è a questa figura “leggendaria” che si ispira il nome della birra natalizia dei (del) Mikkeller, che nelle sue varie versioni (questa del 2009 è la quarta) si è sempre più arricchita, [...]
[...] la ricerca di una elevata alcolicità. Molteplici le collaborazione internazionali della De Molen: Mikkeller, Struise e Revelation Cat, il birrificio italiano di recentissima fondazione, voluto [...]
[...] presente Amarillo. Questa l’attuale composizione della linea produttiva delle Single hop della Mikkeller (tutte brassate alla De Proef, però), una vera e propria scuola-guida luppolaria. E, chiaramente, [...]