The woodwork series, Revelation Cat

Revelation Cat brewery

Bisogna dirlo subito: il nome è inglese, ma il progetto e il proprietario sono italianissimi. Alex Liberati, il raffinatissimo “oste” del 4:20, appassionato cultore della non banalità birraria (lo avevamo già “incontrato” quando abbiamo parlato degli olandesi del De Molen), oltre che importarle e “servirle” nel proprio pub di Roma, adesso ha deciso di farsele in proprio, le birre.  All’inizio, non del tutto in proprio, nel senso che si appoggerà alla belga De Proef per un suo particolare progetto, quello della linea  the woodwork series. Il birraio capo? Marco Meneghin, milanese di origine, ormai romano a tempo pieno. La location? Via Laurentina, fra Roma e Pomezia, in un immobile che aveva ospitato una fabbrica legata al mondo vitivinicolo, risalente agli anni ’40. Immobile che ospiterà impianto di produzione e locale di mescita (non da subito, quest’ultimo). Aperto da pochissimo, ma già si pensa in grande. Oltre alla linea Woodwork Series, Alex ha già programmato (ed in parte già “fatto”) collaborazioni produttive a go-go: con Steve Dawson del modenese White Dog, con i Mikkeller, con De Prael, birrificio di Amsterdam, con De Molen (of course). Originalità, sperimentazione, non-banalità: queste le parole d’ordine, senza nessuna preclusione, comunque, per stili e prodotti “classici” che, assicura sempre Alex, compariranno al momento giusto nel portfolio produttivo del quasi neo-nato birrificio romano.  Esemplificative della fantasia produttiva del Revelation le birre che sono state portate personalmente da Alex alla recente manifestazione “Le birre della merla”, in quel di Sarezzano (AL), che si è svolta nei locali (e nel parcheggio) della Locanda del Grue. Le descrive perfettamente Andrea Turco in questo suo report sul blog Cronachedibirra. Roma caput mundi anche a livello birrario, dunque. Beati loro, e buon per loro.

The Woodwork Series (acacia)

Come dicevo precedentemente, c’è lo zampino (o zampone) del birrificio belga De Proef e del suo mastro birraio Dirk Naudts, in questo ambizioso e interessantissimo progetto, “The woodwork series”. Si parla , in questo linea produttiva, di tre birre, o meglio, di tre modi diversi di “barricare” la stessa birra (una strong IPA), per vedere “l’effetto che fa”. Vengono infatti usati, per permettere alla birra di maturare, tre diversi tipi di barriques, fatte in Sicilia, nuove di pacca, di tre legni diversi: rovere francese, acacia, rovere americano. Tutto ciò è “narrato” con dovizia di particolari e con grande trasparenza progettuale sull’elegante incarto di queste birre, prive, per questo motivo, di una vera e propria label. Sull’incarto, per essere precisi, c’è una quarta opzione informativa (in aggiunta alle tre menzionate sopra): l’opzione “base”, presumo riferita alla birra maturata “normalmente”, cioè senza imbarriccatura. La birra che ho potuto assaggiare è monomalto (Monaco) e monoluppolo (il “modaiolo” Nelson Sauvin, incontrato spesso in questi ultimi tempi), il lievito usato è un “neutral yeast” (come si legge sempre sull’incarto), per un IBU complessivo di 70. Il tutto imbottigliato in eleganti 0,375. Peccato, lo dico subito, averne potuto assaggiare (per ora) solo una, quella maturata nelle botti di acacia: sarebbe interessantissimo poter fare una vera e propria verticale (o meglio, una “orizzontale”) comparativa …. Comunque, la birra è un’ottima birra, secca e asciutta nella sua impostazione generale, notevolmente arricchita dalla aromatizzazione particolare conferitale dal luppolo neozelandese. E’ veramente inconfondibile, con quel carattere fruttato, di uva più o meno matura, con screziature di pompelmo e frutta esotica. Sono 11°, ma si fanno bere più che volentieri, corposi ma non robusti, caldi e morbidi. Un bel biondo dorato, la schiuma, fine, che svanisce rapidamente, una pulizia produttiva garbata ed elegante. Anche al palato tanta frutta e poco erbaceo, un malto rotondo e una frizzantezza discreta e adeguata. Il legno si avverte nell’impronta di generale morbidezza che la birra presenta, un legno “poco legnoso” e molto aromatico. Lungo il finale, asciutto ed equilibrato. Bella prova produttiva, davvero. Assaggiata in bottiglia da 0,375; alc. 11% vol.; ©Alberto Laschi.

