De Molen, Borefts festival e Op & Top, versione “doppia”

Non ci posso andare, e lo dico con un po’ di rimpianto, salutando, nel contempo, gli amici di Pinta Perfetta che invece riusciranno ad essere presenti. Sto parlando del 3° Borefts Festival in quel di Bodegraven, la casamatta di De Molen, che, a leggere la lista dei birrifici (e relative birre) partecipanti quest’anno dovrebbe davvero fare il botto. Partito relativamente “piano nel 2009 (con De Molen, Närke, Revelation Cat, Mikkeller, Struise, Alvinne, Beck Bräu ed Emelisse), “stabilizzatosi” nel 2010 (Mikkeller, Marble, Alvinne, Närke, Emelisse, Struise, Revelation Cat, Midtfyns, Haandbryggery), con l’edizione 2011 che sembra essere quella della definitiva consacrazione. De Molen, Mikkeller, Marble, Emelisse, Närke, Thornbridge, The Kernel, Nøgne Ø, Amager, Sint Christoffel, Struise, con Valetr Loverier che prende il posto, quest’anno, di Revelation Cat con le birre targate Loverbeer a “difendere l’onore” dei birrifici artigianali della zona Mediterranea. 12 birrifici e 89 birre a disposizione degli astanti, secondo quanto descritto sul sito olandese alla voce birre e birrifici del festival. Una vera e propria orgia birraria, con una serie impressionante di nomi e birre, alcune delle quali del tutto introvabili dalle nostre parti. Che poi sia tutto facilmente tracannabile non è proprio detto, vista la fama di “brassatori di pigne” che alcuni dei birrifici presenti si portano in dote. Fa estremamente piacere, almeno dal mio personale punto di vista, vedere Valter Loverier in questo contesto birrario d’eccellenza, con le sue birre che, ne sono convinto, stupiranno il palato di più di un consumatore nordico, sicuramente poco avvezzo a tanta ricchezza e raffinatezza produttiva. Aspetteremo il report di Gabriele & co. per farsi un’idea (purtroppo per interposta persona) di come siano andate le cose da quelle parti.

Per “consolarmi” della mancata partecipazione, sono sceso in cantina, e mi sono concesso una degustazione “doppia” di una fra le birre più conosciute di De Molen, la bitter ale Op&Top, una “inglesina” di 4,7% vol., brassata con luppoli Premiant (per l’amaro) e  Cascade e Amarillo per l’aroma, con un IBU di 30. Una birra che, in piena tradizione De Molen, vanta già tre ulteriori varianti: la Hout & Hop, una Op & Top con aggiunta di Bretta, presentata allo Pre-ZBF di Alvinne quest’anno, la Op&Top Amarillo, con il solo amarillo usato in dry hopping e la Op&Top Sorachi Ace, usato in solitaria nel dry hopping. Parlavo di degustazione “doppia”, perché in cantina avevo una Op&Top versione 2010 (brassata il 1° luglio e imbottigliata il 29 dello stesso mese) e una serie di Op&Top versione 2011 (brassata il 9 Aprile e imbottigliata l’11 maggio scorso). E quindi le ho bevute in parallelo, per tentare di carpirne (laddove si fossero presentate) le eventuali differenze, oltre alle somiglianze, ovviamente. Risultato finale: non sono la medesima birra. O meglio, voglio sperare che la netta differenza fra le due bottiglie sia dovuta soltanto alla differenza d’età, un anno di bottiglia per la versione 2010, solo 5 mesi per la versione 2011. Fatta e finita la prima, “agitata” e ancora grezza la seconda. Grande luppolatura nella prima, una vera bitter, con l’amarezza rotonda del Premiant che avvolge e conquista lingua e palato, già preparati alla bisogna da una frizzantezza davvero sostenuta, dopo che il naso ha potuto apprezzarne il bellissimo profilo agrumato e (parzialmente) caramellato. Molto più terragna  e ruvida la versione 2011, con una sensazione di affumicatura erbacea non proprio al posto giusto, ed un naso nettamente più scarico della versione 2010, agrumato anch’esso, ma apparentemente molto più sfiammato (o più giovane). Ancora grezza al palato, oltre che nel colore, una ambrato molto più confuso della 2010, con il luppolo che non avvolge ma brucia, infiammando lingua  e palato e scomparendo troppo velocemente. A differenza della versione 2010, che regala invece un finale amaro, dissetante e persistente. Entrambe presentano lo stesso difetto nello sversamento: troppa schiuma, o meglio, una schiuma troppo esuberante, che impone tempi molto più rallentati nel trasferimento del liquido dalla bottiglia al bicchiere.

Voto: 9 – per la prima, 6 ½ per la seconda (di stima), da rivedere/riassaggiare con un po’ più di tempo in bottiglia.

Un’ultima curiosità: la Op&Top non compare nella Beerography sul sito di De Molen; eppure dovrebbe essere una di quelle birre che De Molen brassa “regolarmente” … i soliti birrai con i siti non sempre aggiornati

5 Responses to “De Molen, Borefts festival e Op & Top, versione “doppia””

  1. Daniele

    Appena tornato…..fantastico!!!!LoverBeer e Kernel su tutti per me poi le Spontanee e le sour di Mikeller ma che a dir il vero non mi han del tutto convinto,ottime alcune di DeMolen come la Fresh hopped Bhoemian!!!

  2. Alberto Laschi

    Mi fa davvero piacere per Valter!
    Kernel non mi è mai capitato sotto mano
    Giuro che l’anno prossimo, se lo rifanno, il Borefts non me lo leva nessuno!

  3. Daniele

    …Ah e poi tutte le vari “Bombe atomiche” Da10 e piu’ gradi (39%) Struisse e varie!!Anche Emellisse merita sopratutto quelle in botti di whisky Laprhoagh

  4. Daniele

    LoverBeer è stata una piacevolissima sorpresa anche per i miei amici inglesi e californiani.C’è stato solo un piccolo inconveniente con la Papessa che per degustarla bisognava aspettare minimo 10 minuti a causa della spinatura la quale aveva qualche problema….ma l’attesa ne è valsa la pena:magnifica!

  5. Alberto Laschi

    Confesso che di Emelisse non ho ancora assaggiato niente; molti ne hanno parlato bene, ma mi è mancata ancora l’occasione di metterci mano in maniera seria

Lascia un commento