Centennial IPA, Founders Brewing Co.

Founders Brewing Co., Grand Rapids (Michigan).

1990, Holland, Michigan, nella zona dei grandi laghi: Mike Stevens e Dave Engbers, arrivati al diploma di laurea, cercano di capire cosa sia meglio fare dopo il college, e pur avendo in mente l’obiettivo di mettersi a produrre birra, cominciano a fare qualcosa d’altro. Mike inizia a lavorare nell’industria del padre, nel business della produzione video, Dave fa il maestro elementare, lasciando la produzione di birra ancora nel limbo produttivo della produzione casalinga. Ma ce la fanno per poco, a restare fuori dal sogno primigenio. Dopo poco mollano tutto e cominciano, nel quartiere Monroe di Gran Rapids  a produrre per vendere: lo fanno nell’allora fatiscente  Wolverine Brass, edificio vuoto da decenni, in stato di semi-abbandono. Ci vuole quasi un anno per mettere tutte le cose a posto, birrificio ed impianto produttivo, poi iniziano a produrre, ma con un successo relativo, sotto l’egida della Founders Brewing Co.: buone birre, equilibrate e beverine, ma con scarso appeal commerciale. Spesso sull’orlo del fallimento, i due “fondatori” ad un certo momento decidono di “sterzare”: basta con le birre classiche, buone, ma troppo simili a tante altre, largo a birre con una marcia un più; più sapore, più corpo, più aromatizzazione, maggiore complessità. Mettendo da parte il processo tradizionale di birrificazione Mike & Dave iniziano a fare sperimentazioni con ingredienti non tradizionali, come il caffè, la cioccolata, frutta, miele e spezie. E’ la strategia vincente. Il successo produttivo e qualitativo arriva, le loro birre iniziano a farsi conoscere ed apprezzare ad un numero sempre maggiore di appassionati, e il “giro” si allarga velocemente. Tanto velocemente che i vari ampliamenti dell’impianto produttivo esistente non bastano più.

Nel 2007 i due proprietari decidono di dar vita alla costruzione di un nuovo impianto, a meno di un miglio dalla fabbrica “originale”, al quale affiancano anche un locale di mescita, ad oggi frequentatissimo. Il successo, quindi è arrivato, sancito proprio in questi giorni dalle classifiche pubblicate dal sito di beer raters Beeardvocate ,  che vedono quattro delle loro birre fra le prime 100 in USA (tre fra le prime diciassette, la Canadian Breakfast Stout, la Founders Kentucky Breakfast Stout e la Founders Breakfast Stout), con la Canadian, addirittura, piazzatasi al 7° posto fra le prime 100 birre di tutto il mondo (1° la Pliny The Younger della americana Russian River, 2° la Westvleteren 12).  Classifiche a parte (vale lo stesso discorso fatto alcuni giorni fa per le classifiche pubblicate da Ratebeer , il range produttivo del birrificio americano è  molto vario e composito, ricco di cinque birre “stabili”, tre stagionali e sette birre “speciali”.

 

Centennial IPA

Luppolo Centennial a profusione, per una birra che si porta in dote, così, ben 65 di IBU. Luppolo da amaro il Centennail, il cui nome gli deriva dalle celebrazioni che furono organizzate per festeggiare i 100 anni dello stato di Washington, grande produttore (fra le altre cose) di questo luppolo, molto usato negli USA, soprattutto per le IPA. Uno dei tre luppoli della “lettera C”, come vengono chiamati in America, insieme al Cascade e al Chinook. E’ birra monoluppolo, si può dire, ma non certo monotona o “facile”, questa Centennial IPA. Di un bel giallo dorato, con la schiuma fine, leggermente scarsa, e non molto persistente. C’è luppolo “fra le righe” e anche “sopra le righe”: un luppolo floreale ed erbaceo, soprattutto all’aroma, che si manifesta ricco, solido e persistente, con una leggera virata finale sul citrico. Il corpo è consistente, non facilissimo da sorseggiare, con il luppolo che domina tutta la situazione. Seppure meno prevaricante delle  birre monoluppolate assaggiate non molto tempo fa, l’impatto luppolato è comunque tosto, con una frizzantezza decisa che non “facilita” il compito. Astringenza a go-go, ma non sempre equilibratissima, finale agro-dolce, con una prevalenza amaricante del luppolo (anche qui leggermente citrica) e la presenza di una nota caramellata/fruttata che un po’ spariglia le carte. Da bere senza staccare la spina, con molta concentrazione. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 7,2% vol.; ©Alberto Laschi.

One Response to “Centennial IPA, Founders Brewing Co.”

Lascia un commento