Brewdog: Dogma e news.

In "origine" il suo nome era Speed ball; la sua morte (commerciale) fu "decretata" dal Portman Group nei primi giorni del Gennaio 2009, quando di quella birra si erano già vendute 1.184 bottiglie, direttamente dal sito di quei "provocatori" del Brewdog. Bandita dagli scaffali perchè, secondo l'organismo inglese che vigilava (allora come adesso) sul marketing dei produttori di alcolici nell'ottica di promuovere un consumo consapevole di alcool, questa birra poteva sollecitare, con il proprio, allusivo, nome un consumo sconsiderato di alcool, o peggio, di stupefacenti. Ora, quelli del Brewdog lo sapevano, che stavano andando a cercarsi rogna: chiamando questa birra con quel termine inglese usato popolarmente per indicare una (micidiale) combinazione di eroina, cocaina e/o anfetamine, non potevano pensare certo di passare inosservati. E comunque non era nemmeno questo il loro scopo. Come sempre, volevano dare nell'occhio, in maniera provocatoria, cercando quasi la "rissa" con quelli del Portman Group, considerati da loro solo dei "ruderi", ancorati ad un modo "antiquato" di fare e giudicare, una vera e propria "palla al piede" del nuovo movimento, serio e consapevole (secondo quelli del Brewdog), di produttori e consumatori inglesi. Hanno scherzato col fuoco gli scozzesi di Fraserburgh, o meglio, hanno tirato in ballo qualcosa che forse doveva essere lasciato "a riposo".  E' stato (ed ancora lo è) un mix potenzialmente letale lo speed ball, nel quale la cocaina agisce da stimolante, aumentando il battito cardiaco; il suo effetto però svanisce più rapidamente di quello dell'eroina, un depressivo, che rallenta il battito cardiaco. Il risultato è una possibile "overdose ritardata" che può causare una grave (e a volte irreversibile) depressione respiratoria. Ne hanno fatto le spese, di questa "bomba", John Belushi, River Phoenix, Layne Staley, Jim Morrison (si dice); Dave Gahan (Depeche Mode) e Steven Adler (Guns N' Roses) invece sono riusciti a cavarsela, dopo un incontro molto ravvicinato con questo mix.

