Post velocissimo, dedicato ad un importante aggiornamento. Adesso è ufficiale: dopo tante voci, dopo che anche le agenzie di scommesse si erano “divertite” a quotarne il futuro, la De Koninck, storico birrificio di Anversa è stata acuisita al 100% dalla Duvel Moortgat. E’ notizia di ieri, riportata sia dalla Reuters che dalla CNBC, prontamente rilanciata da Beernews. E’ un pezzo della tradizione (non solo brassicola) del Belgio che vede chiudersi un capitolo della propria storia, per aprirne un altro, nella speranza di molti, non del tutto diverso. L’acquisizione da parte di Duvel Moortgat è, forse, quella che la maggior parte degli estimatori della “bolleke” gradiva di più, nel caso di una vendita reale della storica (1833) fabbrica di birra di Anversa. Staremo a vedere se i nuovi proprietari di questo famosissimo brand sapranno (e/o vorranno) mantenere inalterato il range produttivo acquisito (un po’ come hanno fatto con la Achouffe) o apporteranno ad esso modifiche e/o innovazioni.

[...] Riparto da dove avevo concluso, e cioè dall’acquisizione di De Koninck da parte di Duvel Moortgat, fatto che in Belgio, in queste settimane, è stato al centro di molti commenti e discussioni. A distanza di un po’ di tempo, i particolari della vendita si sono fatti via via più chiari e definiti: anche se manca la conferma ufficiale sulla cifra, “si dice” che la De Koninck sia passata di mano per una cifra vicina ai 30 milioni di euro. Con lo sborsare di questa cifra, il gruppo Duvel Moortgat è entrato in possesso del 100% del pacchetto azionario della birreria di Anversa, degli edifici adibiti alla produzione, di altri 7 immobili e 63 locali legati alla rete commerciale di proprietà della De Koninck, fra i quali il famoso pub Boer Van Tienen, ad Anversa. La motivazione principale che ha portato i proprietari della De Koninck a cedere la propria attività l’ha messa nero su bianco Bernard Van den Bogaert, CEO di De Koninck e membro della famiglia proprietaria: “in quanto piccola birreria, i nostri canali di distribuzione non ci conferivano la necessaria forza commerciale” per restare sul mercato in maniera proficua ed economicamente redditizia. Questa stessa difficoltà li aveva portati a chiudere l’esercizio economico del 2009 con una perdita di 297.000 € su di un fatturato di 6.600.000 €, per una produzione che si è attestata sui 65.000 hl. circa (erano il doppio solo pochi anni fa). E Duvel che dice di questa operazione? Lo fa in prima persona il CEO del gruppo, Michael Moortgat, che, per prima cosa ringrazia le famiglie Van den Bogaert e Van Bauwel (proprietari della De Koninck) per aver scelto “il progetto Duvel” piuttosto che il “portafoglio pesante” della Heinekn (altro possibile, e temibile, acquirente del birrificio belga). Dall’alto dei 115 milioni di euro di fatturato dello scorso anno e della prorompente campagna di acquisizioni (Achouffe nel 2006 e Liefmans nel 2008) Michael Moortgat ha rilasciato dichiarazioni (per ora) molto equilibrate. Nessuna intenzione di stravolgere il prodotto (che va bene così com’è); inserimento del prodotto stesso nella vasta e solida rete commerciale di Duvel, la stessa che ha saputo raddoppiare in soli due anni il fatturato di Achouffe (passato da 5 a 10 milioni di euro); nessuna preoccupazione (per ora) devono avere gli attuali dipendenti di De Koninck, che però in futuro potrebbero essere anche “sterzati” altrove, nelle altre varie attività del gruppo; nessuna volontà di entrare in “lotta” con la Palm Breweries e la sua classica ambrata, anche se il segmento commerciale è lo stesso (qui mi sembra che il naso gli si sia un po’ allungato …); rafforzamento della presenza della bolleke sul mercato estero. La fiera delle buone intenzioni e della pacatezza amministrativa, a quanto sembra; se sono rose … [...]