Stone Brewing e la Smoked Porter


Steve Wagner e Greg Koch sono i due protagonisti della storia di questa brewery californiana, la Stone Brewing Company, aperta ufficialmente nel 1996 a San Marcos , vicino ad Escondido, 35 minuti di macchina da San Diego. I due amici cominciano a frequentare il modo della birra alla fine degli anni ’80 dello scorso secolo (sembra chissà quando, ma sono solo 20 anni o giù di lì), e dopo essersi fatti una grossa esperienza (prima di aprire la propria avevano già visitato più di 140 breweries in USA ed Europa) e, soprattutto, una certa idea produttiva, nel 1989 abbandonano il mondo della musica e della sua produzione a Los Angeles, nel quale entrambi lavoravano, e si gettano a capofitto nella nuova avventura. Dopo aver coinvolto nella propria scommessa una serie di investitori convinti del progetto, e della qualità di entrambi, nel 1996 aprono la brewery,  e da lì inizia la scalata. Nella Good Beer Guide West Coast del Camra il loro ingresso nel mondo produttivo artigianale vine descritto come una  vera e propria irruzione, che ha sparigliato il mondo produttivo convenzionale; gli Stone appaiono da subito come il vero e proprio enfant terrible degli American craftbrewers, che ha riscritto le regole con birre colossali nel carattere, disobbedienti fino dal nome (per non parlare del contenuto), minacciose anche nel logo (un gargoyle che intende allontanare con la propria presenza i "malvagi" additivi e conservanti chimici della produzione birraria industriale). Non è difficile capire perchè brassano spesso insieme a quelli del Brewdog …  Fanno parte degli American Brewers, anche se il termine “artigianale” comincia a stargli un po’ stretto. Nel 2006 spendono 14 milioni di dollari per la nuova brewery (la vecchia l'hanno ceduta a Tomme Arthur della Lost Abbey) che adesso si trova a Escondido, progettata "su misura" e alla quale si affianca un ristorante-bistrot con 300 posti a sedere. Il nuovo impianto produttivo, che potrebbe permettere una produzione di 250.000 barili l'anno, l'anno scorso ha "smazzato" 98.500 barili di birra, con un incremento del 19% rispetto all'anno precedente. Tanta roba, che ha spinto la proprietà a fare una serie di riflessioni interessanti. Bellissimo il trend in ascesa, ma fino a quando i numeri dell' ascesa resteranno in doppia cifra? E fra dieci anni in quanti saremo, in USA, dicono loro, a doverci dividersi il mercato? Allora hanno cominciato a guardarsi intorno, pensando di allargare il proprio orizzonte produttivo e distributivo in Europa: lo hanno annunciato un anno fa e adesso stanno valutando la fattibilità del progetto in tre possibili locations, Bruges, Berlino, e in Francia, nel sud dell'Alsazia. Nel 2008 impiantano sul tetto della brewery 1.561 pannelli solari (segno anche della loro sensibilità ambientale) che gli dovrebbero permettere di dimezzare i costi energetici. Venendo al range produttivo, gli Stone hanno 8 birre che producono regolarmente tutto l'anno e 5 birre "speciali",  che producono periodicamente. Il progetto birrario più "curioso" è quello chiamato Stone Vertical Epic: hanno cominciato il 2 febbraio del 2002 (02.02.02), finiranno il 12.12.12; il loro, quindi, è più di un piano triennale, è decennale. 10 birre brassate una sola volta l’anno,un giorno (e un mese) sempre dopo la data del brassaggio precedente, e da assaggiare tutte insieme all’ultima. Per festeggiare la fine dei tempi, come il calendario Maya sembrerebbe affermare. Numerosissime poi le collaboration beers, per brassare le quali hanno coinvolto birrifici di tutto il mondo: Brewdog, Nøgne Ø, Dogfish Head, Mikkeller, Firestone Walker, Maui, Jolly Pumpkin, Vittoria.

Stone Smoked Porter, una delle otto birre stabili della brewery di Escondido, una delle prime brassate (la prima cotta è del dicembre 1996, lo stesso anno d'apertura della brewery). E se c'è restata, fra le stabili, per così tanto tempo, il motivo c'è: è che questa birra è particolarmente ben riusita, beverina e delicata nonostanta l'impostazione (e lo stile) non banale. Una porter dalla gradazione conforme allo stile (abv 5,9%), nella quale il tocco di affumicatura dovuto all'uso di peat smoked malt è ottimamente integrato da una luppolatura omogenea e rinfrescante (usati il Columbus e il Mount Hood, per un impensabile IBU di 53). Il colore è un mogano profondo, la schiuma, dal tenue color cappuccino, è fine e cremosa, e veicola fin da subito quella fumosità sottile che la caratterizza, assieme ad alcune note "bruciacchiate" ma eleganti di caffè e un soffio di cacao. Siamo a metà strada fra il ricordo del fuoco preparato per il barbecue e quello di un bel caffè/cappuccino. In bocca è soffice e cremosa, con il palato che ne apprezza fin da subito varietà e complessità, ben sostenute da una carbonazione più che adeguata. Si alternano, nella degustazione, le note abboccate, caramellate e leggermente affumicate del malto con quelle fresche, asciutte e ripulenti della piacevolissima luppolatura, che conferiscono alla birra il necessario equilibrio. Piccola alzata di testa gustativa nel finale, con un po' di liquirizia che si affaccia, assieme ad un tocco di caffè, il ricordo delle quali si deposita nella sensazione gustativa finale. Non un catrame che asfalta, assolutamente, bensì una vera porter, resa più "vivace" dal leggero "strato" di fumo e dal sapore tenue di torba. Assaggiata in bottiglia da 0,65; alc. 5,9% vol.; ©Alberto Laschi

11 Responses to “Stone Brewing e la Smoked Porter”

  1. INDASTRIA

    Ottima birra. "precisa" come tutte le stone
    Forse non raggiunge l'eccellenza della alaskan smoked porter per esempio.

  2. Alberto Laschi

    Tutti me en hanno parlato bene, della Alskan Smoked, ma non ho ancora avuto l’occasione di assaggiarla. Mi dicono sia al top del range

  3. Alberto Laschi

    una domanda “interessata”: sai in che modo poterla “acchiappare” dalle nostre parti, nel senso di Italia? Oppure l’unica risorsa possibile sono i “soliti” beershop on-line europei? Grazie

  4. INDASTRIA

    no niente beer shop per la smoked. Abbiamo tradato con utenti americani di beeradvocate.

  5. Alberto Laschi

    thanks per la risposta; speravo in una “dritta” più operativa (per me), ma me lo immaginavo che era un “casino” raccattarla

  6. Alessio

    Io ho recuperato tre Stone in un supermarket statale (systemblogat) a Goteborg, settimana scorsa.

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