Il Belgio, le barrique in vendita e il maschio alfa

E’ arrivata, ci sono le prove:

Grazie agli amici Thierry e Bianca, è ora possibile “testare” la veridicità dell’annuncio che era rimbalzato sui blog ial Gennaio scorso . La Dupont ha in effetti messo in commercio, come promesso, in questi ultimi scampoli di Aprile, la sua “nuova” saison, dal roboante nome di Saison Dupont Cuvèe dry Hopping 2010. Bottiglia magnum, numero impresso sull’etichetta: sicuramente Bianca nella foto qui sopra ha “immortalato” una delle 500 bottiglie che dovrebbero costituire questo primo (ed unico, per quest’anno) lotto produttivo, “rinforzato anche dalla sezione-fusti, 250-300 in totale. Come nella migliore delle tradizioni belghe, di questa novità non vi è alcuna traccia sul sito ufficiale della brasserie dell’Hainaut. Resta comunque forte la curiosità nei confronti di questo nuovo prodotto: bravi come sono nella gestione dei luppoli, quelli della Dupont dovrebbero aver dato il meglio di sé con questa birra, che, temo, non varcherà i loro confini nazionali. Troppo esigua la produzione per pensare ad una commercializzazione a largo raggio. Cercheremo di farcene tenere una da parte da qualche nostro amico di lassù.

Dall’altra parte dell’Oceano vendono barrique pregiate. Non sarebbe una “notiziona” se non fosse la Lost Abbey/Port Brewing Brewing Company a darla sul proprio sito. Avendo raccolto un ormai più che considerevole numero di barrique pregiate nella propria cantina da invecchiamento, gli americani si sono detti, e hanno detto: “per noi sono troppe: se c’è qualcuno che le vuole, venga pure a prenderle”. Quanto costano ciascuna? Solo 25 $. E sono tutte barrique pregiate: rovere francese, usate dalla brewery una sola volta, in tutte  c’è passato solo brandy, bourbon e sherry (no vino). Sono botti da 52 galloni, e il prezzo di vendita è più che onesto, quindi. C’è un solo però, e quelli di Port Brewing lo dichiarano con correttezza: il trasporto costa un botto, molto di più dell’acquisto. Se però uno riesce a passare da loro con un qualche camioncino, sono disposti anche ad aiutarlo a caricare … Notizia “curiosa”, forse, comunque indicativa di uno stile commerciale prettamente made in USA. Difficile, per noi al di qua dell’Oceano, poter pensare di agguantare una di queste botti, ma c’è da mangiarsi anche un po’ le mani. Entrare in possesso di uno di questi contenitori, dove sono state fatte maturare alcune delle migliori oak aged beers americane, sarebbe veramente un bello sfizio da togliersi.

Il maschio alfa (del titolo) ri-chiama nuovamente in causa la Port Brewing. Spesso mi è capitato di imbattermi nelle imperial/dubbel IPAnella, tipologia birraria tipicamente americana, e altrettanto spesso mi è capitato di parlarne su questo blog. Spesso mi sono trovato a chiedermi quale fosse il maschio-alfa (il capobranco, il capostitpite) di questa grande famiglia; e penso di averlo trovato, assaggiando un paio di giorni fa la Port Brewing HOP 15, un “mostro” di 10° (anche se sul loro sito la “danno” a 9,7°) e 100 IBU. Vincitrice, ripetutamente, di vari riconoscimenti internazionali, questa creatura di Tomme Arthur e Jeff Bagby vede la luce 8 anni fa, nel 2002, per celebrare il 15° anniversario di attività del Pizza Port di Solana Beach . E’ chiaro, quindi, a cosa si riferisce il nome di questa birra. Che però svela anche l’intuizione produttiva che ne sta alla base. E’ birra brassata con 15 diversi tipi di luppolo (tutti quelli che più piacciono al mastro birraio, ma dei quali non si fanno i nomi), ognuno dei quali viene aggiunto alla birra ogni 15 minuti. Quello che ne viene fuori è una potenza, una bomba luppolata, massicciamente alcolica, strutturalmente imponente, non facilissima da bere (e finire). Classica bottigliona da 0,66, colore biondo-arancio nettamente opalescente, una imponente nuvola di sedimento che si rovescia nel bicchiere alla fine della sversatura, una corona di schiuma non esagerata. Il naso è imponentemente luppolato, di un luppolo resinoso, quasi gommoso, non lieve e/o fresco, accompagnato da nette sensazioni di malto caramellato. Condiziona tanto, e sarebbe stato difficile ottenere un risultato più “snello”, vista la quantità di luppoli usati. Corpo massiccio, considerevole, la gradazione alcolica non è nascondibile; una carbonazione mediamente spiccata aiuta a rendere più semplice e fruibile la beva. Sorprendentemente, è il malto che si presenta per primo e colpisce: robusta, rotonda, caramellata. Ma poi il luppolo si presenta, invade e fa terra bruciata. Sempre di un luppolo  resinoso si parla, massiccio e prevaricante, con una leggera nota agrumata e citrica che fa capolino nel finale. Lunghissima la percezione dell’amaro che resta in bocca, con la lingua che fa fatica a smaltire il pesante condizionamento luppolato. Una IPA della prima maniera, forse, meno ruffiana di altri prodotti simili, ma una birra di alta scuola: da bere con calma.

8 Responses to “Il Belgio, le barrique in vendita e il maschio alfa”

  1. Alex420

    Se qualcuno fosse interessato ad una o più botti, posso inserirle su uno dei nuovi arrivi che partiranno dalla california a maggio. Certo il problema sarà che le botti verranno trasportate refrigerate perche nel container refrigerato. Quindi costerebbero idealmente il doppio di un pallet non refrigerato, ma avete la fortuna di avere un prezzo da container pieno, che comunque è molto inferiore ad un solo pallet.
    Insomma per farla breve, se vi interessano le potete avere!
    Se poi avete una richiesta in particolare (una botte di angels o viscosity) ditemelo che faccio il mio meglio.

  2. Alberto Laschi

    Salve Alex, ho saputo che sei stato un po’ in giro … ben tornato. Per le barrique americane (una vera e propria “curiosità” per me) provo a sentire un paio di amici birrai di Prato; se fossero interessati ti faccio sapere al più presto. Magari potessi andare al CPH …. sto sempre cercando di organizzarmi per venire al 4:20: tutte le volte che ci provo, qualcuno gufa. Cercherò ASSOLUTAMENTE di capitare dalle tue parti nella seconda metà di Maggio.

  3. IINDASTRIA

    ho una bottiglia di hop 15 (mi piacciono molto le port brewing) ancora da aprire. Ma per quanto ho bevuto adesso, il maschio dominante non può essere che la pliny the elder, capolavoro assoluto.

  4. Alberto Laschi

    Alle birre delle Russian River non ci sono ancora “arrivato”, nel senso che non sono riuscito ancora ad “acchiapparle”. Qualche dritta sul dove o come trovarle? Grazie

  5. IINDASTRIA

    trade, amici che vanno all’estero, etc etc
    Se passi a roma ce n’è una ancora da aprire 😀

  6. Alberto Laschi

    le “solite” strade allora; proverò a cercarne un po’ in giro, e a sguinzagliare qualcuno in giro …

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