Brasserie St. Helene

La regione è quella della Gaume, nel sud del Belgio, vicino al confine con la Francia, non lontano dal Granducato del Lussemburgo, una zona a vocazione turistica, dal microclima particolare. E’ anche chiamata la Piccola Provenza del Belgio, con il suo centro abitato più famoso, Virton, una cittadina di 12.000 abitanti circa, situata proprio al centro della Gaume. E’ terra di birrifici, la Gaume: nel raggio di non molti chilometri vi si possono trovare  l’Abbazia D’Orval, l’ormai conosciutissima Brasserie Artisanale de Rulles , la storica Brasserie GiGi attiva da più di 160 anni, la Brasserie Millevertus di Toernich-Arlon, la Brasserie les 3 Brasseurs di Athus, la neonata Brasserie du Lion à Plume che produce (per ora) la sua unica birra, la Metisse, nell’impinato della Brasserie Saint Helene di Ethe, 4 chilometri appena da Virton. Zona quasi “fatata” quindi, per la produzione birraria, con una ulteriore “aggravante”: spesso i birrifici della zona si trovano a poter usare anche i lieviti di Orval, che i monaci distribuiscono, almeno occasionalmente, fra i brasseurs della zona, che lo usano proprio perchè rispetta ed incentiva la tipicità delle birre che si fanno in quella zona.

Dopo aver parlato di Raphaël Vanoudenhoven, e dopo averlo visto all’opera con Kuaska in uno dei laboratori di degustazione dello scorso Villaggio, adesso è la volta del padrone di casa di Rapahel, cioè di Eddy Pourtois, titolare della Brasserie Saint Helene, presso  cui locali di produzione vede la luce anche la Metisse. Eddy inizia la sua avventura produttiva nel 1993, dopo aver trascorso alcuni anni producendo vino, e inizia come tutti i produttori che si “rispettano”, cioè come homebrewer: prima un pentolone da 20 lt., poi da 50 e infine da 100, tutti adoperati con i manuali aperti, per passare progressivamente dalla teoria alla pratica. Ci vogliono un po’ d’anni, la partecipazione a corsi specifici e si arriva così al 1998, quando Eddy decide di fare il salto, diventando birraio di professione, aprendo ufficialmente il proprio impianto di produzione al quale da il nome della strda nella quale è posto, rue de Saint Helene, appunto. Il 30 giugno 1999 inizia la commercializzazione ufficiale delle proprie birre, nonchè prende vita un sodalizio (che ancora oggi dura) con Gregory, birraio de la Rulles, col quale danno vita alla prima edizione del Brassigaume, festival dei piccoli birrifici artigianali del Belgio, giunto quest’anno alla sua decima edizione (parteciperanno, fra gli altri, anche gli italiani Lambrate, Orso Verde, Toccalmatto, Torrechiara il 15 e il 16 ottobre prossimi). La storia produttiva di Eddy si complica un po’ a cusa di alcuen vicende familiari, che lo portano, nel 2002 a cambiare la location del birrificio, adesso a Ethe, pochi chilometri da Virton. Adesso la produzione si è stabilizzata,in un impianto completamente rinnovato nel 2005, e può contare su una decina di prodotti, fra stabili e stagionali, per i quali Eddy usa solo malto e luppolo, senza alcuna speziatura, per sua personale scelta; quasi tutte le labels delle sue birre sono disegnate da Palix (che disegna, fra l’altro, anche le labels di Rulles), uno degli illustratori più conosciuti in Belgio. Nel catalogo di Birrerya sono presenti due delle birre di Eddy, quelle che si sono potute degustare allo scorso Villaggio, e cioè la Djean Triple e la Grognarde, entrambe nel formato 0,75 cl.

La Grognarde è una birra asciutta e pungente, molto bitter, di 5,5% vol. alc., di un biondo leggermente ramato, dalla netta caratterizzazione luppolata, quasi inglese, per certi versi. Netta la punta speziata che le conferisce il lievito piccante e rustico di Orval, che si ritrova nettamente sia nell’aroma che nel gusto (più nel gusto però). Fine la schiuma, relativamente ricca e non molto persistente, netta la frizzantezza, media la consistenza, per un prodotto che vede il malto impiegato abbastanza “rimpiattato”, ma non emarginato del tutto, da un luppolo vivace e accattivante. Ricche le note floreali, discreta la presenza di un cereale leggero e intrigante, lungo e asciutto il finale, molto bittering e rinfrescante.

La Djean Triple, invece, è una “classica” triple d’impostazione belga, robusta e morbida allo stesso tempo, con il suo 9% di vol. alc. che fa la sua bella figura in un contesto generale elegante ed importante. Una birra solida, dal bell’attacco maltato che si evolve, nel corso della degustazione, in un amaro importante, ben sostenuto da una rotondità generale e da un bell’equilibrio gustativo. E’ bionda, relativamente nebbiosa, dalla bella schiuma fine e cremosa, dalla speziatura lievitata molto meno pungente rispetto alla Grognarde e dalla luppolatura sempre decisa, ma un po’ più al servizio del contesto generale, meno prevaricante. Biscotto, caramello, fiori, un po’ di rustichezza ruspante le danno la configurazione finale, rendendola piacevola alla beva, anche al di là della sua robusta connotazione alcolica.

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