Per finire la settimana … due imperial stout

 

Si  va un po’ sul “pesante”, ancora, ma siccome il bel tempo (e il caldo) sembrano ancora riottosi a mostrarsi, due belle birre relativamente “potenti” e potenzialmente riscaldanti come queste ci potrebbero stare ancora bene. Due Imperial Stout reperibili su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico, brassate da due birrifici molto, molto rinomati, lo scozzese Brewdog e l’americana Brooklyn brewery.

Riptide, Brewdog

E’ una “stout senza pietà“, come recita l’etichetta, brassata con  malti Marris Otter, Dark Crystal, Caramel Malt, e luppoli First Gold e Galena Twist, con  l’aggiunta di zucchero integrale di canna muscovado, uno zucchero scuro delle Mauritius, il cui colore è segno dall’altissima concentrazione di melassa naturale. E’ una bella stout, nella sua variante Imperial, di fatto nettamente alcolica, mediamente dolce all’inizio, molto più amaricante sul finale; una birra “winter warmer”, adatta cioè ad essere bevuta con una temperatura esterna non proprio elevata. Di un bel colore marrone scuro con alcuni riflessi color mogano/rubino, ha schiuma color caffè, fine e non molto persistente: il naso è ricco di frutta secca, cioccolato, caffè e liquirizia, con un tocco di ciliegia. Il classico naso di una stout. In bocca è robusta, calda e riscaldante, con una iniziale dolcezza accennata, assieme alla liquirizia, che poi cede progressivamente il passo alle sensazioni roasted: malto torrefatto, cioccolata amara, un alcool liquoroso e un’amarezza diffusa (ma equilibrata e mai prevaricante) permane fino alla fine. Corretto e pulito il finale, anche questo rustico e nettamente amaricante. Si fa bere con gusto. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 8% vol.; ©Alberto Laschi.

 

Brooklyn Black Chocolate stout

Grandissimo esempio di imperial stout, fortemente caratterizzata da aroma e gusto “cioccolatosi”. Iniziata a produrre fin dal 1994, è uno dei must della produzione di questa brewery. Prodotta con malti americani e con luppoli Willamette e American Fuggle, ha tutte le caratteristiche delle imperial stout al proprio posto: schiuma fine e poco persistente, colore nero caffè. Il naso è splendido, nettamente cioccolatoso, ottenuto con la miscelazione di tre diversi tipi di malto tostato, e presenta anche note di frutta rossa matura e leggermente speziate. Il corpo è robusto ma rotondo, estremamente  beverino, nonostante la importante gradazione alcolica e la complessità della strutturazione. Le note riconducibili al cioccolato si avvertono subito, per poi lasciare il posto all’asciuttezza del caffè e del luppolo, per evolversi poi in un palato ricco e fruttato. Finisce decisamente lunga. Come dice M. Jackson:sembra quasi di bere una sacher torte liquida”. Splendida, da provare, ovviamente con tutti i tipi di dolci al cioccolato, il cheesecake e tutti i dolci al cucchiaio che vedono fra i propri ingredienti il caffè. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 10,1% vol.; ©Alberto Laschi.

Alcune notizie anche sulla brewery newyorkese. Fondata da Stephen Indy e Tom Potter, nel 1988, ripropone ormai da quasi venti anni la tradizione produttiva  birraria di Brooklyn, quartiere che nel XIX secolo poteva contare quasi 50 fabbriche di birra. Dal momneto che la zona di Brooklyn era popolata da tantissimi immigrati tedeschi, le brewery di quel periodo non potevano non avere una impostazione produttiva tedesca, improntata cioè sul rispetto dell’editto della purezza. Gli ultimi esponenti di questa tradizione ottocentesca furono le famiglie Schaefer e Liebmann, che  chiusero i propri impianti nel 1976, schiacciati dalla concorrenza dei grandi colossi produttivi americani. Nel 1984 Steve Hindy, corrispondente dell’Associated Press in Oriente per sei anni, e Tom Potter, ex funzionario della Chemical Bank, entrambi appassionati homebrewer, decidono di riportare a New York la buona birra, e fondano la Brooklyn Brewery, il cui logo viene creato da Milton Glaser, lo stesso che aveva coniato il famosissimo logo “I love NY”. Per 10 anni i due, aiutati dal mastro birraio William M. Moeeller, americano, ma di origini tedesche, mettono in piedi la produzione, contrassegnata da vari esperimenti e da una dura lotta contro la malavita locale, che aveva messo gli occhi su questa nuova attività produttiva. La vera e propria espansione produttiva la si può datare 1994, anno in cui viene assunto un nuovo mastro birraio: Garrett Oliver. E’ l’inizio vero della produzione di qualità, il mastro birraio da vita ad una serie di birre impeccabili, e il successo (di critica e di vendite) arriva; tanto che nel 1996 è lo stesso sindaco Rudolph Giuliani a tagliare il nastro dei nuovi impianti della Brewery. E da lì le birre cominciano a varcare i confini non solo di New York, ma anche degli USA, tanto che ad oggi le loro birre sono conosciute e molto apprezzate dagli intenditori di vari continenti, compresa l’Europa.

 

9 Responses to “Per finire la settimana … due imperial stout”

  1. Jonathan Swift

    Diavolo, ho la bava alla bocca a furia di guardare la foto della Black Chocolate stout.
    Sapete per caso dove acquistarla, o almeno degustarla?

  2. alberto laschi

    la bottiglia che io ho assaggiato ha viaggiato nella valigia di un amico direttamente da New York. In italia la Brooklyn Brewery (o almeno alcune delle sue birre, Black Chocolate inclusa) fa parte del portafoglio clienti di Interbrau

  3. Patrick Bateman

    Devo dire che la Brooklyn Black Chocolate Stout non mi piacque molto; dieci gradi per niente nascosti, che stendono e uccidono un po’ tutta la sfera gustativa sviluppata dalla birra. Ottima la definizione data da MJ, ma parliamo di una sacher in cui forse hanno esagerato con l’alcool! 😀
    Il finale l’ho trovato sì lungo, ma anche strano: al luppolo si accompagna un metallico/legnoso che stona abbastanza.
    Una birra che mi ha ricordato? La Southern Tier Choklat, per l’aroma!

  4. Southern Tier, the Choklat | inbirrerya

    […] and you taste it: perhaps there is no other beer as “chocolate” as this one ( even the Brooklyn Black chocolate stout is a step behind), but the barley flakes soften a bit and the excellent sparkling gives a round and […]

  5. Southern Tier, la Choklat | inbirrerya

    […] e si sente: forse non c'è birra più cioccolatosa di questa (anche la Brooklyn Black chocolate stout le sta un passo indietro), ma la giusta attenuazione data dai fiocchi d'orzo e una carbonazione […]

  6. Brooklyn Local 2 | inbirrerya

    […] è la  la Brooklyn Local 2 una delle cinque birre che costituiscono il segmento produttivo della Brooklyn Brewery detto delle Big Bottles   (le altre sono la Brooklyn local 1, la Hopfen weisse, prodotta in […]

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