Pater Lieven Blanche, Van den Bossche brouwerij

Brouwerij Van den Bossche,

nel villaggio di St. Lieven-Esse, nelle Ardenne Fiamminghe, fra Ninove e Oudenaarde, vicino Ghent. La sede di questa antica brouwerij si trova ancora oggi accanto alla chiesa parrocchiale, intitolata a San Livinus, patrono del villaggio,  da quando (nel 1897) venne fondata. Fu Arthur van Den Bossche, infatti, in quell’anno, ad acquistare un appezzamento di terreno vicino all’allora piazza principale del paese, dove edificò una fattoria e, successivamente, il primo abbozzo dell’attuale fabbrica di birra. Sposato con Wieze Callebaut, della già allora notissima famiglia belga proprietaria di una delle più importanti fabbriche di cioccolato, affiancò la propria attività brassicola al già avviato business della famiglia della moglie.   Ad Arthur, morto nel 1925, succedono i due figli maschi, Willy e Marc, che per cinquanta anni reggono con successo le sorti della ditta paterna, consegnandola, nel 1975, nelle mani di Ignace, figlio di Marc. Attualmente la ditta è guidata dalla quarta generazione della famiglia Van den Bossche, nella persona di Bruno e del fratello Emmanuel, figli di Ignace. Storicamente specializzate in birre scure, solo recentemente ha ampliato la propria gamma produttiva. La loro birra più “antica” e famosa è la Buffalo, nata addirittura nel 1907 (e adesso riconosciuta come vero e proprio “prodotto regionale”), per celebrare il passaggio nel piccolo paesino belga del circo americano itinerante Buffalo Bill. Nell’attuale range produttivo della van Den Bossche la Buffalo è presente in tre “versioni”: “classica”, stout, bitter. E’ del 1957, invece,  la prima commercializzazione di una birra della nuova gamma Pater Lieven, la Blond, brassata nello stile delle birre belghe d’abbazia, in occasione dei solenni festeggiamenti del patrono St. Livinus, una festa che si celebra solo ogni 50 anni. 

Nel 1997, per celebrare il centenario della propria fondazione, la brouwerij mette sul mercato anche le Pater Lieven Triple e Brune, oltre alla stagionale Christmas, che completano quindi la linea di birre “abbaziali”. La Van Den Bossche produce anche un’altra ottima tripel, la Lamoral. Pur potendone avere i requisiti, la Van den Bossche non fa parte della Belgian Family Brewers, come pure le proprie birre Pater Lieven non recano sull’etichetta l’ormai “famoso” marchio biere d’abbaye reconnue.

Pater Lieven Blanche

Una blanche un po’ particolare, dalla sciuttezza pronunciata e dal carattere vivace, che non le permette una facile abbinabilità. Una blanche brassata con frumento, malto, orzo e anche avena, con l’aggiunta di una speziatura vivace, dalla carbonazione molto accentuata e dal non bellissimo colore giallo limone. E poi tanto lievito, che si precipita nel bicchiere al momento della sversatura, e che la rende ancora più torbida e pizzichina. Non spiccante il naso, che però piano piano, con il riscaldarsi, rivela un buono spettro olfattivo: coriandolo, buccia d’arancia amara, lievito fruttato, frutta bianca (pesca) e tutto quello che è direttamente collegabile al frumento. La schiuma è abbondante, e a bolle grosse, che difficilmente riesce ad essere contenuta dal bicchiere; permane relativamente a lungo. In bocca è veramente esuberante, non ricchissima, ma si fa spazio a gomitate, grazie anche ad una carbonazione molto, molto accentuata. E’ asciutta e “asciugante”, secca e decisa, con il coriandolo e l’arancia amara che spiccano nel contesto. Lo speziato, deciso, e il fruttato, un po’ più defilato, continuano a lungo a condizionare il palato e la lingua, che vengono “ripuliti” dal finale ancora fresco e asciutto di questa birra.  Un po’ difficile da abbinare alle pietanze “classiche” da blanche: la vedo più adatta a ricoprire il ruolo di aperitivo dissetante nelle calde giornate estive. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 4,5% vol.; ©Alberto Laschi.

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