Pale Ale, Nøgne Ø Bryggeri

Nøgne Ø Bryggeri, Grimstad (Norvegia).

Det Kompromissløse Bryggeri”, la “fabbrica di birra senza compromessi”: così definiscono le proprie intenzioni produttive Gunnar Wiig e Kjetil Jikiun, i due che nel 2002 hanno fondato questo birrificio, espressione ed incarnazione del rinascente movimento produttivo birrario scandinavo. Il nome merita subito una spiegazione: Nøgne Ø, “Isola nuda: è un verso scelto da un’antica poesia norvegese del XIX secolo (Terje Vigen) scritta da Henrik Ibsen (che ha vissuto e lavorato come apprendista farmacista per un po’ di tempo proprio a Grimstad) e pubblicata nel 1862. Lo sfondo sul quale si muove la poesia è il blocco inglese della Norvegia, avvenuto nel 1809, durante le guerre napoleoniche. Una famiglia muore di fame a causa del blocco, e il marito e padre (Terje Vigen) tenta di forzare  il blocco per andare in Danimarca, per poter contrabbandare alcuni generi alimentari indispensabili per la sopravvivenza, andando contro tutto e tutti. E’ un po’ anche lo spirito battagliero dei due fondatori, che otto anni fa, attorniati da una sorta di deserto produttivo, hanno voluto dare sostanza alla loro irrefrenabile passione di produrre birre dalla forte personalità e individualità, agli antipodi delle ales commerciali che condizionavano gusto e mercato.

La loro passione veniva da lontano e da esperienze lavorative totalmente lontane dal mondo produttivo della birra: Kjetil, per esempio, è stato a lungo un pilota di aerei di linea, e la sua frequentazione di paesi diversi lo ha portato a conoscere ed apprezzare tutta una serie di birre che in patria non poteva assaporare. La loro scelta produttiva è stata quasi da subito quella di produrre birre ad alta fermentazione, non filtarte, non pastorizzate e rifermentate in bottiglia, utilizzando luppoli americani e malti pregiati (in primis il Maris Otter, da loro definito come il loro “oro”), per una gamma che ad oggi comprende circa quindici diverse birre. La produzione si è assestata, nel 2007, a 2500 hl., dopo essere partiti dai 300 hl. dell’inizio, riuscendo ad esportarne almeno il 70%. I riconoscimenti internazionali non sono certo mancati,: tanto per rimanere all’oggi, nelle ultime tabelle pubblicate da Ratebeer, la Nøgne Ø è saldamente fra le prime 100 birrerie al mondo (56°) e la sua Imperial Stout è classificata fra le prime 100 birre al mondo (70°). Non male, per un birrificio così giovane, produttivamente parlando.

Pale Ale

Amara, pulita, secca: non potrebbe essere che così, visto che per conferire il gusto amaro a questa birra è stato adoperato il luppolo Northern Brewer, anglosassone di nascita e tedesco (ormai) per coltivazione. Il Centennial, l’altro luppolo usato nel brassaggio, rifinisce l’opera, aggiungendo una piacevole sensazione floreale e leggermente agrumata. Entrambi rendono questa Pale Ale norvegese una vera chicca; elegante, in aggiunta. Perché, penso io, i due malti (Maris Otter e caramel) forniscono ossatura e solidità, senza sovraccaricare troppo l’insieme. Non è l’esemplificazione della bevibilità: 40 di IBU con 6% vol. richiedono calma e concentrazione: non si può pensare di berla a garganella. Ma è un po’ come andare a scuola di degustazione: si riescono ad apprezzare le sfumarure di tutti gli ingredienti, non affastellati fra di loro, ma neanche pedissequamente consequenziali. Elegante la bottiglia e l’etichetta, chiara e ricca di informazioni (i 40 di IBU vi erano segnalati). Elegante è anche il colore della birra, un giallo oro molto “formale”, con una schiuma fine e leggermente screziata. La frizzantezza accentuata riesce a distribuire con equilibrio sapori e consistenza, apprezzabili entrambi; la corsa finale ne amplifica amarezza e pulizia. Non banale, neanche troppo facile, sicuramente da ricordare. Assaggiata in bottiglia da 0,50; Alc 6% vol.; ©Alberto Laschi.

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