Due birre agli opposti, ma … simili

La De Molen, si sa, produce la … “qualunque”: stili classici e stili rivisitati, birre one shot e bire “stabili”, espressione piena e compiuta della fantasia del birraio. Mi è capitato ultimamnnete di assaggiarne un paio, dal punto di vista dello stile, una agli antipodi dell’altra, ma accomunate dall’uso di un medesimo, importante, ingrediente: il luppolo Premiant.

De Molen Storm & Avery

La “tempesta e i danni”: una imperial/double iPA di più di come “prova da affrontare” per i bevitori più scafati,  quelli già avvezzi a più di una prova di forza (la “tempesta” in questione). Protagonista è il luppolo ceko Premiant, utilizzato per un portentoso dry hopping, che dà, come risultato finale, una birra da 77 IBU. Non un uso “sconsiderato” di luppolo, come altri avrebbero detto in questo caso, ma un uso sicuramente massivo, corpulento, anche per una IPA, tanto che in questo caso si parla, a buon diritto, di una Imperal Dubbel IPA. Una birra che “aiuta a leccare i danni delle ferite”, ma soprattutto, una birra che conferma la grande qualità del mastro birraio. Il Premiant è un ospite frequente nelle produzione di Benno (Hopburst, Rasputin, Hel & Verdoemenis, solo per fare alcuni esempi), un luppolo ceko usato sia per gusto che per aroma, non marcatamente amaricante, che ricorda, un po’, alcuni luppoli agrumati americani, almeno nell’aroma. E’ birra consistente (difficile, del resto, trovarne una “leggera”, nella gamma De Molen), ma estremamente apprezzabile, un’IPA aromatica e robusta. Ha il colore ambrato del miele, una schiuma finissima, ricca e abbondante, che regala una persistenza più che durevole. Il naso è la “parte” migliore di questa birra, ricco e speziato, con i sentori secchi e asciutti del lievito che si integrano perfettamente con lo spettro aromatico agrumato e fruttato del luppolo, con l’inserimento di altre interessanti varianti (resina, frutta dalla polpa bianca, fieno). Il corpo è rotondo e morbido, dalla consistenza leggermente viscosa, la frizzantezza non è accentuata. La parte alcolica è molto in evidenza, calda e molto riscaldante, le note ricche di buccia d’arancia ne caratterizzano l’insieme, con l’amaricante del luppolo che si propone definitivamente nel finale, lungo e asciutto. Note diffuse di biscotto rappresentano una bella variante nell’insieme, e il segnale che il malto è dosato con esattezza ed eleganza. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 9,2%vol.;  ©Alberto Laschi. 

De Molen, Hel & Verdoemenis 666

Nera come la notte, ma veramente nera, questa imperial stout olandese, assaggiata al Pre-Zythos, “variante” più leggera della Hel & Verdoemenis “classica” (questa “solo” 10°, la sorella maggiore 11,9°), alla quale si riferisce l’immagine della bottiglia qui di fianco. La Dannazione & l’inferno, soprattutto per coloro che  non riusciranno ad assaggiarla, dice il produttore, la qual cosa darà luogo ad un vero e proprio peccato mortale (per il palato e l’esperienza gustativa) che non potrà fare altro che condannare il malcapitato alle pene infernali. Al di là della strategia comunicativa, la Hel è veramente uno schianto di Imperial stout: prodotta con malto bruno inglese, luppolo Premiant per l’amaro e Hellertau per l’aroma, per un IBU di 99,9 (?) ed un EBC di 308,9 (avevo detto nera, infatti). Complessa, ma non complicata: più che una stout, sembra di bere una crema al caffè, accompagnata e sostenuta da una alcolicità robusta ma non invadente. La schiuma è fine, abbondante, di color cappuccino, il naso ricchissimo di note tostate, leggermente rustiche, con un leggero sentore di polvere di cacao. Ma il bello viene al momento di assaporarla. E’ cremosa, appunto, non un catrame che asfalta la qualunque cosa: delicata (si fa per dire, sono comunque 10° di imperial stout) ed equilibrata, la cremosità dell’insieme che veicola e moltiplica note di caffè torrefatto, malto morbido e tostato, luppolo agrumato e tonificante per l’insieme. Veramente una gran bella birra, dalla personalità spiccata e dalle caratteristiche quasi uniche, che la fanno apprezzare per il perfetto mix fra consistenza e delicatezza. Assaggiata in bottiglia da 0,75;  alc. 10% vol.; ©Alberto Laschi. 

One Response to “Due birre agli opposti, ma … simili”

  1. Struise in Birrerya | inbirrerya

    […] is a rather complex blend: 50% of Black Albert matured in casks with Colombian coffee beans, 25% of Hel & Verdoemenis, the fantastic stout by De Molen refined in Jack Daniels barrels for six months and 25% of […]

Lascia un commento