Dallo Zythos al catalogo di Birrerya

Direttamente dallo Zythos al catalogo di Birrerya; sono appena arrivate in magazzino due delle novità che più hanno incontrato il favore dei partecipanti al conosciutissimo festival delle birre di qualità in Belgio, prodotte da due nostre “vecchie” conoscenze: Luc Vermeersch e Nino Bacelle.

Brouwerij De Leite, Enfant Terriple

E’ stata la prima birra del “nostro” Zythos 2010, in ordine strettamente temporale. Il tempo necessario per salutare tutti quelli che ci stavano aspettando, e ci hanno messo in mano, senza quasi ce ne accorgessimo, due bicchieri con il nuovo “prodotto” di  Luc Vermeersch e dei suoi due amici della De Leite. Ci tenevano a farcela sentire, e hanno aspettato con curiosità  di vedere l’espressione delle nostre facce. E sono rimasti contenti di aver visto due facce soddisfatte. Perché l’Enfant Terriple (ben fotografata, qui accanto, dall’amico Roelens) è proprio una bella Abbey tripel, bionda un po’ lattiginosa, ingannevole. Ho detto (prima a me stesso e poi a Gianni): “questa è la sorella minore della Femme Fatale”, sbagliandomi di grosso: è, di fatto, la sorella maggiore, con i suoi 8,2°, la Femme Fatale ne ha “soltanto” 6,5°. Tutti quei gradi in più non li senti, anzi, ti ingannano, sono così ben mascherati che duri fatica ad intercettarli. Non ha un colore brillante, ha però una bella schiuma, fine e cremosa, e un bel naso, fresco, relativamente secco, e leggermente liquoroso, nel quale l’alcool viene piano piano a galla, assieme ad un interessante mix di aromi agrumati e leggermente fruttati. Corpo equilibrato, frizzantezza mediamente accentuata, estrema bevibilità, tanto da risultare quasi ingannevole, dicevo prima. Una bella rotondità, il malto che circuisce il palato, il luppolo, il floreale e il leggermente erbaceo che riescono a mantenerlo pulito ed elegante, pronto ad una nuova sorsata. Solo nel finale una leggero “avvertimento” alcolico ti fa ricordare che si è di fronte ad una birra da più di 8°, e che quindi va usata con cautela ed accortezza. Un finale che mantiene e prolunga l’equilibrio generale del prodotto. Veramente ben fatta. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 8,2% vol.; ©Alberto Laschi

Brouwerij De Ranke, Saison de Dottignies

Uno potrebbe correre il rischio di risultare banale, affermando che questa saison è, di fatto, “solo” una birra di De Ranke. Nel senso di “inconfondibilmente De Ranke ”, il padre (elegante) di tutti i luppolatori (eleganti) belgi. Di fatto è così, ci riconosci fin dall’inizio la mano di che l’ha fatta, quella stessa mano che lascia in ciascuno dei propri prodotti un inconfondibile marchio di fabbrica: il luppolo, sì, ma soprattutto l’eleganza. Anche questa Saison, come gli altri prodotti di De Ranke, si distingue per equilibrio, armonia ed asciuttezza, carattere deciso, limitata fantasia, ma estremo garbo produttivo. 5,5°, luppoli Challenger, Brewer’s Gold, Saaz e Mittelfruh, non in fiore fresco (come la Hop Flower Power, della quel è, in parte, una derivazione) per una bionda legegrmente nebulosa, dalla schiuma prorompente e persistente, che veicola subito fragranze erbacee asciutte e amaricanti. A queste si aggiungono alcune note astringenti, leggere ma presenti, di limone e spezie, che non la fanno deviare di troppo dal percorso classico di una saison belga. Corpo snello, carbonazione netta ma non fastidiosa, amaricante a palla, tanto luppolo al palato e sui lati della lingua, che subiscono a lungo gli effetti collaterali di cotanta luppolatura. Forse sta un po’ in questo il “limite” di questa birra, relativamente monocorde e leggermente appiattita sulla componente luppolata. Comunque più leggera, snella e beverina di una XX bitter, se posso permettermi di fare un paragone in parte improprio, fresca e guizzante come deve essere una birra per la stagione calda. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 5,5% vol.;  ©Alberto Laschi.

One Response to “Dallo Zythos al catalogo di Birrerya”

  1. | inbirrerya

    […] (da consumare comunque con parsimonia). Ci si può comunque in parte “consolare” con la Saison De Dottignies, in parte derivata dalla Hop Flower Power, meno spinta ma comunque altrettanto godibile. Assaggiata […]

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