La classifica ufficiale è questa, la si ricava dal forum ufficiale dello ZBF:
1.Troubadour Magma, The Musketeers
2. Exprmtl brew AD 2010, De Dolle Brouwers
3. X11, Boelens
4.Tripel Karmeliet, Bosteels
5. Trisser, De Verhuisbrouwerij
6. Malheur 10°, Malheur
7. Zonderik Tripel, Zonderik
8. Zonderik Dubbel Donker, Zonderik
9. Boon Oude Geuze Marriage Parfait, Boon
10. Hop Flower Power, De Ranke
Il vero vincitore dello Zythos è stato, quindi, per i consumatori, Dirk Naudts, patron della brouwerij de Proef (su questo blog una interessante intervista a proprio a Dirk), che brassa ben 4 delle dieci birre più votate dai visitatori del festival. Già era la brouwerij più presente fra i vari stands, adesso lo è anche fra le birre top ten. E’, forse, anche questo
un segnale, comunque da interpretare, e una conferma, a mio modestissimo parere, di come il panorama dell’ultimo Zythos non fosse proprio ricchissimo di novità o peculiarità. Per carità, niente da dire sulla qualità, ormai acclarata, della Malheur 10° e/o della Tripel Karmeliet, ma una scintilla in più di novità non avrebbe certo fatto male. Dico subito che ho toppato la vincitrice, nel senso che, fra i vari assaggi, la Troubadour Magma mi è proprio sfuggita (ho invece assaggiato la Blonde e la Brune, molto buone, alle quali dedicherò prossimamente un post), e quindi mea culpa, mea culpa … Della novità della De Dolle (abbonatissimo al podio, in questi anni, visto che l’anno scorso ha sbancato con la sua Cosmos Porter, mai arrivata in Italia però) ne avevo già parlato evidenziando tutte le mie perplessità. A posteriori, aveva visto subito lontano il buon Ricci, che l’aveva pronosticata come la birra vincitrice di quest’anno (ha sbagliato veramente di pochissimo). E per dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, la mia scarsa lungimiranza, avevo messo la Zonderick Tripel, piazzatasi al 7° posto assoluto, fra le “birre inutili” nel mio primo reportage sullo Zythos. L’esito finale del voto comunque non mi fa certamente cambiare parere, su quest’ultima birra, una tripel di 8°, brassata dalla De Proef grazie alla collaborazione a tre fra Luc van Esch, Gert della Jessenhofke e Dirk Naudts per la Columbus Management. “Inutile” non perché sia imbevibile, ma perché non se ne sentiva la mancanza e/o il bisogno: è il doppione (o giù di lì) di tante buonissime triple che ci sono già in giro, non aggiunge né toglie niente al panorama già esistente, nonostante la presenza dichiarata di più di un ingrediente di qualità (luppoli Goldings e Saaz, coriandolo, cumino, miele). Eppure la Carlsberg ci si era messa anche di mezzo per ritardare (sei mesi)l’uscita di questa linea di birre (esiste anche una Zonderick dubbel) a causa di una presunta sovrapposizione (nel nominativo fiammingo) fra le due birre in questione e la propria linea di birre Holsteen … Misteri del marketing.
Fa piacere invece, molto piacere (come ha anticipato già ieri Gianni), vedere la X-11 della premiata Boelens brouwerij
al terzo posto, nel gradimento popolare. Non è ruffianeria commerciale, la nostra: i prodotti di Chris Boelens sono apprezzati, sempre, da tutti. Ha una “mano” particolare nel brassare, un “tocco” personale che lo rende inconfondibile. E apprezzato. Così come più che apprezzabile si è rivelata la X-11, portata allo Zythos quasi per caso (la label del tutto “artigianale” ne è una prova inconfutabile, come si desume dalla foto dell’amica Bianca), dopo che Chris l’aveva preparata per tutt’altra destinazione. Meglio così, per tutti coloro che l’hanno potuta apprezzare. Una tripel particolare, o meglio, la variazione particolare di una tripel, con l’aggiunta di ben 5 spezie. Tenute rigorosamente segrete, anche se una (anice stellato) l’ha “confessata” direttamente nell’orecchio di un Kuaska favorevolmente impressionato da questa birra. Bionda, leggermente “nuvolosa” ma molto brillante e luminosa, dalla schiuma fine e cremosa; con un aroma molto citrico, arricchito da sentori speziati e da un luppolo leggermente agrumato. Di corpo medio e di frizzantezza accentuata, ha rivelato gusto ricco e variegato, dallo zenzero al coriandolo, dall’erbaceo al citrico (come nell’aroma), con un finale delicato e dissetante. Una tripel di casa Boelens, a tutti gli effetti, meno robusta di una Triple Klok e meno “caratteriale” di una Bieken, ma molto più beverina di entrambe.

Felice di vedere una della mie birre preferite nella top ten:Boon Oude Geuze Marriage Parfait.Mi interesserebbe molto assaggiare la Troubadour Magma.
A proposito mi sai dire quanto costavano i gettoni?
Grazie
Ciao
Daniele
il gettone costava 1,20 €
[...] avevamo parlato solo martedi scorso, della Troubadour Magma e del suo primo posto nella classifica di gradimento dei consumatori [...]