La segnalazione di un evento/festa e le nubi che si addensano sulla testa di una delle fabbriche di birra belga più legate alla tradizione, un vero e proprio pezzo di storia della birra in Belgio.
Innanzitutto la festa, alla quale è bene prepararsi per tempo. Non questo fine settimana, ma il prossimo (26 e 27 giugno), a Greve gli amici della Birroteca di Greve celebrano la propria festa di compleanno, il primo; una festa alla quale tutti sono invitati e alla quale noi di Birrerya saremo presenti con alcune delle birre di Boelens in fusto. Una festa che durerà per tutti e due i giorni, e che ci vedrà in buona compagnia, visto che insieme a noi ci sarà Alessio “Allo” Gatti con quattro p
rodotti di Toccalmatto alla spina. Sembra quasi una anticipazione del Villaggio del prossimo Settembre, al quale Allo sarà dietro il bancone di Toccalmatto a spillare le proprie birre, asseime agli italiani di Pausa Cafè, Birrificio Italiano e Olmaia, oltre a dieci altri mastrobirrai di altrettanti birrifici belgi. Tornando a Greve, la festa del 26 e 27 giugno prossimi sarà all’insegna del buon bere e del buon mangiare, con un “tocco di classe” in più: il progetto “Terra Madre” di Slowfood, al quale, nel suo piccolo, partecipa anche la Birroteca. Il 29 Maggio scorso infatti, alla presenza del patron di Slowfood Carlo Petrini e delle autorità locali, la piazza di Greve dove è ubicata la birroteca stessa è stata intitolata all’ ambizioso progetto di SlowFood Terra Madre che “riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare, per difendere insieme agricoltura, pesca e allevamento sostenibili e per preservare il gusto e la biodiversità del cibo“. In quella occasione tuti hanno potuto constatare la grande attenzione che Michela e Piso hanno fin qui dedicato al legame fra cibo e territorio e all’utilizzo di prodotti provenienti dalla rete del commercio equo e solidale. La stessa cura ed attenzione applicata alla scelta delle materie prime con le quali far festa (oltre alle birre) fra una settimana: MORTADELLA DI PRATO, PROSCIUTTO BAZZONE DELLA GARFAGNANA, MALLEGATO DI SAN MINIATO , TARESE DEL VALDARNO, tutti prodotti facenti parte del progetto stesso di Terra Madre. Appuntamento dunque a sabato e domenica della prossima settimana, a Greve.
La seconda notizia riguarda invece un birrificio belga fra i più conosciuti, la De Koninck, fondato nel 1833 e arrivato oggi, sembra, ad un punto di svolta, comunque cruciale per la propria sussistenza. Su molti giornali del Belgio da un
paio di giorni o tre è partito un vero e proprio tourbillion di notizie tutte riguardanti la sorte che il futuro potrebbe riservare alla fabbrica di birra del famoso bolleke, il bicchiere titpico nel quale da sempre è servita la De Koninck, birra-simbolo di Anversa (e del Belgio stesso, in fondo). Sembra che la proprietà della fabbrica, detenuta dalla famiglia Van den Bogaert, debba passare di mano, dopo più di 175 anni dalla fondazione. Si parla insistentemente, infatti, di due offerte d’acquisto cospicue, presentate da due gruppi birrari importanti, per questa fabbrica di birra che negli ultimi anni ha vissuto momenti abbastanza bui. Si è passati, infatti, da una produzione di circa 140.000 ettolitri l’anno a poco più della metà; ma quello che preoccupa di più, però, è la progressiva disaffezione da parte del consumatore nei confronti del prodotto, che sembra aver perso parte del proprio appeal. Chi sarebbero quelli interessati alla acquisizione? Il primo nome, sinceramente, fa un po’ paura: Heineken, vista come il fumo negli occhi da tutti i “tradizionalisti” consumatori belgi, un po’ perchè è olandese, ma soprattutto perchè si porta dietro la bruttissima (e meritatissima) fama di affossatrice della qualità in nome del business. Feroci i commenti di molti, che la paragonano ad una “risciacquatura di piatti“, o, peggio, ad una “lavastoviglie“. L’altro gruppo birrario apparentemente interessato all’acquisto sarebbe Duvel-Moortgat, in questi ultimi tempi veramente rampante. Pur mantenendo la incrollabile
convinzione che De Koninck deve rimanere De Koninck, se proprio si deve cambiare, allora meglio Duvel di tanti altri (Stella Artois e InBEV in testa): così la pensano molti degli intervistati, i quali riconoscono a Duvel una capacità di marketing e uan forza produttiva/distributiva di tutto rispetto. Adesso sembra che tutti stiano facendo un passo indietro, negando pure l’evidenza, ma certi discorsi non saltano fuori dal nulla, o senza motivo. In casa De Koninck come reagiscono? Con il silenzio (su questa vicenda) e con il lancio sul mercato di una nuova birra, la Triple d’Anvers. Ci terremo comunque informati sulla evoluzione delle trattative, che ufficialmente, però, non ci sono …

