La prima schwarzbier, di Port Brewing, su Birrerya

La prima “birra nera” (schwarzbier) nel catalogo dei Birrerya non è una tedesca, come ci si potrebbe legittimamente aspettare, bensì una birra made in USA. Americana della California, per di più,  brassata da quei “maghi” della Port Brewing, ispiratisi, per questa birra (come per altre, vedi la Panzer Pils), alla tradizione brassicola tedesca. Nel contesto della quale questa tipologia birraria occupa un posto di rilievo, da tempo. Le radici di queste birre scure, quasi nere, a bassa fermentazione, sono in Turingia e Sassonia, nella parte est della Germania. Risale al 1543 la prima attestazione ufficiale della produzione di una birra di tale tipologia in Turingia, una birra chiamata Kostritzer, ancor oggi prodotta dall’omonima brauerei di Bad-Köstritz. E’ invece ancor più antica la prima schwarzbier conosciuta, la Braunschweiger Mumme, che era prodotta in Sassonia, la cui esistenza è “certificata” da documenti storici risalenti al 1390. Una tipologia, questa, che era caduta un po’ in disuso, anche all’interno della Germania stessa, molto radicata nei territori della “defunta” Germani Est, ma molto poco diffusa nella parte Ovest. Nella quale comincia a fare la propria ricomparsa subito dopo la riunificazione del 1990, con la Kulmabcher, che immette con successo nel mercato una serie di prodotti sotto il marchio Mönchshof, che riscuotono un buon successo. Nate per “contrastare” il predominio commerciale delle lager bionde, con un improvviso cambio dei lieviti usati per brassarle (si cominciano ad usare quelli da lager, mentre prima si usavano quelli per l’alta fermentazione), di fatto si trasformano in lager sempre più scure (che già in Baviera si erano già cominciate a fare), grazie all’uso di malti torrefatti. Che in parte le fanno assomigliare un po’ alle Munchner Dunkel, dalle quali però si differenziano per un corpo più leggero, un gusto mediamente più asciutto e deciso, ma soprattutto per un sentore di “bruciacchiato” (caffè, cioccolato) deciso e ben riconoscibile. Scure, molto scure, quasi nere, chiamate anche schwarzpils, hanno gusto pulito, corpo rotondo e snello, nessuna percezione di fruttato al palato, delicatamente maltate e nettamente “affumicate”, con un gradazione alcolica che non supera quasi mai i 5%.
 
 
Più vicina ad una rauchbier, che ad una stout (degustativamente parlando) è questa Port Brewing Midnight Session Lager, una birra da “sessione notturna” sulla Moonlight Beach di San Diego. Nera come la notte, dalla schiuma fine e abbastanza persistente e dall’insolito (per essere una lager) color cappuccino, non nasconde assolutamente, fin da subito, il proprio essere “tosta” e “bruciacchiata”. Il naso, comunque fresco e leggero, rivela immediatamente la propria natura sweet-smoked, con un bel po’ di caffè bruciacchiato e polvere di cacao che si fanno largo in una generale sensazione di delicatezza, pulizia ed equilibrio. Ha un corpo rotondo, non proprio leggero e beverino (il tostato/affumicato anche qui si da molto da fare), che però lascia una decisa impronta di freschezza, Non ha la cremosità, o pastosità, di una stout, è relativamente “semplice” come una porter, è decisamente affumicata come una rauchbier, ma con una minor gradazione alcolica, che ne supporta meglio la caratterizzazione. Anche la carbonazione, decisa ma non eccessiva, contribuisce ad alleggerire il tutto, fino alla corsa finale, che lascia una bella sensazione di amaro tostato su lingua e palato. Berne da solo l’intera bottiglia da 0,66 cl. non è proprio impresa da poco (magari d’estate la cosa riesce senz’altro meglio), ma una bella 0,33/0,50 di questa lager va sicuramente giù che è una meraviglia. Per concludere, è di non più di 20 giorni fa la notizia di un piccolo, ma doveroso cambiamento nel nome e nella label di questa birra, che si chiama adesso Port Brewing Midnight Expression Lager; questo per una cortesia, ritenuta doverosa da parte di Port Brewing, nei confronti della Full Sail Brewing, che aveva precedentemente registrato un marchio “simile”. Assaggiata in bottiglia da 0,66; alc. 5% vol.;

3 Responses to “La prima schwarzbier, di Port Brewing, su Birrerya”

  1. INDASTRIA

    adoro le schwarz. Molto bella la trattazione sulle loro caratteristiche.
    Purtroppo in italia come stile lo conoscono davvero in pochi; così come altri stili tedeschi.
    Adoro anche la port brewing ma devo dire di non aver ancora provato la midnight nonostante la bottiglia aspetti in cantina da due mesi.
    Da quello che ho sentito in giro non molti hanno capito questa birra proprio perché non conoscono lo stile d'origine.

  2. Alberto Laschi

    Siamo in due, ad adorare le schwarzbier, che trovo molto "ruffiane" e un capellino meno scostanti delle rauchbier. Avercene! Concordo sul fatto che nel caso di questa tipologia molti la "scansino" perchè poi non ne conoscono, fattivamente, le caratteritiche e, soprattutto, la filosofia produttiva. Questa cosa però, penso, capiti abbastanza spesso: molti che fanno finta di saperne e capirne tanto, di birra, poi alla fine, ne hanno solo una conoscenza sommaria, che non permette loro di avere una visone organica e specifica. Sulla birra di Port Brewing ti confermo quanto già scritto sopra: ero da solo, l'ho bevuta da solo e una 0,66 è comunque "tanta roba": in più le condizioni climatiche (stava nevicando) non aiutavano la beva di questa birra, che ritengo perfetta e sicuramente più godibile per la stagione più calda.

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