In giro, per birre

Pausa dal lavoro, nelle scorse due settimane, ma non dagli assaggi e dai tours birrari, per me: dei primi vi darò conto via via (molta roba bbbuona è passata dai “miei” bicchieri), dei secondi ne parlo adesso. In birra veritas, la festa per  il 2° compleanno della Birroteca di Greve e Birreggio: queste le mie tre (principali) mete birrarie di questi ultimi giorni, nelle quali ho incontrato e salutato amici, assaggiando più di un abuona birra, perfezionando, in questo modo, l’assaggio del portfolio birrario di alcuni birrifici. Comincio con Brewfist, birrificio lodigiano attualmente molto “in”, del quale avevo in passato già assaggiato un paio di birre e che fra Bibbiano e Reggio ho quasi del tutto finito di “testare” (mi manca solo la Jale). Già mi erano molto piaciute sia la Burocracy che la Space man: un giudizio altrettanto positivo ho ricavato dall’assaggio della Fear e della 24 k, una milk choccolate stout la prima, una golden ale la seconda, assaggiate entrambe dopo una ottima spillatura a pompa. La Fear me l’ha servita l’amico Maso del Dickinson Pub, e devo dire che mi ha davvero colpito: non c’è nulla di particolare per la quale si distingue, è la birra nel suo insieme che è veamente ben costruita, ottimamente bevibile e speccitamente equilibrata. Prodotta con lattosio e malto d’avena in bollitura, con l’aggiunta di fave di cacao in maturazione (in una “specie” di dry hopping), è rotonda e morbida, senza essere eccessivamente avvolgente nè esageratamente “appiccicosa” (a volte il lattosio regala questo effetto indesiderato); leggere note di cacao, una moderata granulosità che ne facilit la beva, schiuma cremosa al punto giusto. 24 IBU e 5,2% vol. di quasi perfezione, nel suo genere. Per la 24 k tutta un’altra storia, in quel di Reggio Emilia, per l’annuale edizione di Birreggio nella quale TNT/Birrerya era ospite (assieme a Cesare dell’Orso Verde): una golden ale molto vicina al concetto di session beer (anche se, nel caso di Brewfist, dovessi scegliere una, di session, direi assolutamente Burocracy), spillata a pompa dagli amici della Carboneria Reggiana. Brassata con malti inglesi luppoli americani e tedeschi (hellertauer saphir), ha agilità alcolica (4,6% vol.), IBU moderato (30) e beverinità assoluta, con i giusti toni erbaceo/fruttati regalati da una luppolatura davvero azzeccata. Un po’ esile, nel suo finale, sottile anche il naso: una maggiore personalità in questi due segmenti non le scomoderebbe. Appena assaggiata la birra,  ho avuto anche l’occasione di parlarne con Pietro di Pilato, il birraio di Brewfist, in visita a Birreggio e che si è venuto molto carinamente a presentare allo stand di Birrerya; una mezz’ora spesa bene, perchè abbiamo potuto conoscere uan  persona diretta e simpatica, con idee produttive e orizzonti commerciali chiari e definiti, in possesso del “giusto” orgoglio per un progetto birrario serio all’origine e più che apprezzato nel presente, tanto apprezzato che il già poderoso impianto da 30 hl. (poderoso almeno per i volumi ai quali siamo abituati in Italia) sembra essere già non più sufficiente a reggere il ritmo della domanda. Beato lui. Sempre a Birreggio, e parlo di “casa nostra”, molto apprezzata da tutti (birrai presenti in primis) la Taras Boulba dei ragazzi di De La Senne, “fumata” la Rodenbach che già si era fatta molto notare all’Indipub, De Ranke con la Gouldenberg e la Saison de Dottignies davvero indiscutibile, molto frequentata, nonostante la tempertaura non proprio frescheggiante, la robusta St. Bernardus Prior, seccata in poco tempo la Saison Dupont con dry hopping. Facendo un passo indietro, nel tempo, a Greve, nell’ultimo fine-settimana di Giugno, ho fatto visita agli amici Michela e Piso per il 2° compleanno della sempre frequentata Birroteca. Line up delle spine totalmente monopolizzata da Toccalmatto, con Allo in prima fila per l’intera domenica. Nella simpatica “confusione” dell’evento, una bella chiaccherata con gli amici di Pinta Perfetta, l’assaggio volante di un paio di nuove birre della Vecchia Orsa, un bel pomeriggio passato assieme agli amici del neo-nato Birrificio del Forte di Pietrasanta, l’assaggio di un paio di birre di un nascente birrificio pratese, e (per me) un paio di falle gustative da tappare. Dopo essermi subito tolto il pensiero di assaggiare la sempre intrigante Zona Cesarini spillata a pompa, mi sono dedicato alla Stray Dog e alla Grooving Hop, le due birre di Toccalmatto che mi erano da sempre sfuggite. La Stray dog, per come l’ho assaggiata allaspina, avrebbe reso maggiormente se servita a pompa; parere mio personale, ma la spina non le ha reso molto giustizia. Molto watery, molto, non un mostro di caratterizzazione, una bitter senza nessuna punta di asprezza e astringenza luppolata; 4,2% vol., va giù che neanche te ne accorgi, tanto da doverne richiedre immantinente un secondo assaggio, ma corre il rischio di non farsi molto ricordare. Una maggiore ruvidità la renderebbe senz’altro molto più “individuabile”. La Groving Hop è una golden ale agilmente luppolata (nelson sauvin che guerreggia assieme a Perle e Hallertau Mittelfruh) e tranquillamente alcolica (solo 4,3% vol.), ergo, si potrebbe anche in questo caso parlare di session beer. Leggera è leggera, un po’ più personalizzata rispetto alla Stray ma anche in questo caso una acquosità proprio al limite non la rende slavata, ma ne attenua un po’ troppo la carica amaricante. Più di uno dei presenti l’avrebbe vista meglio nella versione spillatura a pompa. Ma, come direbbe qualcuno, non “stamo troppo a smacchià i leopardi“: birre così, solo 5 o 6 anni fa, erano ancora in mente dei e nei sogni di più di un appassionato (me compreso); il fatto di poterle bere, e di farlo con una maggiore (ed inusitata) frequenza ci ha resi sempre più esigenti (o troppo brontoloni …).

One Response to “In giro, per birre”

  1. Michela

    La Stray Dog era a pompa il Sabato sera, ma la domenica abbiamo attaccato il cask di Zona con dry-hopping ed è stata una scelta obbligata avendo solo una Hand pump….comunque siamo d’accordo con te, infatti la prima volta che si assaggiò era a pompa al Bir&Fud…..che bontà!!!!!

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