Lo si può tradurre in un solo modo, ma lo si può interpretare in molti modi. “Ho contribuito a costruire un monastero”: è lo “slogan” scelto da Colruyt, in accordo, penso, con i monaci dell’abbazia di St. Sixtus a Westvleteren, per lanciare, il prossimo 3 novembre, il coffret “Pierre d’Abbaye”, contenente 6 bottiglie di Westvleteren 12 (o XII, come compare sulla foto ufficiale) e due bicchieri da degustazione serigrafati con lo stesso logo. Alla fine ce l’hanno fatta, portando a compimento un progetto che ai più sembrava impossibile, meglio, quasi “eretico”: sto parlando di Colruyt (il colosso belga della grande distribuzione, con oltre 4,5 miliardi di euro di fatturato annuo) e dei padri cistercensi di Westvleteren, che a prima vista paiono aver chinato l’augusto capo di fronte alla legge del mercato (e/o del profitto). E’
passato un anno dalla notizia, commentata anche su Inbirrerya, che riferiva di una certa qual vox populi che parlava di un possibile accordo fra gli attori sopra menzionati per la vendita, nei negozi della grande catena della GDO, delle celebratissime, superpremiate, ma anche rare birre del monastero trappista. Era il 28 ottobre 2010; ieri, 13 ottobre 2011, esce il comunicato stampa di Colruyt e dei monaci, che ufficializzano il tanto paventato natrimonio. Dal 3 novembre prossimo saranno posti in vendita 93.000 coffret Pierre d’abbaye, al costo di 25 € cadauno: li si potranno acquistare nei negozi GDO presentando alle casse con sottomano una copia di tre quotidiani belgi (Knack, Le Vif, Standard), fino ad esaurimento delle scorte, che saranno proporzionate ai volumi di vendite che ciascun punto vendita di Colruyt fattura. L’idea grafica del coffret (e della serigrafatura di bottiglie e bicchieri) è stata partorita dallo studio belga Eclips Design, la realizzazione pratica è stata affidata al personale del laboratorio Westlandia di Iper, i costi di produzione e confezionamento se li sono pre-accollati quelli della KBC. Se li vendono tutti (e non ho dubbio che lo facciano), i padri trappisti incasserebbero 2.325.000 €, cifra alla quale dovrebbero essere detratte le spese sostenute per la progettazione e il confezionamento del coffret, visto che Colruyt, ufficialmente, non ci ricava nulla, offrendo
(sembra) a titolo gratuito la propria rete distributiva per questa iniziativa. Finalizzata alla ricostruzione/consolidamento/ampliamento dell’abbazia trappista, il cui precario stato di salute (architettonico) fu certificato nel 2008. I lavori di consolidamento sono iniziati nella seconda metà del 2008, ma i soldi, a quanto pare, non sono bastati, e i monaci, per completare il progetto affidato all’architetto Bob Van Reeth, hanno pensato a questa “vendita straordinaria” (la prima al di fuori delle mura dell’abbazia). Dal Settembre 2010, lo si apprende adesso, i monaci/birrai, forzando il loro naturale ritmo produttivo, hanno fatto ogni mese (e messo da parte per l’occasione) una cotta straordinaria della loro 12: 558.000 bottiglie in tutto, l’esatto ammontare dei 93.000 pacchi, il “sogno (non più) proibito” di tutti gli appassionati di birra.
Queste le notizie, tutte vere (purtroppo). Lo confesso: sono un purista, per quanto riguarda Westvleteren (e non solo). Le loro birre le ho solo e sempre acquistate ritirandole dalla portineria del monastero, o bevute all’ In De Vrede, lì di fronte. Non ci sono mia state vie traverse o alternative, per me: le birre di Westvleteren sono solo questo. Perché
hanno le radici in quel luogo, e solo quel luogo le autentica. Pazienza se non le trovi sempre; pazienza se ti rimane la voglia; pazienza se i padri non mantengono sempre la “parola”. Westvleteren è anche e soprattutto questo. Le 558.000 bottiglie messe in vendita saranno sicuramente ottime, non ho nessun dubbio in proposito; ma pensare di poter accattare uno o più coffret sullo scaffale di un qualsiasi supermercato me le fa automaticamente cadere di grazia. Vedere poi la bottiglia originariamente nuda così grossolanamente serigrafata e inserita in un “pacco” così pacchiano e così poco austero (l’immagine è tratta dal sito TrappistBier Beleven) mi conferma in grazia nel mio rifiuto. Di allettante, ovviamente, c’è solo il prezzo, ma non tutto ha necessariamente un prezzo. Questa vendita “all’ingrosso” è davvero la fine di un mondo. Non necessariamente, spero, l’inizio di un nuovo mondo, o di un nuovo modo di porsi sul mercato da parte dei monaci di St. Sixtus. Anche se i loro confratelli già da tempo li hanno preceduti (sugli scaffali della GDO).
P.s.: per la Brutal IPA di Rogue, della quale ieri avevo promesso di parlare, l’occasione è solo posticipata.
tristezza…
Ancora non ho avuto occasione di provare la perla delle birre trappiste…
Certo, venderla in questo modo è come snaturala.
Personalmente mi accontenterei di prenderla anche in un beershop; se non altro ci sono più garanzie sulla conservazione.
che sete !!
bella idea…e smettiamola di fare i puristi ortodossi !
beviamo bene e basta.
L’ortodossia è da sempre stata la più importante forma di difesa morale, culturale e religiosa nei confronti dell’imbarbarimento delle convinzioni e dei costumi. Non necessariamente l’ortodosso è pure un “purista”; sicuramente non è un “eretico”, nell’accezione greca del termine. Mai detto “basta” a chicchessia, e neanche “abbozzatela di fare così”: il diritto di critica si ferma alla pura constatazione di qualcosa che piace/non piace, sul quale penso sia legittimo esprimere approvazione/disapprovazione, sempre nelle forme dovute e corrrette. Liberi di leggere e condividere/dissentire; poi si danno (eventualmente) altri consigli, evitando però l’uso dei punti esclamativi.
[...] speculazione sulle proprie birre, hanno già “perso”: basta andare su e-bay e trovi il famoso-famigerato six(tus)-pack di Westvleteren, in vendita da oggi nei punti vendita Colruyt, che già folleggia nei suo vari [...]
[...] di Westvleteren, una notizia importante, che riguarda anche l’Italia. Ormai lo sanno tutti, della vendita flash il 3 e 4 novembre scorsi in Belgio dei 93.000 coffrets Pierre d’Abbaye, quelli che contenevano 6 bottiglie di Westvleteren XII e due bicchieri. Visto come sono andate le [...]