Le Zoigl bier in Birrerya

Esistono delle prove documentali che già nel XIII secolo c’erano in Germania, in quella regione che oggi si chiama Oberpfalz (l ‘Alto Palatinato, un distretto della Baviera, confinante a Est con la Repubblica Ceca e a Ovest con la Franconia), almeno dieci città che si erano “dotate” di sale di cottura per la birra di proprietà “pubblica”. Erano le antesignane delle 75 città che nel 1854 ancora continuavano questa tradizione secolare nei propri Kommunbrauhaus (birrifici comunali). Oggi, queste piccole cittadine si sono ridotte cinque, e precisamente: Eslarn, Falkenberg, Mitterteich, Neuhaus e Windischeschenbach. Qui ancora viene prodotta la Zoiglbier, la birra “comunale” (verrebbe quasi da dire l’ ultima “birra comunista”).
 
 
Innanzitutto il nome di questo stile birrario (di fatto, una kellerbier un po’ più effervescente), che gli deriva dalla trasformazione del termine “zeigl”, che compare per la prima volta in documenti ufficiali nel 1508. Zeigl è la forma dialettale del termine tedesco “zeichen”, “segno”; successivamente il termine zeigl si trasforma nell’ancor oggi usato “zoigl”, un “segno” che si è poi concretizzato, nel caso della birra , nella Maghen David, la Stella di Davide, quella a sei punte. Simbolo medievale per eccellenza dei birrai, in quanto  riunisce in sé i tre elementi necessari per preparare la birra (acqua, aria e fuoco) e i suoi tre ingredienti essenziali (acqua, malto e luppolo; il, lievito ancora non si sapeva cosa fosse).
 
Ma chi è che la fa, e come la fa?  Alcune famiglie dei cinque paesi prima ricordati ancora oggi affittano, secondo turni rigorosamente calendarizzati, gli impianti del birrificio comunale, dove vi producono il mosto, che poi trasportano nelle proprie cantine con cisterne su ruote, “fornite” sempre dalle locali amministrazioni comunali. Dopo la necessaria (ma breve, quasi mai più lunga di due settimane) lagerizzazione, la birra viene spillata e servita direttamente nelle case di queste famiglie, che rendono nota l’avvenuta disponibilità della propria birra appendendo fuori dalla porta d’ingresso una insegna che rappresenta la stella a sei punte. Anche qui il calendario è rigorosamente organizzato e redatto, per non dar luogo ad inopportune sovrapposizioni, e tutti lo possono consultare su alcuni siti internet (www.zoigl.de e www.zoiglbier.de) e sulla stampa locale. Un vero e proprio meccanismo ad orologeria, si può dire, che permette a tutti di avere la medesima possibilità di far conoscere, e vendere, la propria birra, in ambienti poco più che familiari, a prezzi contenutissimi.
 
 
E che birre sono? Birre a bassa fermentazione, di solito dal bel colore ramato, dovuto all’uso di malti abbastanza tostati, non filtrate, non pastorizzate, ben luppolate, con gasatura relativamente bassa (un po’ più accentuata, invece, nelle loro versioni in bottiglia), con un contenuto alcolico difficilmente superiore al 5%. L’uso dei luppoli provenienti dalla zona dell’Hallertau conferisce a queste birre una bella nota erbacea, comunque mai invadente o esacerbata, e sono ancor più spesso caratterizzate anche da una gradevole nota mielata. “Esageratamente” beverine, rotonde e leggere, difficilmente sono vendute fuori dalla loro zona di produzione, la Baviera, appunto.
 
 
Per questo sono una quasi-rarità, che però Birrerya è riuscita ad inserire nel proprio catalogo. Ovviamente è la versione imbottigliata delle zoigl, solitamente servite solo alla spina, che alcuni birrifici artigianali di quella zona producono per il consumo locale; ma perfettamente in grado di rendere ragione e/o rappresentare questo particolarissimo stile birrario. La prima di queste è la Friedenfelser Steinwald Zoigl, del birrificio bavarese Friedenfelser, attivo fin dal 1886, e che affianca alla sua attività di produzione birraria anche quelle di coltivazione biologica, gestione forestael, produzione di energie da bio-masse. La sua Zoigl è perfettaemente aderente alla tipologia che ho sopra descritto: ramata, leggermente velata, dalla gradazione alcolica perfettamente nel range (4,8%). Bel naso, luppolato e delicatamente caramellato, decisamente carbonata, corpo esageratamente beverino, leggero e scattante: un tocco di miele, un malto appena appena pronunciato, un erbaceo da fieno tagliato come sensazione finale, per una corsa leggera ma non esitante. Perfetta per una bevuta poco impegnativa.

4 Responses to “Le Zoigl bier in Birrerya”

  1. 13th

    Scusa la domanda ingenua… tu parli di fermentazione/maturazione di 2 settimane. Ma la lagerizzazione non la fanno?

  2. Alberto Laschi

    Mi scuso per l’errore; mi è “scappato” sulla tastiera una Fermentazione/maturazione al posto di lagerizzazione. Correggo subito. Grazie

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