Anche per quest’anno Ratebeer ha “partorito”: nella sezione RateBeerBest apparse le nuove classifiche, (riferite, chiaramente, allo scorso anno produttivo) che costituiscono (relativamente) la pietra di paragone. Dico
relativamente perché è evidente ai più la chiara impronta “americanofila” dell’insieme; e d’altra parte non è sconosciuto a nessuno il fatto che il sito è “alloggiato” negli USA e che la maggior parte degli “assaggiatori/recensori” è di quei paraggi. A parte questo, la notizia che più risalta per i birrofili belgi è che la Westvleteren 12° si è ripresa il trono di miglior birra dell’anno, dopo che le era stato scippato l’anno scorso dalla norvegese Kaggen Stormaktsporter (quest’anno seconda). Una buona notizia per i cistercensi di Westvleteren, attualmente affaccendati anche in altre attività extra-birrarie (e più precisamente canore), oltre che nella ristrutturazione di parte del proprio monastero. Nella classifica annuale di Ratebeer un’altra birra trappista è fra le prime 10: la Rochefort 10° (la Rochefort 8° è al 68° posto), mentre l’altra scura di St. Sixtus, la Westvleteren 8° si posiziona al 29° posto. Una cosa è certa, comunque: piacciono ancora tanto anche i prodotti degli Struise: Pannepot Reserva, Black Albert, Pannepot, Pannepot Gran Reserva sono tutte posizionate fra le migliori 80 birre. Altro Belgio presente fra le prime 100 birre? St. Bernardus ABT (34° posto), Cantillon Blaeber Lambik (51°), 3 Fontainen Hommage (53°), Cantillon Lou Pepe Pure Kriek (75°) e la Oerbier Speciale Reserva dei De Dolle, piazzatasi all’88° posto.
Altre due “curiosità trappistiche”: I monaci de La Trappe, riunitisi in capitolo, hanno fatto sapere, per bocca
dell’abate Bernard, visto il grande successo di vendite e il grande apprezzamento dimostrato dai consumatori, di essere arrivati alla decisione di produrre stabilmente La Trappe Isid’or, birra della quale più volte si è parlato in questo blog. Chimay: per chi si trovasse da quelle parti e avesse voglia di farsi due passi, i monaci trappisti di Chimay, in collaborazione con l’associazione Aktivia, hanno organizzato una serie di passeggiate nel contesto territoriale delle Fiandre, lungo itinerari che prevedono anche la presenza di alcuni stand allestiti con i prodotti provenienti dall’Abbazia di Scormount. Il calendario e gli itinerari sono consultabili all’interno del sito approntato per questo evento.
Per i più curiosi e i più metodici: sono consultabili in due diverse sezioni del sito dello Zythos sono stati pubblicati gli elenchi aggiornati delle Brouwerijes belghe che “producono in proprio” (128) e delle Beerfirma, (38) cioè delle birrerie che sono costrette o scelgono di produrre le proprie birre presso impianti altrui. Una cosa è certa: la De Proef Brouwerij è come la pilla del’acqua santa in Duomo: tutti passano di lì. Comunque, due utili strumenti di conoscenza.
Una notizia “economica”, perché anche il mondo produttivo della birra non è rimasto ai margini della bufera
economica che da tanti mesi sta attraversando, scompaginandolo, il mondo dell’economia. Era dell’ 8 gennaio u.s. la notizia del sequestro in una fabbrica belga di 10 dirigenti della “mastodontica” InBev, conseguenza estrema dell’annuncio fatto dalla ditta stessa di 800 licenziamenti negli stabilimenti europei della multinazionale, Belgio compreso. La lotta degli operai è continuata con vigore, con due settimane di picchettaggi continuativi di fronte ai cancelli della fabbrica, con conseguente blocco della produzione e delle consegne delle birre già pronte. Il panorama lavorativo è ancora critico, le posizioni della multinazionale sembrano però leggermente più ammorbidite: in Belgio, a fronte dei 263 licenziamenti programmati, si sta trattando per arrivare ad una più ragionevole richiesta di 150 prepensionamenti e 70 ricollocazioni lavorative. Speriamo bene, e non solo per loro.
L’ultima notizia dal Belgio, un po’ più leggera, per chi fosse da quelle parti in quel periodo. A Sohier, vicino a Wellin, nel Lussemburgo belga, nei giorni 26-27-28 febbraio prossimi, ci sarà la XVII edizione del Week-End Bières Spéciales . Un evento che appartiene ormai alla più “robusta” tradizione brassicola belga, fra l’altro a ridosso dello Zythos, tanto
che uno potrebbe usare il primo come degna anteprima del secondo. Il posto, fra l’altro, merita: Sohier infatti è uno dei ventiquattro villaggi della Vallonia che hanno costituito nel 1994 il “consorzio turistico” chiamato« Les Plus Beaux Villages de Wallonie ». E anche la carta delle birre presenti è più che ragguardevole: 120 birre, una bella espressione del panorama produttivo belga, di qualità. Sbirciando un po’ nella lista mi è caduto l’occhio, nella sezione “birre scure”, su di un nome: Jean Chris n° 2. Vuoi vedere che il buon Gregory Verhelst ha ripetuto, questa volta virando sullo scuro, l’esperienza già perfettamente riuscita della Jean Chris n° 1?
[...] 12° per impossessarsi del gradino più alto del podio fra le 100 migliori birre del mondo (ne abbiamo parlato solo ieri …). In America è importata dalla Shelton [...]
[...] della americana Russian River, 2° la Westvleteren 12). Classifiche a parte (vale lo stesso discorso fatto alcuni giorni fa per le classifiche pubblicate da Ratebeer , il range produttivo del birrificio americano è [...]