Un anno può essere più o meno lungo da trascorrere, sia nella vita “normale” di una persona che nella vita di un “movimento” o una ”associazione” che dir si voglia. Ma tutto questo tempo può essere anche usato fruttuosamente, nella misura in cui, oltre al “fare”, si pensa anche a “programmare”, “studiare”, “preparare”. E’ già passato un anno da Rimini 2009, penutima edizione di Pianeta Birra, nella quale il MoBI (Movimento Birrario Italiano) ha fatto la sua
prima comparsa ufficiale nel contesto del variegato, movimentato e a volte anche scomposto panorama birrario italiano. Giusto un anno fa, i consumatori hanno deciso di diventare attori protagonisti sul palcoscenico birrario, manifestando esplicitamente la propria volontà (attraverso il Movimento stesso) di non essere “solo” la componente passiva (cioè l’anello finale della catena, o l’utilizzatore finale del prodotto, per usare una espressione gergale in voga in questi ultimi tempi), ma di diventarne un po’ anche la coscienza critica. Anche per tutelare se stessi: non è detto che, siccome pago, non debba non far sentire le mie ragioni, porre, eventualmente le mie rimostranze, avanzare le mie proposte/osservazioni. Un obiettivo alto, quello che si è proposto il MoBI, ma altre associazioni smili, in giro per l’Europa (una per tutte l’ Objectieve Bier Proevers belga, organizzatrice dello Zythos) e anche Oltreoceano, lo avevano già fatto, animando con le proprie attività, quei mercati birrari arricchiti dalla presenza di birra artigianale e di qualità. Ad un anno di distanza i frutti, comunqe, si cominciano a vedere, “quelli” del MoBI non sono rimasti con le mani in mano. Innanzitutto il loro sito, vero e poprio punto di riferimento per chi vuol rimanere aggiornato su quello che succede nel contesto produttivo, italiano e non solo; poi l’importante sforzo culturale, esplicitato attraverso l’organizzazione di corposi corsi di cultura birraria; infine, la presenza del MoBI ad alcuni importanti eventi brassicoli (il MoBI è stato nostro graditissimo ospite al Villaggio della Birra dello scorso anno, a Bibbiano). Questo è ciò che è stato già fatto. A Rimini, al Pianeta Birra di quest’anno, appena conclusosi, il MoBI ha detto a tutti quello che vuole ancora fare. Innanzitutto il progetto “Birra chiara” (le cui slides esplicative sono visibili/scaricabili qui), una vera e propria “campagna” per rendere le etichette di ciascuna birra, chiare, complete, informative. A molti risulta evidente il fatto che poche volte dalle etichette apposte sulle varie bottiglie si riesce ad evincere le infrmazioni essenziali del prodotto, anche perchè non tutto ci si vuole scrivere (quasi esilirante, se non fosse stato deprimente/avvilente, l’eclatante caso della Moretti Gran Cru, tanto “strombazzata” dal produttore quale prodotto d’eccellenza della tradizione birraria italiana, che poi si è rivelata essere grazie alle accurate indagini pubblicate sul forum di MoBI un clone produttivo belga). L’obiettivo dichiarato è quuello di poter arrivare ad avere etichette che contengano, accanto alle informazioni obbligatorie per legge, le informazioni fondamentali e quelle importanti (data di imbottigliamento, stile, fermentazione, IBU, notizie organolettiche ….). Il tutto per aiutare un consumo sempre più consapevole ed “educato” e per ”costringere” (anche se non ce ne dovrebbe essere il bisogno) il produttore ad una sempre maggiore
trasparenza produttivo/commerciale (altrettanto esilarante, se non fosse stata altrettanto deprimente ed esemplificativa di questo “problema” , la conversazione riportata dal “diabolico” Alex Liberati con un noto produttore italiano sul sito di MoBI). Accanto ad un progetto futuro, la concretizzazione nel presente: la rivista di MoBI, un interessantissimo periodico (questo di Febbraio è il primo numero) consultabile/scarcabile sempre dal sito di MoBI, ricco di interessanti riferimenti culturali ed “operativi”. Se ne sentiva davvero la mancanza. L’ultima interessante iniziativa ha la testa nel futuro e i piedi nel presente/passato: il problema del costo della birra artigianale italiana, che ai più sembra eccessivo. Il presente/passato: una sezione del sito di MoBI riporta una tabella nella quale sono riportati i costi delle bottiglie che i soci/simpatizzanti del MoBI hanno acquistato personalmente dal produttore, con relativo costo al litro. Il futuro che il MoBI si propone: convincere i produttori a rendere pubblici i prezzi da loro praticati all’ingrosso. Solo allora si riuscirà a capire cosa c’è che non torna nella filiera produttivo/commerciale, e chi o cosa è che genera il prezzo finale del prodotto, sempre molto sopra le righe (l’espertissimo Lelio Bottero ci ha già provato, cercando di fare “i conti in tasca” al produttore). MoBI, dunque, da ringraziare, da sostenere e da seguire con molta attenzione.

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[...] birreria Affligem di Opwijk è ufficialmente passata nelle mani della Alken Maes (e adesso, per la Moretti Gran Cru come faranno?), una interessante informazione che l’accurato blog inglese di Peter Brown ci [...]