Cosa, gli Struise, intendono per “fare la birra” (e il pre-Zythos 2011)

E’, questa, una modalità comunicativa che sembra andare molto di moda adesso, nel mondo dei birrai,  il documentare visivamente, cioè, l’ampliamento dei propri ambienti produttivi e, soprattutto, dei propri impianti produttivi. Urbain Coutteau degli Struise non è sfuggito a questo trend, ed ha da poco postato sul proprio sito le evidenze filmate degli ultimi steps relativi alla “definitiva” (per ora) ristrutturazione interna del proprio birrificio di Oostvleteren. Questa “news” mi offre l’occasione di parlare di nuovo di loro, uno dei migliori birrifici belgi (e uno dei miei preferiti), e del loro variegatissimo modo di fare la birra. Cercherò di “dimostrarlo” parlando di due loro birre, lontanissime fra di sè per tipologia produttiva.

Struise witte

E’, questa biere blanche, davvero una bière vivant, viva e “saporita” grazie ad un lievito ricco e abbondantemente presente nella bottiglia, che, al momento della sversatura, “ridà vita” a questa birra, già di per sè ricca e vitale. Birra dalla fermentazione alta, non filtrata e non pastorizzata, dalla schiuma fine e non molto persistente, e dal colore biondo relativamente limpido. Naso nettamente floreale, delicato ma decisamente ricco, non banale nè ruffiano con un’aggiunta leggermente agrumata e livemente piccante, decisamente gradevole. Di frizzantezza non accentuata e delicatamente sfumata, dà subito la sensazione di essere decisamente rinfrescante.  Il corpo, leggero e rotondo, accarezza delicatamente il palato, lo circuisce,  presentandogli in maniera rassicurante delicate note agrumate e un tenace sottofondo maltato e cremoso.Il finale è discretamente lungo, con una nota acidula che piano piano emerge senza disturbare, contribuendo a regalare una sensazione definitiva di freschezza e pulizia. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 5% vol.; ©Alberto Laschi

St. Amatus

Il doppio dei gradi, quasi, rispetto alla Witte, una categoria produttiva totalmente diversa (è una Abt/Quadrupel per Ratebeer) per questo recente prodotto degli Struise, che avevo assaggiato al pre-Zythos alla spina (servita a temperatura siderale) e che ho avuto la fortuna di ri-assaggiare in bottiglia; mi era piaciuta, nonostante tutto, in Belgio, l’ho meglio apprezzata qui in Italia. Due parole però meritano il nome di questa birra, e la sua label. Cominciando da quest’ultima, può sembrare quasi iconocalstica, o quanto meno dissacrante; di sicuro è molto “innovativa” ed è definita dagli stessi Struise un “terrific artwork“, opera di “our narcissistic artist Carlo Grootaert“, quello all’origine anche della Pannepot.

E anche il santo a cui è “intitolata” la birra ha bisogno di una minima presentazione: è un “santo minore”, st. Amatus, chiamato anche St. Aimé, monaco benedettino, che dopo essere stato l’abate del monastero di Agaune in Svizzera, divenne vescovo di Sens (o di Sion), nella diocesi di Valis. Dopo essere stato (falsamente) accusato di comportamento scorretto, andò in esilio, prima a Peronne, e poi a Breuil, dove morì nel 690. Perchè gli Struise gli “intitolano” una birra? Forse perchè la parrocchia di Oostvleteren, paesino sede del birrificio, vede proprio in St. Amatus il proprio patrono, unica in Belgio? Venendo alla birra, che è stata commercializzata al di fuori di Oostvleteren solo dopo la festa patronale alla fine di Aprile, è birra davvero “giovane”, brassata all’inizio di questo anno, ma che si è già fatta più che apprezzare e che, nell’invecchiare, potrà sicuramente dare ancora il meglio di sè. E’ la sommatoria della speziatura, questa birra, tipica della mano produttiva degli Struise: vaniglia, cocco, frutta secca, pane dolce, caramello, biscotti maltati e speziati, il tutto armonioso e graduale, non arruffato o improvvisato. Il colore è un tonaca di frate scuro, la schiuma è abbastanza persistente, a bolle relativamente piccole, l’alcool robusto ma non massiccio. Meglio la sensazione gustativa che quella aromatica, che probabilmente ha ancora bisogno di un po’ di tempo per affinarsi, in una birra che comunque si è già “beccata” un bel 97/100 su 48 recensioni di Ratebeer. Avercene di così dalle nostre parti … Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 10,5% vol.; ©Alberto Laschi

Un’ultima notizia, di pochi giorni fa, che rigurada gli Struise. Saranno presenti anche alla prossima edizione del Pre-Zythos, assieme ad Alvinne, De Molen, Thornbridge e ai tedeschi Braustelle, Bierkompass (è un beershop) e Beck Brau, come si legge sul sito di Alvinne. Come dire, organizzarsi per tempo …

11 Responses to “Cosa, gli Struise, intendono per “fare la birra” (e il pre-Zythos 2011)”

  1. INDASTRIA

    La St. Amatus l’ho trovata promettente ma davvero giovane quando l’ho bevuta un mese fa circa. Infatti l’ho messa ad invecchiare sperando in un assestamento

  2. Alberto Laschi

    Era quasi una “infante” a marzo quando l’ho sentita alla spina; l’esagerata temperatura di servizio mascherava comunque alcuni difetti di gioventù, che non ho trovato nell’esemplare in bottiglia. Concordo con te sul fatto che questa birra potrà dare il meglio di sé fra un paio di mesi o tre, come minimo

  3. SR

    combinazione ho trovato giusto ieri la St. Amatus e l’ho portata a casa (mi sa che l’ho assaggiata pure io al pre zythos ma chi se la ricorda). la mia proveniva direttamente dal belgio. domanda: la importa qualcuno al momento?

  4. Alberto Laschi

    Io l’ho bevuta alla Biroteca di Greve; se non ho capito male, l’hanno nella propria disponibilità “grazie” all’approvvigionamento fatto tramite Alex Liberati

  5. SR

    grazie, mi hanno detto che non ce l’aveva in listino ma può essere che ci sia e che si siano sbagliati (mi chiedevo se fosse uscito qualche importatore “outsider”)

  6. francesco

    scusate qualcuno mi sa indicare dove si possono trovare le biire di questo spettacolare birrificio se si esclude e bay con spese di spedizione allucinanti?
    grazie

  7. Alberto Laschi

    Io ho trovato qualcosa di loro sul beershop on-line della Picobrouwerij Alvinne (http://www.alvinnebeershop.be/category) o, in alternativa, sul beershop on-line degli Struise stessi (http://beerinvest.eu/). I costi di spedizione sono comunque molto elevati (fra i due il più caro è quello degli Struise). In Italia a volte qualcosa si trova sull’italiano Birraland (http://www.birraland.it/index.php?main_page=index&manufacturers_id=8, questo il link preciso sulla loro disponibilità attuale in catalogo): le birre sono più care rispetto al belgio, ma i costi di spedizione sono molto più abbordabili.

  8. Gli Struise in Birrerya | inbirrerya

    […] cinque birre, rappresentative, nel loro insieme, di un ampio spettro gustativo. Della St. Amatus avevo già parlato non molto tempo fa, descrivendola come una abt/quadrupel che regala molte soddisfazioni. In attesa di parlare della […]

  9. Struise in Birrerya | inbirrerya

    […] for Struise with 5 beers representing a wide range of tastes.I’s not a long time since we talked about St. Amatus; I described it as an abt/quadrupel that gives loads of satisfaction. Looking forward […]

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