14 Responses to “The woodwork series, Revelation Cat”

  1. Michela

    La serie Woodwork è l’esperimento birrario che più mi piace tra gli esperimenti assaggiati ultimamente….è come la giornata di una donna: bisbetica e struccata a colazione…in “divisa” da lavoro impegnata anche a pranzo… rilassata all’aperitivo….e affascinante e spumeggiante forse finalmente sè stessa la notte….tu hai assaggiato quella che per me è l’ultima della giornata…magari non la migliore, ma quella che vorrebbero avere tutti!!!!

  2. alberto laschi

    Scartabellando fra le “scorte” mi sono accorto di averne un’altra, della serie Woodwork. Penso che confermerà, pure nella diversità, la qualità e la professionalità di questo progetto italo/belga, veramente ben pensato. Lo metterei accanto all’altro accattivante progetto, quello dei Mikkeller sulle birre single hop, che sto “studiando” in questi giorni, e del quale darò notizie a breve.
    Alex Liberati, comunque, è uno con le contropalle.

  3. Alex420

    Grazie Mille ragazzi!!!!
    Adesso c’è una quinta versione. Ho miscelato Il French Oak e L’Acacia e mi è piaciuto molto. Allora ho fatto costruire una botte di metà di acacia e metà di french oak. Così il blend accade nella botte e non a posteriori.
    Spero di vedervi al Planet of Beer, così ci beviamo una birretta!!! (seee….una!!!)

  4. alberto laschi

    Di niente
    Tutti i complimenti sono più che meritati, nel tuuo caso. Grande cultura birraria, grandi intuizioni produttive e “commerciali”. Tanto di cappello.
    A Rimini è difficile che ce la faccia a venire.
    MI piacerebbe venire a trovarti, quanto prima, al 4:20. E’ da un pezzo che cerco di “farcela”

  5. Alex420

    @ Alberto

    Mandami una mail se vieni che ci beviamo una birretta insieme!!!
    Ci vai ai vari ZBF; PREZBF; KOLNFEST…… ?

  6. alberto laschi

    senz’altro!
    Conto di venirci al più presto
    Intanto continuerò ad assaggiare (e descrivere) altri “tuoi” splendidi prodotti, che mi hanno “passato” gli amici comuni di Greve, tuoi recenti ospiti.

  7. alberto laschi

    senz’altro!
    Conto di venirci al più presto
    Intanto continuerò ad assaggiare (e descrivere) altri “tuoi” splendidi prodotti, che mi hanno “passato” gli amici comuni di Greve, tuoi recenti ospiti.
    Io e Gianni riusciamo ad essere presenti allo Zythos

  8. Alex420

    Grande!! Allora alziamo i bicchieri in Belgio!!
    Io peso di esserci sabato pomeriggio.

  9. A tutta America | inbirrerya

    […] sicuramente meglio, riuscendo a far arrivare sul mercato americano le proprie birre, le 4 della Woodwork Series . E’ il prestigioso importatore americano Shelton Brothers che aiuterà Alex a fare il grande […]

  10. Le Revelation Cat’s Beers | inbirrerya

    […] ormai definitiva per il romano giramondo, che inizia a produrre sotto l’egida del marchio Revelation Cat dal 2009, dopo aver aperto nel 2007 la Brasserie 4:20 e nel 2008 Impexbeer. Ce l’hanno spinto, […]

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