Alcune notizie birrarie dal Belgio, con l’edizione 2010 dello Zythos in primo piano.
Iniziamo però dalla Brouwerij De Proef, più volte “incontrata” nei nostri report, e uno dei protagonisti principali del palcoscenico produttivo belga, e non solo. Tim Webb le aveva già contate: 193 sono le birre che questo birrificio (dalla evidente, perfetta, organizzazione produttiva) produce su “ordinazione” di altri, oltre alla propria (splendida) gamma delle birre Reinaert. A questa quasi interminabilie lista di collaborazioni/produzioni bisogna aggiungerne altre due. La prima l’aveva già riportata il blog Cronachedibirra in un suo recente post: l’americana Terrapin produrrà in collaborazione con il birrificio belga una Imperial Flanders Red Ale, disponibile sul mercato dal prossimo Agosto, probabilmente. La seconda notizia che vede coinvolto De Proef è stata data dagli scozzesi del Brewdog, nostre vecchie conoscenze: in un recente post del loro blog fanno sapere che per problemi di “spazio” legati all’ampliamento del prorpio stabilimento di produzione (la fase-2 del loro progetto) gli scozzesi hanno chiesto “aiuto” ai belgi, da loro stessi apprezzati e rispettati. Si legge, nel post, che verrà prodotta in Belgio presso la De Proef non più del 3-4% della produzione stimata per il 2010; contestualmente, è stato annunciato che anche un’altra tradizionale fabbrica di birra belga, la John Martin, darà loro una “mano”, producendo un’altra piccola parte della loro produzione, comprese alcune birre della nuova serie Abstrakt. I ragazzi si allargano, hanno bisogno di spazio: staremo a vedere se riusciranno a mantenere anche il loro alto livello di innovazione.
Gli Strujse: dopo aver aperto al pubblico un paio di mesi fa il proprio nuovo birrificio a Oostvleteren, adesso, ciò dalle 8 di questa mattina, hanno messo on-line anche il proprio beershop, la cui beer list comprende, ad ora, tutta o quasi la propria gamma di prodotti, a prezzi più che accessibili. Ancora in fase di rodaggio e con alcune “falle” nella disponibilità di alcune delle loro straordinarie birre, è comunque una buonissima notizia nel panorama dello shopping birrario on line, dal momento che i loro prodotti non sono mai stati di semplicissima reperibilità. Speriamo che il tutto vada a regime al più presto possibile.
E veniamo allo Zythos. Sul sito ufficiale della manifestazione sono “apparse” finalmente la lista ufficiale delle birre presenti e quella dei birrifici. 190 birre, per il considerevole corrispettivo di 56 birrifici presenti e/o rappresentati. E’ sempre un bel vedere, intendo queste due liste: a St. Niklaas, come ogni anno, del resto, il paorama birrario belga è veramente ben rappresentato. Dando una prima veloce scorsa alla lista delle birre, si occhieggino alcune novità, almeno sulla carta: la nuova Enfant Terriple (errore di scrittura?) della De Leite, una criptica novità dal De Dolle EXPRMTL BREW AD2010 che ha suscitato già curiosità ed interrogativi, le due nuove birre della De Ranke, la Saison De Dottignes e la Hop Flower Power (delle quali si parla già da un po’). Queste almeno le “chicche” da tenere d’occhio per prime. Il panorama, dicevo, sembra notevole: molte delle birererie “classiche” (molte ma non tutte, mancano Boelens, Kerkom, Duvel, Struise, St. Bernardus, ad esempio), alcuni volti nuovi, altri nuovissimi. Non so se la lista verrà ritoccata ulteriormente, le sorprese (in positivo e in negativo) ci sono sempre state infatti; ma quello che c’è già sembra ampiamente sufficiente a giustificare un viaggetto da quelle parti.



[...] L’avevamo detto a Gennaio , adesso c’è il nome e l’etichetta ufficiale. La brewery americana Terrapin e la conosciutissima brouwerij belga De Proef hanno brassato il primo lotto (130 hl.) di Monstre Rouge, una “imperial flanders red ale”. Dopo aver collaborato con Thomme Arthur della Port Brewing/Lost Abbey, Jason Perkins della Allagash Brewing e John Mallett della Bell’s Brewing, il belga Dirk Naudts, patron della De Proef, ha invitato a co-produrre in Belgio l’americano Brian “Spike” Buckowski. Che ne è venuto fuori? Lo racconta l’etichetta stessa: una “nuova” birra, risultato di un mix fra la “new age” birraria americana e la tradizione belga. Basata “vagamente” sulla ricetta dell’americana Big monster Hoppy, con l’aggiunta di malto di segale, una bella colonia di Brettanomyces, malti Crystal e Monaco e luppoli americani nettamente agrumati, il risultato che ne è venuto fuori una birra asprigna ma anche abboccata, con una bella derivazione agrumata conferitale dai luppoli. Staremo a vedere l’invecchiamento in rovere cosa riuscirà a conferire a questa birra, che verrà commercializzata a partire dal prossimo agosto. [...]