Oktoberfest week: una lager ambrata

Siamo nella zona denominata Fränkische Schweiz, la “piccola Svizzera” della Baviera, così chiamata perchè questa piccola regione sembra essere a immagine e somiglianza della vicina Svizzera, sia per le sue caratteristiche geologiche che per quelle culturali della sua gente. La regione si estende fino ad interessare alcune zone della contee di Bamberga, Bayreuth e Forchheim, nel Nord della Regione della Franconia; Waischenfeld è una piccola località termale  (poco più di 3.000 anime) del distretto di Bayreuth, ed è in questa cittadina che ha sede la Krug Brauerei (la “birreria della brocca“). Fondata nel 1834, la Brauerei-gastohf Krug vede adesso la quarta generazione dei Krug che ancora brassa “in proprio” le proprie birre, per un totale di circa 30.000 hl. l’anno. Attualmente distribuisce i propri cinque prodotti in sei regioni tedesche (Baviera, Hesse, Berlino, Nord Reno, Nord Westfalia e Brema) e sta facendo capolino anche da noi in Italia, dopo essersi messa in mostra con i propri prodotti anche in Danimarca. Gamma di prodotti (per la cui maturazione sono preventivate le “solite”, classiche quattro settimane) che può contare su di una lager ambrata, una ale, una birra di frumento, una birra scura, una bock ambrata e la Seidla Gaas, una birra mescolata con vino da dessert, cola e ciliegia (mi riesce proprio difficile immaginarmela e pensarla come birra; ma in Germania si vende molto …).

Una lager ambrata è, già di per sé, una particolarità, o quantomeno una tipologia di birra non proprio diffusissima anche nel popolatissimo universo birrario tedesco. Questa lager della Baviera si presenta con un limpido colore rosso bruno, dai bei riflessi ramati, che la distinguono (per questo e per altre sue caratteristiche sia produttive che organolettiche) dal contiguo mondo delle schwarzbier. La Krug Brau Lager alterna sensazioni malto/caramellate ad altre, luppolato/amarognole che la rendono più ricca della media delle lager che si incontrano sul mercato di questi tempi. Una schiuma fine e abbastanza cremosa, con una decadenza abbastanza dilatata, e un naso relativamente esile (non è una novità questa …), con malto e luppolo che si contendono la (molto relativa) predominanza. Lo stesso luppolo che ne caratterizza (relativamente), fino al finale, la parte gustativa, che si apre con un “attacco” moderatamente maltato, per poi virare decisamente verso la definitiva sensazione amarognola (di frutta secca, tipo nocciola). Rotonda ed abbastanza esile di gradazione (5% vol. alc.), si fa apprezzare per la bella sensazione asciutta e pulita che lascia in bocca, all fine della sorsata. Assaggiata in bottiglia da 0,50; alc. 5% vol. alc.; ©Alberto Laschi.

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