Se i monaci (o chi per essi) speravano di non scatenare la “solita” speculazione sulle proprie birre, hanno già “perso”: basta andare su e-bay e trovi il famoso-famigerato six(tus)-pack di Westvleteren, in vendita da ieri nei punti vendita Colruyt, che già folleggia nei suo vari impacchettamenti/spacchettamenti a cifre più o meno improbabili. Da un
immorale 250 € sparato secco secco per il pacco integro (sei bottiglie + 2 bicchieri) ad un più onesto (?) 99 € per lo stesso pacco integro (?); poi si possono trovare le sole sei bottiglie del pacco a 70 € e ciascuno dei 2 bicchieri a 7,16 €, e varie altre prezzature al momento ancora ondivaghe, alimentando ancora una volta la fama “maledetta” di “birre introvabili”, e quindi carissime.
Se invece i monaci (o chi per essi) speravano di fare cassa, ovviamente ce l’hanno fatta, e alla grande. Dei 93.000 pacchi messi in vendita a partire dalle 8.00 di ieri mattina 3 novembre nelle centinaia di punti vendita di Colruyt, alle 11,30 (fonte Colruyt) ne erano stati venduti già 66.000; alle 15.00 di ieri sera la stessa Colruyt ha pubblicato sul proprio sito l’elenco completo dei punti vendita e della disponibilità dei packs presso ciascuno. Ad occhio e croce, entro l’orario di chiusura dei negozi il 95% delle disponibilità dovrebbe aver preso definitivamente il volo.
Non ci sono state le scene di isteria di massa che solo pochi giorni fa hanno fatto cattiva mostra di sé a Roma , in occasione dell’apertura del nuovo punto vendita di una grande catena di prodotti per l’elettronica; lo raccontano i tre quotidiani coinvolti in questo progetto, De Standard, Knack, De Tjid, ma mi sarei stupito del contrario. In Belgio queste cose di solito non usano, la gente è molto compassata. Di gente comunque ce n’è stata tanta, fina dalla prima
mattina, infilata in ordinatissime code ad attendere l’apertura dei negozi per portarsi a casa (e/o mettere in vendita su ebay) il proprio, prezioso, unico, pacco di Westveleteren 12. C’è chi ha parlato di “giorno più memorabile nella storia della birra trappista, e forse nella storia della birra in generale”, di un avvenimento senza precedenti, di un evento imperdibile e auspicabilmente ripetibile. Tutti a scambiarsi messaggi, o meglio, a twitterarsi (mi sembra che oggi si dica così …) l’un l’altro sensazioni, emozioni, suggerimenti su come fare e dove andare a pescare qualcuno dei pochi pacchi ancora rimasti. Ne cito uno (pro domo mea), quello fuori dal coro: “Oggi guido fino all’Abbazia di Westvleteren, perché lì, nella pace e nella contemplazione, voglio comprare un po’ di birra da mettere in valigia”. Ce la possiamo ancora fare, quindi, per fortuna.
Mi rende un pò triste questa cosa, perchè penso che le cose più belle devono essere aspettate, ricercate, sudate e poi GODUTE. Qua invece…
E poi una domanda per te Alberto, la qualità sarà sempre la stessa???
Però il paragone tra le scene di follia collettiva per l’apertura di un Euronics o un Apple Store e la quanto meno “storica” uscita ufficiale della Westy dalle mura di St. Sixtus, è un po’ forzato.
Così come mi suona forzato, e pretestuoso, parlare di “inizio della fine”.
Bisognerà capire se i monaci avranno intenzione di proseguire su questa strada, o fermarsi non appena avranno raggiunto i fondi di cui hanno bisogno (secondo le dichiarazioni ufficiali). Staremo a vedere… nella peggiore delle ipotesi, beviamocela finché resta quel capolavoro che è.
Sono convinto che la qualità di questo six pack è senz’altro ottima.
A me dispiace, fondamentalmente, che si rischi di “sciupare” l’ultima nicchia produttiva “non omologata”, altera e strana, questo sì, ma comunque portatrice sana di una traiettoria produttiva e distributiva sui generis. Pecunia non olet, e una volta testata l’efficacia di un nuovo sistema commerciale, penso che sia difficile resistere alla tentazione di non replicarlo (più o meno spesso). E’ stata una giornata “storica” quella di ieri, indubbiamente, anche e soprattutto per Westveleteren, che però era tutta un’altra storia. Speriamo solo che abbia un buon finale, questa nuova storia; magari sono solo io quello che vedo il tutto un po’ in “nero” …
In questa vicenda non biasimo per nulla l’abbazia. Probabilmente sono anche in buona fede.
Invece biasimo gli appassionati di birra: geek o meno, americani e scandinavi in primis (gli italiani stanno a ruota) che stanno trasformando un ambiente nato con le migliori premesse in una sorta di circo.
Tra questa e la precedente vicenda della CBS davvero si son toccati notevoli momenti di ridicolo.
Udite, udite! La Westvleteren sbarca negli States. Apprendo dal blog Trappist Bier Beleven che per aprile 2012 la Shelton Brothers importerà poco meno di 8000 six(tus)-pack e un altro distributore del Texas dovrebbe garantire una fornitura di circa 2000 confezioni della mitica…
Ebbè, a quanto pare sono stato davvero un facile profeta, ieri, quando avanzavo il timore (il sospetto, meglio) che questa operazione in Belgio potesse diventare la prima di una serie di operazioni simili, visto il grande successo riscontrato. Ci hanno messo solo un giorno per svelare la seconda parte (per ora) del piano.
Grazie mille, Umberto, per la tempestivissima segnalazione!
Per comodità, riporto il link del sito belga (http://trappistbier.wordpress.com/2011/11/04/westvleteren-nu-ook-naar-de-usa/), nel quale si fa riferimento al comunicato ufficiale della “manovra”, apparso sul sito americano Brewbond (http://www.brewbound.com/news/westvleteren-beer-to-be-distributed-in-u-s). In questo comunicato viene aggiornata la quotazione raggiunta su ebay.com del six-pack di Westvleteren: 250 $.
A quanto pare l’iniziativa avrà un seguito ancor più sostanzioso: per l’anno prossimo è prevista la produzione di altri 76.000 box destinati al mercato estero. Ci hanno preso gusto…Inoltre ogni hanno sarà garantita una produzione extra di 4000 hl sempre destinata all’ormai famoso six(tus)-box, tuttavia in questo caso le confezioni potranno essere ritirate come di consueto presso l’abbazia. Tutto ciò sempre per permettere il completamento dei lavori di ristrutturazione della stessa, affidati all’archittetto Bob Van Reeth.
Ecco il link delle ultime notizie in merito dal blog di William Roelens http://blog.seniorennet.be/bierblog/archief.php?ID=1025715 . Un po’ asettici i nuovi ambienti, non vi pare?
Beh, allora il cerchio si è proprio chiuso.
La pecunia è sempre la pecunia … anche se il progetto per il quale viene usata è “alto”.
In effetti i nuovi ambienti sono un po’ freddini, e palesemente “in contrasto” con il contesto architettonico già esistente; dalle nostre parti non so se un ampliamento di questo tipo sarebbe stato “autorizzato” o considerato “compatibile”
[...] si era lasciati con la Westvleteren che stava andando a ruba, e ci si ritrova con la paventata “scarsità” delle birre trappiste. Archiviata l’operazione [...]
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[...] ormai tradizionale, quest’anno si è risolto a favore del birrifcio trappista belga, che con la sua 12 ha occupato il primo gradino del podio nella classifica. Fra queste 50 classificate (nel 2011 la [...]