Flying Dog’s In De Wildeman American Farmhouse IPA

Una bella, bellissima coppia, quella che sta dietro le quinte della altrettanto splendida Flying Dog’s In de Wildeman American Farmhouse IPA: Flying Dog, il birrificio di Frederyck, nel Maryland e uno dei pub storici di Amsterdam (per non dire europei), In De Wideman, appunto, “il selvaggio”. Una birra “commissionata” dagli olandesi agli americani per celebrare il 25° anniversario dell’apertura del proprio pub, una birra a tiratura limitata, per non dire limitatissima. Una delle rarissime bottiglie arrivate dalle nostre parti è finita nelle mani esperte degli amici di Pinta Perfetta, che ringrazio sentitamente per averla voluta condividere con me all’ Indipubs di Scandiano.


In De Wildeman è meta irrinunciabile per tutti coloro che, di passaggio o stanziali ad Amsterdam, vogliono bere della buona, buonissima birra: ospitato nei locali di una ex-distilleria, ha una line up di ben 17 spine, alle quali girano birre provenienti da tutte le parti del mondo e una carta delle birre che può contare ben più di 200 referenze (oltre ad una vasta scelta di sidri, uno dei quali solitamente anche alla spina). Per fare le cose per bene, gli olandesi hanno commissionato agli americani, per celebrare il giubileo d’argento della propria attività, una birra speciale, meglio, specialissima, venduta esclusivamente presso il locale olandese; una birra one shot (purtroppo), che rischia di diventare un ambitissimo oggetto da collezione (se non ritorna in giro). Una IPA american style, l’hanno chiesta così gli olandesi, ma che si potesse distinguere dal mucchio selvaggio delle IPA: per questo quelli della Flying Dog l’hanno preziosamente e sapientemente caratterizzata con una monoluppolatura data dall’uso del fantasioso citra e con una fermentazione “particolare”, data dall’impiego di lievito da saison. Da qui l’aggiunta, nel nome della birra stessa, dell’ulteriore specificazione data dall’inserimento del termine farmhouse: una ipa “contadina”, come “contadina” è stata l’origine delle saison, birre tipiche delle campagne belghe. Una birra “bella” fin dalla label, disegnata nello splendido Flying Dog’s style, o meglio, Ralph Steadman’s style; bella nel colore, un dorato/aranciato leggermente nebuloso; bella nella schiuma, fine e cremosa, fragrante e persistente. Il citra fa fin da subito il suo “sporco” lavoro: si affaccia dalla schiuma e si insinua prepotentemente nel naso con  la sua ricchezza di frutta tropicale, mai eccessivamente ridondante però, bensì sobria ed elegante. Non satura i recettori olfattivi, ma li stuzzica e li soddisfa senza stramazzarli. In bocca la birra è pulita e asciutta, con un leggerissimo erbaceo iniziale che è costretto a farsi velocemente da parte perché dalla corsia di sorpasso ritorna a tutta velocità il frutteto che porta in dote il citra, opportunamente e vigorosamente ripulito dal lievito asciutto e pungente che davvero riporta alla memoria (gustativa) le migliori saison del Belgio. Una birra dalla corsa lineare e non monotona, coerente dall’inizio alla fine: il regno dell’equilibrio, perché qui nessuno ci è andato con la mano pesante con nessuno degli ingredienti messi nel pentolone. Nessun effetto speciale, ma un grande, bellissimo effetto complessivo, che la rende piacevole e soddisfacente dall’inizio alla fine. Per assurdo, ma non troppo, per quello che mi riguarda, una delle migliori (se non la migliore) birre di Flying Dog: la tragedia è (a tutt’oggi) non poterla più ritrovare in giro. A meno che qualcuno, là nel Maryland, non cambi idea in tempo e la rimetta in giro (anche sotto falso nome …). Speriamo (fa il pari, per spettacolarità, con la Kama Citra di BeerHere, secondo me). Assaggiata in bottiglia da 0,75: alc. 7,5% vol.; © Alberto Laschi

4 Responses to “Flying Dog’s In De Wildeman American Farmhouse IPA”

  1. Daniele

    Bevuta sabato passato proprio al In De Wildeman…veramente ottima!!!Sul tuo profilo FB la prova!! 🙂

  2. Federico

    Durante un weekend lungo ad Amsterdam a maggio di quest’anno io e la mia ragazza probabilmente ne abbiamo bevuto mezzo fusto. Al bancone sempre facce sorridenti ad attenderci, bellissimo posto.

  3. Gabriele PP

    Felici di averla condivisa 🙂
    Simon del Wildeman mi parlava di una cosa come circa 230 bottiglie prodotte, e qualcuna al Bierkoning (uno dei beershop di Amsterdam) si trova ancora.
    Non ho idea invece del numero di fusti, ma dovevano essere parecchi dato che continuano a far bella mostra di sè dietro al banco del Wildeman.

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