Chicca batte Cafè Racer 3-0

Partecipando, a modo mio, ad un simpatico divertissement che in molti si stanno divertendo a fare in  rete, in questo post metto a confronto due birre simili per titpologie di due birrifici che saranno prossimi ospiti al Villaggio. Una delle due (la Chicca) sarà sicuramente presente al Villaggio (il cui sito ufficiale è da ieri on-line, anche nelle versioni in lingua francese, olandese ed inglese), mentre per l’altra non si hanno ancora notizie certe. Staremo a vedere, nella speranza che ci sia un po’ più “lotta” fra le due, perchè ad oggi, non c’è proprio gara ….

Un indizio? Sul sito ufficiale del birrificio, nella sezione “birre prodotte”, la Cafè Racer ancora non compare; trovare on-line, poi, una sua qualsiasi immagine è impossibile. Sono, forse, segnali di una sosta, ripensamento, ricalibratura per questa nuova birra di Toccalmatto, che ha bisogno di più di un aggiustamento. Il difetto principale? L’esiguità. E’ quasi impalpabile, scorre via senza impattare, senza lasciare il segno, in preda ad una “acquosità” eccessiva. In questo caso “watery” non coincide certo con “dangerous drinkable”, purtroppo. Bassa gradazione, scarsa frizzantezza, schiuma fine, a bollle medio-grandi, che svanisce un po’ troppo alla svelta. Ciò che resta di questa birra è un ricordo abbastanza marginale di polvere di caffè, ruvida e abbastanza granulosa, e l’idea di una parziale incompletezza. Buona l’idea, manca però, ad oggi, il tocco di classe, o meglio, la completezza della idea produttiva, ancora abbastanza indeterminata. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 4,2% vol.; ©Alberto Laschi

Tutt’altro discorso per la Chicca di Pausa Cafè. Come vincere a mani basse, in questa (parziale) sfida con la Cafè Racer di Toccalmatto. Una simil-stout di quasi pari gradazione (4,2 °C la birra di Toccalmatto, 4,5 °C la Chicca) ma di tutt’altra classe e completezza. La si potrebbe definire una birra ormai “definitiva”, ben fatta così com’è, mentre l’altra è ancora solo un abbozzo. Birra che trae ispirazione dalle stout anglosassoni, con una “chicca” in più: l’aggiunta di caffè guatemalteco Huehuetenango in chicchi, tostati e non. Caffè dotato di una delle più basse percentuali di caffeina al mondo, e pregiatissimo Presìdio Slowfood. Il progetto è stato avviato da Slowfood nel 2002 in questa zona montuosa del Guatemala (siamo fra i 1.000 e i 1.500 metri di altitudine), dove la coltivazione del caffè fu introdotta dai Gesuiti fin dal 1773, e che vede attualmente coinvolte 150 famiglie della zona. Le quali raccolgono ancora rigorosamente a mano, chicco per chicco, questa ricercata varietà di caffè dalle piante di Coffea arabica (delle varietà Typica, Bourbon e Caturra), la cui tostatura è ottenuta lasciandolo (e rigirandolo continuamente) al sole per tre giorni. La quasi totalità dei proventi ricavati dalla raccolta del caffè (70-75%) arrivano direttamente nelle mani di queste famiglie, che devono però applicare nella loro attività il rigoroso protocollo dei Presìdi, che prevede norme molto stringenti. Pausa Cafè entra in questa realtà nel 2005, quando ne importa parte del raccolto, facendolo trattare per la sua definitiva commercializzazione dai detenuti del carcere delle Vallette di Torino. Dal caffè tostato alla birra  brassata con lo stesso caffè il passo è stato (relativamente) breve. Ci ha pensato Andrea Bertola, con i detenuti del carcere di Saluzzo, e la sua Chicca, che è davvero una signora birra, da salotto buono, si potrebbe dire. Ha la classe signorile di una stout, morbida per impianto e delicata per gradazione, un carattere deciso, una fermezza gustativa lunga e prolungata. Con il caffè che si sente e si fa sentire, ma sempre in punta di fioretto, fin dall’aroma, ricco e tostato (non torrefatto), delicato e avvolgente. La schiuma color cappuccino prolunga lungamente questa elegante sensazione, che si deposita a lungo su lingua e palato, nettamente condizionati dalla delicata amarezza di questo caffè. Veramente una bella soddisfazione, bere questa birra, che regala nel finale una leggera sensazione luppolata fresca e pungente. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 4,5% vol.; ©Alberto Laschi

3 Responses to “Chicca batte Cafè Racer 3-0”

  1. Alessio

    Per la Cafè Racer siamo alla seconda cotta, è una birra relativamente giovane nel listino Toccalmatto (ha debuttato a Rimini e MIlano).
    Più che un ripensamento, è segno che non hanno aggiornato il sito recentemente: mancano infatti tutte le produzioni più recenti, dalla Zona Cesarini alla Stria.

  2. IINDASTRIA

    Personalmente l’impressione che hai avuto per la toccalmatto l’ho avuta uguale per la pausa cafè; non mi sono sembrate molto differenti.

  3. alberto laschi

    speriamo di poterle assaggiare entrambe al Villaggio, in modo da fare un’ulteriore “test”; devo dire però che, fatta salva la “giovinezza” della cafè racer, la chicca è veramente un passo avanti. Anche se, dai commenti presenti in rete, non sempre la si trova allo stesso “livello”.

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