Ormai è sugli scaffali delle librerie da un paio di mesi almeno; io l’avevo citata “di straforo” a proposito del riconoscimento che aveva attribuito a Moreno dell’Olmaia e a una delle sue birre. Sto parlando della edizione 2011 della Guida alle birre d’Italia di Slowfood, curata da Luca Giaccone e “assemblata” dal numeroso stuolo di suoi collaboratori. Numeri grandi: 330 pagine, 275 birrifici “visitati”, 179 dei quali selezionati e “testati”, anche più di una volta, 1092 birre elencate, 629 birre assaggiate e valutate, 55 premiate con l’eccellenza delle cinque stelle; la chiocciolina Slow assegnata a quei birrifici che si sono distinti per essere “buoni, puliti e giusti” (un po’ nebuloso, questo particolare, a mio avviso); sim
bologia chiara, stringata ed efficace, che indica per ogni birra, colore e tipo di fermentazione, fascia di prezzo, formato e giudizio in stellette. Grandi numeri, dicevo, sui quali è ovviamente diffcile mettere tutti d’accordo; grande sforzo recensivo, alcuni buchi neri, alcuni birrifrici sconosciuti ai più, altri recensiti già prima della commercializzazione ufficiale delle proprie birre, ma quelli che contano ci sono tutti. Alcuni si sono “divertiti” a fare le pulci alla lista delle 55 top beers italiane, con tanto di matita rossa e aggiunte personali; altri hanno passato sotto la lente d’ingrandimento anche la copertina, nella quale il calice e la denominazione “abbazia” non avrebbero dovuto esserci; altri ancora hanno avuto da eccepire sulla valutazione delle fasce di costo attribuita a ciascuna birra. Dalla lista delle 55 si evince che, comunque, il Nord Italia è la “patria” dell’eccellenza birraria, con 37 birre premiate, e che, i birrifici “vincenti” sono stati Baladin (con 5 birre) e Birra del Borgo (con 6 birre), bravi a rendere di ottima qualità anche una produzione semi -industriale, se rapportata a quella dei restanti birrifici artigianali (5500 hl di Baladin per 450.000 bottiglie e 2500 hl di Birra del Borgo per 250.000 bottiglie). Di tutto questo e di altro ancora se ne potrà parlare a Prato Venerdi prossimo, 16 Luglio, nello spazio, gestito dalla condotta pratese di Slowfood, dello splendido Giardino Buonamici, da poco restaurato e riaperto alla frequentazione della cittadinanza. Alla presenza dell’autore, infatti, alle 21, verrà illustrata ai presenti la Guida alle birre d’Italia, con tutti i suoi “annessi e connessi”, davanti, se uno vuole, ad un buon bicchiere di birra artigianale, italiana e belga. Piccola digressione “personale”: ci siamo anche noi, di Inbirrerya, sulla guida, citati nella sezione che tratta delle risorse on-line legate alla birra in Italia; anche questa, una piccola, grande soddisfazione.
bologia chiara, stringata ed efficace, che indica per ogni birra, colore e tipo di fermentazione, fascia di prezzo, formato e giudizio in stellette. Grandi numeri, dicevo, sui quali è ovviamente diffcile mettere tutti d’accordo; grande sforzo recensivo, alcuni buchi neri, alcuni birrifrici sconosciuti ai più, altri recensiti già prima della commercializzazione ufficiale delle proprie birre, ma quelli che contano ci sono tutti. Alcuni si sono “divertiti” a fare le pulci alla lista delle 55 top beers italiane, con tanto di matita rossa e aggiunte personali; altri hanno passato sotto la lente d’ingrandimento anche la copertina, nella quale il calice e la denominazione “abbazia” non avrebbero dovuto esserci; altri ancora hanno avuto da eccepire sulla valutazione delle fasce di costo attribuita a ciascuna birra. Dalla lista delle 55 si evince che, comunque, il Nord Italia è la “patria” dell’eccellenza birraria, con 37 birre premiate, e che, i birrifici “vincenti” sono stati Baladin (con 5 birre) e Birra del Borgo (con 6 birre), bravi a rendere di ottima qualità anche una produzione semi -industriale, se rapportata a quella dei restanti birrifici artigianali (5500 hl di Baladin per 450.000 bottiglie e 2500 hl di Birra del Borgo per 250.000 bottiglie). Di tutto questo e di altro ancora se ne potrà parlare a Prato Venerdi prossimo, 16 Luglio, nello spazio, gestito dalla condotta pratese di Slowfood, dello splendido Giardino Buonamici, da poco restaurato e riaperto alla frequentazione della cittadinanza. Alla presenza dell’autore, infatti, alle 21, verrà illustrata ai presenti la Guida alle birre d’Italia, con tutti i suoi “annessi e connessi”, davanti, se uno vuole, ad un buon bicchiere di birra artigianale, italiana e belga. Piccola digressione “personale”: ci siamo anche noi, di Inbirrerya, sulla guida, citati nella sezione che tratta delle risorse on-line legate alla birra in Italia; anche questa, una piccola, grande soddisfazione.Kerkom 4:20 Smuggle Brew
