Brasserie Pietra, Corsica

Mi sono recentemente “imbattuto”, dopo un bel po’ di tempo, in un paio di prodotti di questa conosciuta brasserie corsa, dai prodotti non spettacolari, ma comunque corretti. Mi sono messo quindi un po’ a spulciare in “archivio” e ad aggiornare le schede di degustazione che già avevo. Con un paio di dubbi, che ho messo in evidenza …..

Brasserie Pietra

Il nome della fabbrica viene dal nome del paesino (Pietraserena) d’origine del fondatore, Dominique Sialelli. La fabbrica si trova a Furiani, nel nord della Corsica, sopra la falda freatica chiamata dell’ ”acqua bianca”. Al malto viene aggiunta la farina di castagne, che proviene dalla macinatura delle castagne raccolte nei castagneti della Castagniccia, posti a più di 1000 metri di altitudine, forse i più alti d’Europa, in cui la raccolta viene fatta rigorosamente a mano. Fondata nel 1992, dopo quattro anni di studi di fattibilità ed esperimenti, nel ’96 inizia la produzione (con 5 dipendenti) e la commercializzazione ufficiale, con la Pietra, la birra che diventerà il prodotto di punta di questa brasserie. Tutti i prodotti della Brasserie Pietra che fanno uso di castagne sono riconosciuti “prodotti appartenenti al patrimonio agroalimentare corso”. La fabbrica è dotata di un impianto di brassaggio che consente una produzione di circa 50.000 hl. l’anno. Gli artefici di questo ormai ben affermato progetto industial/artiginale sono Dominique Sialelli (corso) e sua moglie Armelle (normanna), un tempo trapiantati a Parigi per motivi di lavoro (entrambi manager di importanti aziende). Nell’estate del ’92, in vacanza a Corte, rimangono quasi “folgorati” da un concerto dei Muvrini, gruppo musicale corso fortemente radicato sul territorio, per il quale chiedono uno sviluppo economico equilibrato ed autonomo. L’episodio da l’avvio decisivo ad un processo già in parte elaborato dalla coppia parigina, mirato alla creazione di un prodotto ispirato alla tradizione corsa, incentrato sull’uso della risorsa naturale più famosa della Corsica, la castagna che “culla la vita di ogni corso dalla sua nascita fino alla sua morte”. Dalla birra il progetto poi si allarga, tanto che nel 2003 la Pietra comincia  a produrre la Corsica Cola e nel 2004 si associa con la distilleria Mavela per dare vita ad un whisky autenticamente corso, commercializzato a partire dal 2004 stesso con il nome P&M.

Bucugnà

Ogni anno dal 1996, la Brasserie Pietra onora in modo particolare la “Fiera della Castagna” di Bucugnà (nome corso di Bocognano), creando ogni anno una bottiglia Pietra “collector” in serie limitata (quella del 2009 è stata la decima della serie). Fiera fra le più antiche ed importanti della Corsica, quella di Bocognano, che da 25 anni attira migliaia di visitatori, in questo piccolo (345 abitanti all’ultimo censimento) paesino del sud della Corsica  a metà strada fra Ajaccio e Corte, ai piedi del monte di Oro.

Mi sbaglierò, ma è la Pietra rimbottigliata in maniera sciccosa, una birra che, riassaggiata a distanza di molto tempo, mi ha comunque regalato sensazioni migliori di quelle sperimentate nel passato. Un bel biondo, una schiuma a bolle grosse, una frizzantezza morbida ed elegante. Il corpo e il profumo non sono ricchissimi e/o vari, ma comunque corretti ed equilibrati. Poca personalità, ma quella poca fatta bene: la morbidezza della farina di castagna, una bella qualità della componente “acquosa” della birra, una rotondità non stucchevole. Il finale è amarognolo e pulito, con la frizzantezza che ripulisce a dovere il palato, e lo rinfresca. Non chissacosa, ma onesta e ben dosata. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 6% vol.; ©Alberto Laschi.

Pietra de Noel

Il problema è che non ce l’ho sottomano, la Pietra Strong, per provare a fare la “quadratura del cerchio”. Il sospetto è che questa birra natalizia corsa non sia altro che la Strong rietichettata, anche se Ratebeer, di solito molto attento in questo, mantiene distinti questi due prodotti (il sito della brasserie poi non mi aiuta per nulla, visto che della Pietra de Noel non se ne parla in nessuna sezione). Molte le somiglianze: gradazione alcolica, colore, alcolicità corposa, nota amaricante finale. Ma, comunque,  in dubio pro reo, e quindi assaggio questa Christmas beer come se fosse realmente per la prima volta. Devo dire di averla trovata molto più robusta dei suoi 7°, con un alcool che sovrasta un po’ troppo, relegando ai margini il famoso sentore/sapore di caldarroste/farina di castagne che costituisce il marchio di fabbrica di tutti i prodotti “targati” Pietra. Lo stile è quello denominato Vienna, qui nella variante minormente caramellata e maggiormente alcolizzata. Poco frizzante, un po’ “viscosa”, dalla schiuma a bolle grosse, dal colore netto e brillante e dalla frizzantezza equilibrata. E’ un po’ monocorde, sull’alcool, con un finale un po’ duro da digerire, anche perché non te lo aspetti così importante da una birra così relativamente su di gradazione. Assggiata in bottiglia da 0,75; alc. 7% vol.; ©Alberto Laschi.

One Response to “Brasserie Pietra, Corsica”

  1. Birrazen

    Non sono sicuro ma credo che Furiani sia un quartiere di Bastia (“commune française” non credo sia proprio “il comune” come l’intendiamo noi, wikipedia tradisce!). La fabbrica è piuttosto grossa ed organizzano visite guidate! Un saluto, BZ

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