Winterkoninske Gran Cru

Nutrivo molte attese nei confronti del nuovo prodotto di Mark Limet (3.500 lt. imbottigliati), finalmente venuto fuori dalle ambasce legate al riammodernamento/ristrutturazione del proprio, storico birrificio. La Winterkoninske Gran cru, ben 5° in più della quasi omonima birra natalizia che tradizionalmente fa parte del range di questa birreria, è stata presentata in Belgio poco prima delle festività natalizie come un vero e proprio prodotto di punta, dalla ricchezza e fantasia produttiva spiccate. Posso dirlo? Mi ha abbastanza deluso (forse perché erano troppe le aspettative?). Una birra massiccia, non squilibrata, ma prepotentemente alcolica, un alcolico che però presenta subito il conto: 13° e sentirli subito. E’ birra di un marrone molto scuro, quasi al confine con il nero (ricordato dall’etichetta, molto cupa, della birra stessa), con una schiuma all’inizio abbondante e color caffè (come una stout!), ma che svanisce abbastanza in fretta. Che cos’è che mi soddisfa poco? L’insieme troppo “caramelloso”. Note dolciastre nell’aroma, una sensazione sciropposa e gommosa che si appiccica al palato e alla lingua nel finale, troppo alcolico, della birra stessa. A questo insieme poco convincente è necessario aggiungere che caffè e liquirizia fanno capolino sia nell’aroma che nel gusto, un po’ di uva passa accapa e si ritrae, e che il luppolo viene prepotentemente sovrastato dall’alcool e dal malto zuccheroso, che alla fine satura molto e soddisfa poco. Peccato, c’è solo da sperare che l’invecchiamento la snellisca un po’ (ma sarebbe un mezzo miracolo …). Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 13% vol.; ©Alberto Laschi.

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