Smuggle Brew (letteralmente Birra di contrabbando) è la birra che Marc Limet (qui di fianco ritratta in una bella fotografia dell’ormai conosciutissimo Williams Roelens), da una decina d’anni titolare e animatore della Brouwerij
Kerkom, ha brassato per l’amico romano Alex Liberati. Non so se è di contrabbando, di fatto è comunque birra di difficile reperibilità, essendo dstinata soprattutto al mercato americano, belga e olandese: per questo ringrazio Michela della Birroteca di Greve che me ne ha lasciata una da parte di quelle poche che era riuscita a portare da Roma nel suo locale di Greve. E’ una biondona robusta, consistente, con i suoi 7,5° alcolici muscolarmente ostentati, e una bella dose d’amaro che la rende molto caratterizzata. Sulla etichetta posta sul retro della bottiglia si specifica che si tratta di una birra prodotta realizzando un “blend” fra i gusti e le preferenze di Mark e di Alex, entrambi d’accordo sull’apprezzare birre corpose e non banali, rustiche ed amaricanti. E infatti, dopo un bell’attacco maltoso, al palato arriva svelto un amaro solido e invasivo, che richiede più di una pausa nel sorseggiarla. Moderatamente carbonata, dal bel colore oro antico relativamente opalescente, è ricca di schiuma, corposa, cremosa e persistente, che veicola buoni sentori alcolici, luppolati e mediamente speziati, relativamente pungenti. Dura molto il ricordo di questa birra, che prolunga con continuità belle sensazioni calde e amaricanti. Una birra da meditazione, per un bel dopocena (un po’ più freddo di quelli che ci toccano di questi tempi). Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 7,5% vol.; ©Alberto Laschi
Kerkom, ha brassato per l’amico romano Alex Liberati. Non so se è di contrabbando, di fatto è comunque birra di difficile reperibilità, essendo dstinata soprattutto al mercato americano, belga e olandese: per questo ringrazio Michela della Birroteca di Greve che me ne ha lasciata una da parte di quelle poche che era riuscita a portare da Roma nel suo locale di Greve. E’ una biondona robusta, consistente, con i suoi 7,5° alcolici muscolarmente ostentati, e una bella dose d’amaro che la rende molto caratterizzata. Sulla etichetta posta sul retro della bottiglia si specifica che si tratta di una birra prodotta realizzando un “blend” fra i gusti e le preferenze di Mark e di Alex, entrambi d’accordo sull’apprezzare birre corpose e non banali, rustiche ed amaricanti. E infatti, dopo un bell’attacco maltoso, al palato arriva svelto un amaro solido e invasivo, che richiede più di una pausa nel sorseggiarla. Moderatamente carbonata, dal bel colore oro antico relativamente opalescente, è ricca di schiuma, corposa, cremosa e persistente, che veicola buoni sentori alcolici, luppolati e mediamente speziati, relativamente pungenti. Dura molto il ricordo di questa birra, che prolunga con continuità belle sensazioni calde e amaricanti. Una birra da meditazione, per un bel dopocena (un po’ più freddo di quelli che ci toccano di questi tempi). Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 7,5% vol.; ©Alberto Laschi
Buono pulito e giusto per slow food vuol dire buono per il palato, buono per l’ambiente ( pulito), buono per chi lo produce ( giusto)…come questo sia rapportato ai birrifici non lo sò, ancora non ho visto la giuda, tra l’altro molto criticata …ma ritengo Slow food un’associazione molto seria ( hanno tolto al Fagiolo zolfino il presidio perchè i produttori hanno alzato troppo il prezzo )..non capisco come possano aver toppato in questo modo con la guida
[...] stelle di valutazione nell’ultima guida alle birre d’Italia di Slowfood, il nome della birra che è una dedica alla moglie (di Jurij Ferri, del Birrificio Almond22). Qui [...]
[...] parlato di due nuovi libri sulla birra: La Guida alle birre di Slowfood ed EURHOP! – La prima guida turistica alle birre [...]
[...] con le 5 stelle dell’eccellenza birraria nell’ultima edizione di quest’anno della Guide alle Birre d’ Italia edita da Slowfood (assieme all’altra birra di Toccalmatto, la Skizoid). Basterebbe questo per [...]