Ritorniamo, all’inizio di questo post tutto dedicato ad una serie di notizie in giro per il mondo, alla World Beer Cup di Chicago e, indirettamente, allo
Zythos, perché alcuni dei protagonisti sono comuni. Dopo aver parlato dei vincitori di “casa nostra”, due parole sulle birre belghe che in quella stessa occasione hanno ricevuto riconoscimenti. Ci aiuta il forum dello ZBF a ricostruire il parterre dei vincitori di quel paese. Medaglia d’oro per una recente nostra conoscenza, il birrificio The Musketeers con la loro Troubadour Blonde nella categoria Belgian Style; dopo il premio come miglior birra dello Zythos con la loro Obscura, un altro grande riconoscimento (anche per De Proef …). Sempre nella stessa categoria delle Belgian Style Blond Ale, medaglia d’argento per la Bugse Zot Blonde del birrificio di Bruges De Halve Maan . Nella categoria Belgian Style Sour Ale, grande successo del birrificio di Frank Boon che ha preso l’oro con la sua Gueze Mariage Perfait e l’argento con la Boon Oude Geuze. Ancora la De Proef: nella
categoria Belgian Strong-Style Pale Ale riceve la medaglia d’oro per la sua Witte Noire Imperial Amber Wheat Ale (mai sentita nominare fino ad ora, nemmeno Ratebeer l’ha recensita …). Nella categoria Belgian Strong-Style Pale Ale la brasserie Bockor con la sua Omer prende la medaglia d’oro (!?). Infine, nella categoria Wood- and Barrel-Aged Sour Beer la Rodenbach Vintage della Palm (che ha rinnovato completamente il proprio sito) vince la medaglia d’argento.
Sempre il Belgio, questa volta “in trasferta”. E’ notizia di pochi giorni fa che
all’ormai imminente World Expo di Shangai anche le birre belghe avranno un loro, significativo, spazio. La confederazione dei produttori di belga, infatti, rende noto che saranno una ventina le birre belghe presenti in uno stand ad esse dedicato dal Belgian Beer Cafè (BBC). Ci sarebbe qualcosa da eccepire su alcuni dei birrifici presenti (AB Inbev Bosteels, Chimay, De Halve Maan, Silly, Duvel Moortgat, Huyghe, Saint-Feuillien, Van Honsebrouck ,Verhaeghe), ma, come dire, intanto loro ci sono, e la birra belga pure.
Un libro, adesso. L’autore è ormai molto conosciuto, anche fra le pagine di questo blog: Jef Van Den Steen, del quale sto finendo di leggere il suo
splendido libro sulle Belgian family Brewers . Patron del birrificio Glazen Toren (ospite del Villaggio della Birra del prossimo Settembre, a Bibbiano) ed espertissimo conoscitore del mondo brassicolo belga, che ha raccontato in numerose sue pubblicazioni, ha dato alle stampe pochi giorni fa la sua ultima “fatica” letteraria: Les Trappistes . Edizione riveduta, corretta e aggiornata di un altro suo fortunatissimo libro, edito nel 2003, sempre incentrato sul mondo produttivo dei trappisti. Anche questa edizione promette molto, fra notizie fresche, splendide foto, innumerevoli ricette.
Un’ultima notizia dal Belgio: la brasserie Jandrain- Jandrenouille, dalla quale stiamo aspettando una risposta “definitiva” a riguardo della loro presenza al pro
ssimo Villaggio della Birra (e che proprio oggi e domani, per i fortunati romani, sarà presente con le sue due birre prima all’Open Baladin e dopo al nuovo beershop romano Domus Birrae ) sta mettendo sul mercato una sua nuova birra. Ne da notizia il sito Thirstypilgrim , che svela il nome (VI … quelque chose, ma sembra non essere ancora quello definitivo) e la tipologia della nuova birra, una biere blanche, brassata senza l’aggiunta di spezie. Speriamo di poterla degustare al Villaggio, assieme alla IV Saison e alla V Cense che già tanto ci piacciono.
Segnaliamo, velocemente, anche il restyling del sito della Duvel , e il blog norvegese Knut Albert che offre una bella fotografia della Alpha Dog (l’unica, a quanto pare, in giro, se si eccettua la “composizione fotografica” presente sul sito del Brewdog nella quale il nome della birra appare su di una lattina, nuova “ipotesi commerciale” degli scozzesi), birra prodotta da quelli del Brewdog per il mercato norvegese. L’invito è anche a leggersi
il breve ma interessante post del sito il Fermentatore sulla evoluzione del mercato della birra in Giappone. Agghiacciante la foto che correda l’articolo (una tristissima macchinetta dispensatrice di lattine nel bel mezzo di un marciapiede a tutto sole), interessante il racconto di come, in tempi dei crisi economica (pochi soldi da spendere e crollo dei consumi) i maggiori produttori giapponesi di birra si siano inventati un nuovo prodotto, più povero (cioè meno costoso), privo di malto (che costa) e ricco di non ben precisati liquori aggiunti. L’evoluzione della specie?
Ciao
ne sono arrivati pochissimi di fusti di VI Froment. Se ne volete uno contattatemi.
una recensione su questo Blog e’ sempre gradita.
[...] che raccolsero ben 33 riconoscimenti ufficiali. Quest’anno, lo ricorda Ben vinken, solo sette i premi ricevuti dalla produzione belga (e anche su questo ci sarebbe da interrogarsi), sui quali [...]