Dopo la birra fatta in collaborazione con quelli di Google, adesso è arrivata la birra fatta “a mezzo” con quelli di Facebook; dopo Sam Calagione, adesso è la volta di Jim Koch. Era il settembre scorso quando Same Adnam Lutz (uno dei “boss” di Google) concretizzano la propria collaborazione con la Urkontinent, una belgian dubbel brassata
con ingredienti cercati e arrivati dai quattro angoli del mondo: semi di acacia australiani, amaranto tostato del Sud America, rooibos verde africano, myrica gale europea e miele hive plex californiano. Notizia degli ultmi giorni, questa birra è entrata a far parte in maniera “regolare” dell’amplissimo portfolio birrario di Dogfish, uscendo dal limbo delle birre one shot. Quelli di Boston Beer, di fronte a questa notizia, potevano stare solo a guardare? Nient’affatto, hanno messo in mezzo il social network più cliccato al mondo e hanno dato inizio ad un progetto birrario “innovativo”. Attraverso un’applicazione che il birrificio americano ha reso disponibile su facebook, tutti coloro che lo hanno voluto fare, hanno potuto contribuire con le proprie scelte alla creazione di una nuova birra. Dal colore al corpo, dalla tipologia al grado di amarezza, dalle sfumature gustative a quelle olfattive, i consigli che sono arrivati dal network sono stati presi tutti in considerazione dal team dei mastri birrai di Samuel Adams, che si sono messi al lavoro per fare questa “nuova” birra, che sarà disponibile ai primi di marzo, e potrà essere bevuta ad Austin durante il South By Southwest.
Rimanendo sempre in casa Samuel Adams, passiamo a cose un poco più “serie”. Dall’ottobre dello scorso anno il birrificio di Boston ha dato vita aduna serie molto particolare di birre, chiamata Small batch series. Una serie di birre brassate in piccole quantità, tutte imbottigliate nell’inusuale formato da 22 once, per le quali sono state impiegate materie prime abbastanza particolari, e che non trovano riscontro in quasi nessuna delle altre birre prodotte da Samuel Adams. Quattro sono state già messe in commercio negli ultimi tre mesi del 2011, di altre quattro di prossima uscita sono state già definite tipologia e labels. Molto interessante la filosofia che ha guidato la scelta delle birre da brassare per quest’anno: birre “perdute” nel tempo, una rivisitazione made in USA di alcune tipologie birrarie rare e quasi uscite di produzione. Qui di seguito la carrellata, anche iconografica, di questo interessante progetto produttivo.
2011 - Samuel Adams Tasman Red: una ipa rossa, dall’abv di 6,5%, per la quale sono stati impiegati luppoli Topaz e Galaxy importati dalla Tasmania
2011 – Samuel Adams Griffin Bow’s: una barley wine blonde di 11,5% vol. invecchiata in botti di rovere tostato. Dalla Nuova Zelanda sono arrivati i luppoli Nelson Sauvin e Zeus che sono serviti per brassarla.
2011 – Samuel Adams The Vixen: una chocolate chili bock, brassata con l’aggiunta di cannella e peperoncini per contrastare efficacemente l’uso di malti tostati e fave di cacao. 8,5% l’abv finale
2011 – Samuel Adams Third Voyage: una double ipa di 8% abv “ispirata” dal capitano James Coock e dal suo “Third Voyage”, quello che negli anni dal 1776 al 1779 lo condusse alla scoperta del Passaggio a Nord Ovest. Tre i luppoli usati, provenienti da tre diverse parti del mondo: cascade dall’Inghilterra e dalla Nuova Zelanda, Simcoe dagli USA.
2012 - Samuel Adams Dark Depths: una baltic ipa (o hoppy porter) prodotta con lieviti da lager. Malti tostati in un profilo da lager, con luppoli saaz, anthanum, zeus e simcoe, per un abv finale di 7,6%.
2012 - Samuel Adams Cinder Bock: una birra “classificata” come una rauchbock, una bock affumicata, per la quale viene usato il solo luppolo Hallertau Mittlefruh. 9,4% l’abv
2012 – Samuel Adams Verloren: una gose americana, tributo allo stile birrario tedesco nato, nella città di Goselar nel XVIII secolo. Una base di frumento, note acide e aspre di limone e sale, luppolo saaz e abv di 6%.
2012 – Samuel Adams Norse Legend: questa volta si è guaradto alla finlandia e alla tradizione delle birre sahti, risalenti al XIV secolo, nella quale l’uso delle bacche di ginepro le caratterizza fortemente. Spina dorsale maltata per questa birra “perduta” da 7% vol. alc.