Danimarca, ancora Danimarca …

Non tutta … la Danimarca viene per nuocere. Ormai è diventata quasi una routine parlare, nel bene e nel male, di ciò che viene giù, birrariamente parlando, dal nord Europa; la loro attuale frenesia produttiva li espone al rischio di svillaneggiamenti vari, ed è relativamente facile accusarli di brassare con la qualunque, dando vita, a volte, a risultati inguardabili e imbevibili. E’ però altrettanto innegabile il fatto che lassù  c’è anche gente che il proprio mestiere lo sa fare, e sforna birre che sono dei veri e propri gioiellini (se n’è accorta anche la stampa “ufficiale”).  Proprio in tre danesi, e in tre loro (ottime) birre, mi sono imbattuto in quel dell’Indipubs; di loro mi fa piacere parlare, qui di seguito, proprio per “distinguerli” dal mucchio selvaggio. Sono Beeer Here, Kissmeyer Beer e Fanø Bryghus.

Lo so, mi piace vincere facile, e quindi parto con Beer Here, che sta davvero spopolando nella mia personale beer parade. Tutte le volte che incoccio in un prodotto dell’asso Christian Skovdal Andersen mi si accende la lampadina. Dopo la Hopfix e la Dark Hops, a Vezzano sul Crostolo mi sono imbattuto nella sua Kama Citra, e da lì più niente è stato come prima. Una single hop brown ale, tecnicamente, una meraviglia, praticamente. Una di quelle birre che ti si piantano in testa, e da lì non le schiodi più: caramello, cereale e una vaga sensazione “cioccolatosa” che si integrano perfettamente con il pompelmo/melone/albicocca che il Citra elargisce a piene mani. Tutto perfetto in questa birra: la schiuma (cremosa e persistente), il colore (un bell’ambrato carico), l’equilibrio gustativo ed olfattivo: tutto calibrato al millimetro. Poi, se te la spilla anche il Colonna …. Assaggiata alla spina; alc. 7% vol.; © Alberto Laschi

Anders Kissmeyer è uno dei padri nobili della birra danese. Per 16 anni è stato alla Carlsberg, negli ultimi anni come direttore del dipartimento di controllo di qualità di tutti i prodotti Carlsberg. Laureato alla “Den Skadinaviske Bryggerihøjskole“, la sua vita professionale cambia quando entra in contatto con il mondo dei microbirrifici americani, e con Garrett Oliver della Brooklyn Brewery in particolare, che gli fanno prendere seriamente in considerazione nuovi orizzonti produttivi. Per questo nel 2000 molla Carlsberg e apre a Copenaghen la Nørrebro Bryghus, che doveva essere, nella testa di Anders, una innovativa fabbrica di birra. E lo è stata, a lungo, ma le difficoltà economiche intervenute hanno “costretto” Anders ad uscire dal progetto nel 2010, lo stesso anno nel quale da l’avvio al suo nuovo, personale progetto, la Kissmeyer Beer & Brewing. Un birrificio senza impianto (dev’essere una specie di moda da quelle parti …),  con Anders che brassa le proprie birre solo con quei birrai che lui ritiene a sé affini per competenza, qualità e “karma birrario”. Progetto autorevole e ben definito, che per ora ha visto coinvolti tre birrifici. In collaborazione con la danese Fanø Bryghus Anders ha brassato la Kissmeyer n°7 Honey Porter, la danish version di una porter inglese, con l’aggiunta di miele di erika. Per farle dare il meglio di sé occorre farla riscaldare nel bicchiere: allora regala una bella sensazione calda e morbida di caffè, dalla tostatura gentile, e una mielatura non stucchevole. Molto particolare la nota leggermente “salata” che salta subito al naso, ben costruito il finale secco e asciutto. Assaggiata alla spina; alc. 6,5% vol.; © Alberto Laschi


Fanø è una piccola isola nel sud ovest della Danimarca, raggiungibile solo con il traghetto: 3.000 abitanti stabili, 30.000 in estate (soprattutto tedeschi in vacanza). La Fanø Bryghus si trova proprio al centro dell’isola, ed è rinata a nuova vita (produttiva) nel 2009, quando Claus Winther l’ha ri-finanziata (era praticamente in bancarotta) e sono approdati sull’isola i due nuovi mastri birrai, americani tutti e due: Shaun Hill (che poi se n’è tornato negli USA ad aprire la rampante Hill Farmstead Brewery) e Ryan Witter-Merithew (ex Duck Rabbit Brewery e adesso head brewmaster di Fanø Bryghus). Sette le birre attualmente prodotte, ma a Fanø si lavora tanto anche per altri birrifici (Grassroots, Croocked Moon, Evil Twin, Kissmeyer e anche Mikkeller). La Vestkyst (West Coast in danese) è la loro APA, che sembra tanto una IPA, bella, fresca, beverina, agrumata, secca, erbacea e resinosa. Tutto il catalogo completto dei flavours d’Oltreoceano. Non una beva impegnativa, la Vestkyst è una birra non aggressiva, elegante nella sua costruzione e corretta nella sua esecuzione. Bello il cappello cremoso di schiuma, classico l’ambrato carico. Una session beer con i controfiocchi. Assaggiata alla spina; alc. 5,7% vol.; © Alberto Laschi

7 Responses to “Danimarca, ancora Danimarca …”

  1. Dan

    “Beer Here, che sta davvero spopolando nella mia personale beer parade”:concordo pienamente con te, fa veramente delle ottime produzioni, una su tutte:Mørke Pumpernickel Porter!!!!!

  2. Alberto Laschi

    E’ una delle prossime birrre di beer here alle quali “farò la festa”

  3. Gennaro

    A settembre avremo il piacere di lavorare io e claudio ad Arcidosso – Amiata su un progetto comune insieme a Ryan Witter e Mike Murphy. La prima cotta sarà pubblica, per cui gli appassionati potranno venire a vedere come lavorano due grandi professionisti della birra e due umili birrai amiatini!
    A presto e complimenti.

  4. Alberto Laschi

    Ciao Gennaro,
    avete già un’idea delle date, a settembre, nelle quali brasserete?

  5. News in ordine sparso | inbirrerya

    […] i grandi successi birrari che in questi ultimi tempi hanno fatto conoscere in tutto il mondo la Fanø Bryghus. Ryan, come ci ha detto Bruno Carilli, lascerà il progetto produttivo danese per spostarsi in UK […]

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