Abbaye des Rocs Brune

Brasserie de l’abbaye des Rocs

Si trova a Montignes sur Roc (che sorge tra due fiumi, detti les Honnelles) nella provincia di Hainault, vicino al confine con la Francia, a sud ovest di Mons. La produzione comincia nel 1979, nel solo fine settimana, quando Jean Pierre Eloir smette i panni di impiegato della locale pubblica amministrazione (settore tassazione mobili/immobili) per vestire quelli (insieme alla moglie Nathalie) di homebrewer: produceva, allora, 50 litri ogni due settimane, nel proprio garage. La passione casalinga si trasforma gradualmente in attività produttiva continuativa, fino a che nel 1987 viene costruito il primo vero e proprio impianto produttivo industriale, della capacità di 1.500 lt.

 Contestualmente viene creata una società cooperativa di produzione, con sede in una azienda agricola, sorta sui ruderi di un monastero (ancora visibili), cooperativa che si trasforma nel 1991 in una vera e propria società per azioni. Gli ampliamenti si susseguono, fino al 1996, quando la capacità produttiva di ogni cotta diventa di 50 hl. Attualmente la capacità produttiva annua è di circa 2.000 hl. Molta della produzione della Abbaye des Rocs è attualmente destinata alla esportazione, soprattutto verso gli USA; tutte le birre (attualmente sono 7 più 1, la Triple Impériale, prodotta per il solo mercato USA)  sono non filtrate e rifermentate in bottiglia, prodotte senza l’aggiunta di spezie e zucchero e con la particolare acqua del posto, proveniente da una falda del sottosuolo roccioso tipico della zona, prelevata da un pozzo posto nel cortile della fabbrica stessa.

Forse il miglior prodotto di questa brasserie artigianale, l’Abbaye des Rocs Brune, una birra scura di 9°, brassata senza l’aggiunta di zucchero, con rifermentazione in bottiglia. Sette sono i tipi di malto usati,  e tre (belga, tedesco e ceko) quelli  di luppolo. E’ una birra dall’ottimo equilibrio, asciutta e gustosa, dal bel colore marrone con riflessi ramati e dalla schiuma all’inizio fine, cremosa ed abbondante, che si stabilizza poi in una lamina sottile. L’aroma è pungente e piccante: si sente il malto tostato, un pizzico di polvere di caffè, ma soprattutto un lievito pepato e un luppolo secco e deciso. Ottimo, davvero. Il corpo è quasi tagliente, si fa subito riconoscere, dando un taglio netto e deciso a tutte le possibili interpretazioni. 9° e non sentirli, quasi, tanto è pronunciato e corretto l’equilibrio generale: un inizio frizzante e luppolato (i lati della lingua ne vengono subito pizzicati), con un progressivo allargarsi del malto tostato, della liquirizia (tenue) e del caramello, con un ritorno finale delle sensazioni amarognole del luppolo. Finale nel contempo morbido e amaricante, con il palato suggestionato dal malto e i lati della lingua dal luppolo. Veramente un bell’esperimento produttivo, classico e allo stesso tempo originale, se si tiene conto del non impiego (dichiarato) di spezie, per una birra tutt’altro che priva di originalità. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 9% vol.; ©Alberto Laschi.

5 Responses to “Abbaye des Rocs Brune”

  1. MrNobody

    Ottimo articolo, complimenti.
    Una delle mie birre preferite, al punto da spingermi un paio di volte ad andare in pellegrinaggio direttamente “alla fonte” (Montignes sur Roc).
    Aggiungo solo che il gentilissimo Jean Pierre ci ha “confessato” che in effetti un piccolo utilizzo di spezie c’è (Vaniglia, coriandolo e qualcos’altro).
    Ciao

  2. alberto Laschi

    Grazie dei complimenti.
    Confesso di non essere, a differenza di te, un grande estimatore delle birre di questa brasserie; ma il riassaggiare dopo molto tempo la loro Brune ha fatto risalire di molto le loro quotazioni. Spero di poter riassaggiare altri loro prodotti altrettanto “migliorati”.
    I belgi sono fatti così: negano a parole quello che poi fanno; non ho mai capito perchè molti di loro neghino fortissimamente l’eventuale uso di spezie, che io (per quello che conta) considero invece un valore aggiunto nel prodotto.
    Ciao

  3. francesco

    ho bevuto ultimamente una brune dopo almeno 6 anni e devo dire che mi confermato le note molto buone che mi ricordavo da 6 anni fa.
    secondo me le spezie si sentano eccome e quel sapore erbaceo ne fanno una birra davvero originale.
    ti faccio i migliori complimenti per le tue bellissime schede di degustazione hai mai pensato di farne un libro?
    comunque mi piacerebbe averle stampate in un libro da aggiungere alla mia collezione
    un caro saluto

  4. alberto Laschi

    Anch’io sono più che convinto che le (non molte) spezie usate danno il tocco di grazia a questa birra, che, ripeto, mi ha molto favorevolmente colpito per la sua completezza ed equilibrio. Fra l’altro, acquistata anche a prezzi più che corretti (la Coop sta facendo passi da gigante nella vendita della birra di qualità).
    Grazie anche a te dei complimenti: mi piace fare le schede in “un certo modo”, attribuendo molto valore alla “storia” che c’è dietro gni birra (di qualità). Un libro? non sei il primo che me lo dice … dovrei fare però una bella selezione, visto che le schede sono già quasi 2.000 … Vedrò il futuro cosa mi riserva.
    Continua a … tenerci d’occhio, e ancora grazie.

  5. francesco

    Caro Alberto vi tengo sotto occhio da diverso tempo sono già stato da Gianni 3 volte ma purtroppo non sono potuto venire al bellissimo villaggio della birra perche mi nasceva mio figlio ma sono riusciti a venire 2 amici del nostro gruppo birrofilo pisano
    vedrò di fare il possibile per venire il prossimo anno perchè ci tengo moltissimo a conoscerti di persona.
    ma dalle tue parti che birre proponeva la coop? a pisa erano pezzi interessanti
    insisto per il libro magari con le sole schede di degustazione belghe in italiano non si trova nulla del genere fatto in maniera veramente correttta ed appropriata
    volevo farmi una collezione di schede di birre belghe bevute che ormai superano le 300
    se passi da pisa mi farebbe piacere ospitarti per farti vedere la mia collezione di bottiglie e di coppe belghe oltre a scambiare opinioni davanti ad una belga…

Lascia un commento