Tuverbol

L’aveva già “testata” Gianni in uno dei suoi raids in Belgio, rimanendone molto favorevolmente colpito. Si tratta della Tuverbol, i cui due artefici sono Marc Beirens della Loterbol café-brouwerij e Armand De Belder della 3Fontainen, che fin dal 2006 hanno provato a creare questo nuovo “stile” di birra, risultato di un (ben riuscito) blend fra un lambic  della premiata ditta 3Fontainen e la Loterbol blond. Il risultato fa 10,5°, mezzo grado alcolico in meno rispetto alla prima cotta del 2006, allora imbottigliata in soli 2000 esemplari. Ed è alquanto interessante, dal punto di vista degustativo, accostarsi ad un lambic di così elevata gradazione alcolica, anche se la Tuverbol è meglio classificabile, ovviamente, come belgian strong ale. Ma il carattere del lambic c’è e si …. sente. L’impressione generale è di grande freschezza, sia al naso che al palato, spiccatamente beverina, nonostante la oggettiva complessità. Un bel mix di robustezza maltosa e di acidità soffusa ed equilibrata. Naso quasi agrumato, con una leggera componente citrica, arricchita di una nettezza e pulizia rimarchevoli,  con segnali rustici e legnosi nel prosieguo, rifinita da una acidità che prosciuga. Naso veramente ben fatto. Quasi piatta, schiuma che arriva fine e cremosa, per poi scomparire velocemente, dal bel colore dorato/arancio,  ha corpo intrigante, con caratteristiche peculiari del lambic (cuoio, terra, muffa, acido) e aggiustamente morbidi e compensativi del malto, portato in dote dalla Loterbol blond, che le costruiscono un finale asciutto e prolungatamente rinfrescante. Adatta ad accompagnare stuzzichini e formaggi, la definirei, azzardando, quasi birra “estiva”, adatta a dissetarsi con soddisfazione nella stagione più calda. Ne viene consigliato l’invecchiamento fino a 5 anni in cantina. Disponibile anche sul catalogo di Birrerya. Assaggiata in bottiglia (elegantemente etichettata e tappata con chiusura tipo champagne) da 0,375; alc. 10,5% vol.; ©Alberto Laschi.

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