In questo post un mix di notizie di fine-inizio anno, per fare il punto su alcune iniziative di cui si era parlato in precedenza e per dare conto di altre interessanti iniziative, ch vedono coinvolte “vecchie nostre conoscenze” ed altre del tutto nuove. Ma procediamo con ordine.
I monaci, quando ci simettono, fanno le cose per bene, proprio per bene, e quelli del monastero trappista olandese di Notre Dame di Koningshoeven di Berkel non fanno che confermare tale regola. In un precedente post avevo parlato della Trappe Isid’Or, la birra celebrativa del 125° anniversario della fondazione del birrificio annesso all’abbazia stessa, e della sua “valenza solidale”. I monaci olandesi ci tengono a comunicare i risultati di questa operazione, dalla
valenza non solo commerciale: dalle colonne di un giornale locale fanno infatti sapere di aver già potuto donare 100.000 € derivati dalla vendita della birra in oggetto ai propri confratelli che in Uganda hanno dovuto ricostruire da zero la propria presenza, dopo essere fuggiti precipitosamente nel 2008 dal Kenia, travolto dalle guerre tribali: chapeau. Un’altra notizia che riguarda ancora il monastero trappista olandese. E’ da poco in vendita il libro che il monastero ha voluto dare alle stampe in occasione dell’anniversario sopora ricordato: Bier in alle eeuwigheid, 125 jaar Trappistenbrouwerij De Koningshoeven 1884-2009, di Paul Spapens. Birra in eterno o Birra per l’eternità, sono le possibili traduzioni del titolo di questo libro, che traccia con dovizia di particolari il percorso produttivo (non sempre lineare) del birrificio, dagli inizi ai giorni d’oggi. Opera ricca anche d’immagini, 210 pagine dal costo di € 25,00, con l’unico, grosso “difetto” rappresentato (per noi) dalla lingua in cui è stato scritto, l’olandese.
Andiamo in Belgio, e precisamente nella piccola cittadina di Eizeringen. Il 12 dicembre scorso, in occasione del particolarissimo evento The day of Lambic, organizzato in quella cittadina dal famoso beershop specializzato nella vendita di prodotti a fermentazione spontanea The House of Gueuze , si è avuta la presentazione, in anteprima mondiale, di una nuova birra, l’americana Allagash Spontaneous. Si sa, l’America attualmente è una
vera e propria fucina di esperimenti brassicoli, molti dei quali intendono “celebrare” modelli di riferimento europei. Le lambic hanno da sempre “colpito” la fantasia degli americani, fin da quando, nel 1979, la pregiata ditta Merchant du vin ha importato per la prima volta in USA i prodotti della Lindemans. Il “frutto finale” di questa passione, e la sua consacrazione (presentata al festival belga del lambic!), è stata appunto la birra prodotta dalla Allagash (il cui processo produttivo è descritto in una sezione del sito della birreria stessa). Una birra “partita”, produttivamente parlando, nel 2008, “etichettata”, correttamente e rispettosamente da loro stessi, come un birra brassata in “lambic-style” ( e non come una “lambic“: i “microrganismi autentici” sono solo nel Pajottenland, d’altra parte), nel rispetto, comunque, della tecnica produttiva tipica della fermentazione spontanea. E’ , questo, un altro importante segnale produttivo (l’ennesimo) che viene dal mondodella birra artigianale americana, in perenne fermento, che va messo accanto ad altri esperimenti produttivi simili, come quello rappresentato dalla Jolly Pumpkins Lambicus Dexterius.
La notizia che segue descrive la “riedizione” della collaborazione fra due nostre “vecchie” conoscenze: DogFish Brewery e Birra del Borgo. Lo avevano già fatto con la Namaste, la birra che Sam Calagione e Leonardo di Vincenzo
avevano prodotto negli stabilimenti americani nello scorso settembre per “dare una mano” ad Armand Debelder della Drie Fontainen, messo in ginocchio dalla perdita di 100.000 bottiglie a causa di uno sciagurato problema tecnico. Lo avevano fatto ancora prima: nell’ottobre del 2008 infatti, Sam Calagione era stato a Borgorose e lì aveva dato vita, sempre insieme a Leonardo di Vincenzo, alla My Antonia, una imperial pils ricca di cinque luppoli (Pils, Carapils, Simcoe, Warior, Saaz), lasciata “in dote” a Birra del Borgo (solo una piccola quantità era stata portata allora negli USA). Adesso è ufficiale: le parti si invertono, in questo 2010: ad Aprile toccherà a Leonardo andare dall’altra parte dell’Oceano per ripetere lo stesso esperimento produttivo, nella brewery americana. Avremo quindi una My Antonia made in USA.
Un’ultima “dritta”, che assomiglia molto ad un divertissement. Provare per credere, quanto può essere complesso soddisfare (se si è un po’ indecisi) la semplice voglia di bersi una birra: basta andare a dare un’occhiata qui e provare a districarsi fra le varie “opzioni”.


[...] occorsogli lo scorso maggio, con la perdita di quasi 50.000 litri di birra già pronta (ne avevo ri-parlato proprio ieri) ha dato la spinta decisiva ad una decisione, forse, già precedentemente presa in considerazione. [...]
[...] dei produttori belgi (Cantillon, Girardin, 3 Fontainen …), con una “incursione”, della quale avevamo già dato conto in precedenza . L’ospite viene da Oltreoceano, è la brewery americana Allagash, che sarà presente con tre sue [...]
[...] nel passato, a riguardo di una sua partecipazione (unico birrificio extra-Belgio allora presente) al The Day of Lambic, organizzato a Eizeringen. Poi, in maniera molto più diretta e piacevole, [...]