Come spesso succede, delle birre di quelli del Brewdog ne puoi parlare solo dopo aver dovuto fare un corposo antefatto storico – filosofico: ormai è il loro marchio di fabbrica, e comunque una precisa strategia di marketing. Per fortuna che almeno il gioco vale la candela, nel senso che il prodotto finale (di solito) si fa più che apprezzare. La Dogma (è questo il nome della reincarnazione della Speed Ball, usato da subito, per la verità nella sua prima commercializzazione sul mercato USA ) non sfugge a questa regola. E' una innovative, enigmatic ale brassata con una conspiracy of transcontinental ingredients; ma soprattutto, è una beer not cool. Questo per i produttori. Uscendo fuori dalla mera comunicazione commerciale, è per lo meno degna di nota la filosofia produttiva che sta alla base di questa birra, per la quale, proprio per ricordare gli effetti delle due sostanze prima menzionate, sono stati adoperati sia ingredienti dagli effetti stimolanti come guaranà e semi di cola (il richiamo alla cocaina), sia ingredienti dagli effetti sedativi come papavero e luppoli (il richiamo all'eroina). Oltre a questi, malti Marris Otter Extra Pale, Caramalt, roasted barley, Dark Krystal e Munich, luppoli Bramling Cross e Amarillo e, tocco finale, miele di erica scozzese del Pertshire, per una gradazione alcolica di 7,8° e un rispettabile IBU di 65. Tecnicamente una strong ale, materialmente una birra che fa uno strano effetto: ingredienti quasi unici,  aromi poco usuali, aggiunte molto poco canoniche. Ne poteva venir fuori una tragedia produttiva, un esercizio inutilmente estremizzato di fantasia brassicola, un esperimento solo fine a se stesso, potenzialmente imbevibile. E invece no: non è birra facile (è vero, non è cool), men che meno ruffiana, ma è birra con i controfiocchi, complessa, variegata ma anche coerente con se stessa, correttamente bevibile, senza picchi estremi, nè olfattivi nè gustativi. Ma strana, comunque. Il colore è un bell'ambrato limpido, la schiuma fine, scarsa e molto latitante; e fin qui niente di particolarmente strano. La giostra comincia quando l'avvicini al naso, appena versata: una combinazione di sensazioni dolci (caramello, miele, erbe medicinali) e speziate (luppoli, un certo agrumato, pino, papavero, fiori, tanti fiori, e altro … non ben identificabile). Non dico che assomigli all'aroma di un infuso, ma non ne siamo molto lontani, comunque. Non stucchevole, ma spiazzante, almeno in parte. Il palato è quello che è costretto a fare un maggiore sforzo "interpretativo", perchè è sul palato che la birra fa effetto, mettendolo alla prova: un mix dolce – amaro, complesso e un po' complicato, ma ricco di sfumature, con un amaro pervasivo e prosciugante, con una sensazione generale di bell'equilibrio, alla quale contribuisce senz'altro la buona compenetrazione fra il miele e la tessitura maltata della birra. Solo alla fine della beva la lingua, nei suoi lati, avverte la forte caratterizzazione luppolata. Finisce con il calore che ti scende lungo l'ugola e il palato totalmente prosciugato da un retrogusto amaro che dura a lungo. Detta così sembra una storia complicata: in parte lo è, ma è, soprattutto, molto bella. Non una birra da bersi a litri, non è "solo" una IPA luppolata e rinfrescante: richiede attenzione e calma. Bevendola a sorsate ben distanziate si darà il tempo a testa e palato di apprezzrla in tutta la sua ricchezza e fantasia. Fantasia, non mera estrosità. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 7,8% vol.; ©Alberto Laschi

Tre notizie veloci, dato che siamo a parlare di quelli del Brewdog. La prima riguarda la Bashah, prodotta nel 2009 in collaborazione con Stone Brewing: è appena stata messa in commercio la sua versione invecchiata, in due diversi tipi di botte, in bottiglie da 0,375 (750 bottiglie per ogni tipo di invecchiamento), in vendita anche nella sezione shop online del sito scozzese. La seconda riguarda l'annuncio di una collaborazione fra gli scozzesi e il birrificio americano Three Floyds, nominato, nel 2009 e nel 2010, da Ratebeer il miglior birrificio del mondo: insieme brasseranno la Bitch Please, utilizzando sette diversi tipi di malto e i luppoli neozelandesi Green Bullet per l'amaro, Nelson Sauvin e Motueka per l'aroma. Infine, il 15 dicembre verrà immessa sul mercato la 4° birra del progetto Abstrakt: dopo la Abstrakt AB:01 (una quadrupel brassata con il lievito di Westvleteren e bacche di vaniglia), la Abstrakt AB:02 ( una triple dry hopped imperial red ale) e la Abstrakt AB:03 (una imperial ale maturata 2 anni in botti di whisky con fragole e lamponi), è la volta (per la Abstrakt AB:04) di una imperial stout brassata con caffè, cocoa, lieviti di champagne e peperoncino Naga (il più piccante al mondo).

2 Responses to “Brewdog: Dogma e news.”

  1. News di fine/inizio anno | inbirrerya

    […] serie Paradox (la Paradox Jura affinata in botti di Jura single malt whisky), la AB:06 del progetto Abstrakt, la Tokyo Black Horizon, la Bitch Please (in collaborazione con l’americana Three Floyds), il […]

  2. Non stanno un minuto fermi | inbirrerya

    […] sul versante produttivo. Tutt'altro. Dopo aver immesso ufficialmente sul mercato la AB:04 del Progetto Abstrakt, gli scozzesi stanno preparando due nuove birre da lanciare sul mercato, che, secondo […]

Lascia un commento