Bian Strumke e il progetto Stillwater

Puoi avere un lavoro  perfettamente routinario (tutti giorni stacchi alla stessa ora, fine settimana libero, ferie ad agosto …) oppure te ne puoi scegliere uno che “in tre settimane ti porti a vivere in tre fusi orari, in quattro paesi diversi, a dormire in otto città sulle due sponde dell’Atlantico, con un “passaggio”, nel mezzo di questo tourbillon, a casa per due o tre giorni”. Certo non è una vita che potrebbe far contento un “normale” padre di famiglia, ma a Brian Strumke tutto questo, per ora non fa problema, avendo la “vocazione” del giramondo e avendo scelto di fare il gipsy brewer. “Fratello”, in questa scelta, dei due gemelli Mikkeller e della Pretty Things americana, questo 35enne americano di Baltimora ex membro dello staff che alla John Hopkins University si occupava di information technology e, soprattutto, ex-deejay girovago di musica techno ed elettronica (ha smesso nel 2004), ha messo su (pure lui) un birrificio/non birrificio, scelta molto trendy di questi tempi, scegliendo gli impianti degli altri per fare le proprie birre. E si è dato molto da fare, in questi ultimi due anni, da quando, smessi i panni dello smanettone autodidatta fra i pentoloni, si è messo a mestare nei pentoloni altrui, trovando molti “complici” sulle due sponde dell’Oceano. ‘t Hofbrouwerijke, Sint Canarus, Fanø, Struise, Emelisse, DOG Brewing, Pratt Street Ale House sono, per ora, i birrifici che hanno retto il”sacco” produttivo a Brian, per un totale di una trentina di birre già in commercio. Non è chiarissimo, nelle varie interviste che Brian ha rilasciato, dove, come ed, eventualmente con chi, abbia davvero imparato a fare birra sul serio. Il “ritornello” è sempre il solito: finita la stagione del deejay, velocemente annoiato da quella  del lavoro “normale” in Università, Brian racconta sempre del suo rinnovato bisogno di dare uno sbocco più creativo alla propria vita, non solo lavorativa. La strada giusta  per estrinsecarlo è stata quella di cominciare a fare birra, ambiente e lavoro da lui ritenuto tanto “creativi”, alla pari di quello musicale. In sequenza, racconta lui, è andato in un  negozio per homenbrewer, ha comprato tutto il necessario, ha fatto la prima birra seguendo pedissequamente le istruzioni/ricetta, e, visto che non gli sembrava troppo “creativa”, ha brassato la seconda  con mango, fragole e zenzero. E’ venuta fuori, dice lui, bella fresca, ma anche molto “esuberante”, tanto che ne è rimasta davvero poca nella bottiglia, quando l’ha aperta. Da lì ha capito che comunque la sua vocazione era il fare birra, ma non birre qualsiasi, solo birre “che non si trovavano normalmente nei negozi”, birre “nuove”. Così nasce Stillwater Artisanal Ales, il suo “birrificio”, o meglio, la sua idea di birrificio. La sua intenzione dichiarata  è quella di fare birre “uniche, complesse ma non estreme, soprattutto equilibrate”, utilizzando anche ingredienti inusuali (o pazzi, dice lui); e dichiarandosi ammiratore delle birre della Jolly Pumpkins e di Fantome (oltre che della Orval e della Saison Dupont) si capisce subito dove potrebbe andare a parare. Ha bisogno però delle mani libere: è un “artista” nel creare, ma una “ciofeca” nel gestire. Per questo va a fare birre in casa altrui: non avendo mai lavorato in una fabbrica di birra non ne sa nulla di impiantistica, logistica, manutenzione, e preferisce, quindi, che ad occuparsi di questi “impicci” ci pensino gli altri. Molto curato l’aspetto grafico dei suoi prodotti: Lee Verzosa, tatuatore con formazione in graphic design, suo amico, disegna tutte (o quasi) le sue label, veramente particolari, inconfondibili.  Birre, le sue,  “senza stile”, dice Brian, spesso anomale, quasi tutte raggruppabili, per lui, sotto la generica categorizzazione di saisonal, molto spesso prodotte in quantità limitate, se non, alle volte, microscopiche. Progetto e persona particolari, Stillwater e Brian Strumke, sicuramente non banali. Guardiamo se è solo “moda” o è anche, e soprattutto “sostanza”, e costanza.

Una birra, la Of Love & regret, brassata a quattro mani da Brian Strumke e Jef Goetelen, mastro birraio della belga ‘t Hofbrouwerijke, nello stabilimento belga di quest’ultimo, a Beerzel. Birra particolare, un po’ fuori dagli schemi, per la quale, oltre ai malti tedeschi, sono state impiegate una serie di fiori primaverili (erica, camomilla, lavanda e tarassaco) per aromatizzarla. Una saison, si potrebbe azzardare, “sui generis”, decisamente floreale sia all’aroma che al gusto, dal bel colore ambrato e dalla frizzantezza decisamente ripulente. Di luppolo ce n’è poco, o almeno, se ne avverte poco la presenza: la caratterizzazione gliela da la lavanda, che emerge e persiste a lungo, sia al naso che in bocca. Buono l’equilibrio generale, “giusta” la gradazione alcolica, gradevole l’impressione generale. Una birra per gli amanti della sperimentazione. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 7,2% vol.; © Alberto Laschi

E’ la prima, la Of Love & regret, della Import series, birre che Brian ha brassato in giro per l’Europa: la 2° e la 4° le ha brassate con il Doctor Canarus, di Sint Canarus (la Saison Darkly, una saison con l’aggiunta di rosa canina, ibisco e bacche di schisandra, e la Rule of Thirds, una belgian ale);  la 3°, la Jaded, una belgian strong ale, l’ha brassata con Urbain Cottain degli Struise; la 5°, la Debauched, una traditional ale, l’ha infine brassata c/o la Fanø Bryghus, con bacche di ginepro e inoculazione di Bretta. E’ di questi giorni l’uscita della Bronz Age, una farmhouse ale brassata con farro persso il birrificio artigianale belga Hof Ten Dormaal, che ha seguito di poco l’uscita di un’altra collaboration beer, la Holland Oats, brassata da Brian con gli olandesi della Emelisse, un’amber ale brassata con avena tostata e sciroppo di mele.

5 Responses to “Bian Strumke e il progetto Stillwater”

  1. Notizie dai gypsy brewers | inbirrerya

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  2. News dagli USA | inbirrerya

    […] dall’altra parte dell’Oceano. Cominciamo con Brian Strumke e la “sua ” Stillwater Artisanal Ales, il birrificio senza impianti propri che, ridendo e scherzando, ha già brassato una cinquantina di […]

  3. Gli Struise, ultimamente | inbirrerya

    […] Jaded (import series vol. 3) brassata dagli Struise e con gli Struise da Brian Strumke di Stillwater Artisanal Ales. Una belgian strong dark ale, brassata con “un sacco” di grano in fiocchi, petali di […]

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